Katsuyoshi Takata
Prima parte
Seconda parte
Terza parte
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Nato a Toyama, Università Kokyushikan. 4° dan per batsugun. In Manciuria come sottotenente di un reparto di cavalleria montata, ha conoscito Sumiyuki Kotani. E' nata una grande amicizia quando gli ha usato il judogi senza chiederlo. Volontario in un reparto suicida che portava 20 kg di tritolo sulla schiena e andava a caccia di carri armati. Il comandante del reparto, suicida prima di essere catturato, ha raccomandato ai subordinati di non seguire il suo esempio. Due anni prigioniero nella regione del lago Baikal, a regime duro perché aveva rifiutato di essere rieducato al marxismo-leninismo, in prigionia si ammalò di tubercolosi e rientrò in Giappone nel 1948. Prima di dedicarsi al judo lavorò alle dogane-e-imposte. Dopo la morte della prima moglie si è risposato (con un figlio) e poi si è separato. Due volte finalista ai Campionati del Giappone, fece ippon di hane-goshi a Ishikawa (che aveva pareggiato, dopo più di 30', con Masahiko Kimura nel 1948, l'hanno in cui Kyuzo Mifune decretò due vincitori), ma l'arbitro Kudo non se ne accorse, perché si era voltato a starnutire. Da qui la polemica in seguito alla quale Kudo non ha più arbitrato. Ishikawa è finito a insegnare in America, Takata in Afganistan. Passato in Indonesia vi ha conosciuto il corridore Zatopek e la moglie Dana; poi è vissuto in Argentina (dove ha scritto un libro su 36 modi di hane-goshi), in Arizona (U.S.A.) e in Canada. Ha visitato l'Europa con Ken Otani, è stato agli europei di Essen e poi ai Campionati Italiani di Udine (60). Pierluigi Comino ci ha fatto randori al Kodokan nel ‘71, grazie a un artista italiano: Bruna Dalla Pozza, e l'ha invitato a Udine, dove si è fermato alcuni anni. Rientrato in patria è stato Direttore dell'hombu-dojo del Kodokan, Segretario della Commissione Kata, Direttore dell'Insegnamento per il Kodokan Goshin Jitsu. Da pensionato continuava a frequentare il Kodokan facendo lotta a terra per motivi di salute fisica. Ogni anno frequentava l'Italia e il suo grande amico Cantoni con cui era stato prigioniero in Russia. 9° dan postumo. Riposa nel cimitero di Narita (vicino all'aereoporto internazionale), ma dopo la cremazione parte delle sue ceneri sono conservate a Udine. Devo queste note alla gentilezza di Pierluigi Comino. Al signor Takata va la mia personale riconoscenza per i documenti che mi ha fatto avere relativi alle ricerche di una Commissione del Kodokan su Koshiki-no-kata. (C.B.)
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