Sul Koshiki-no-kata
di Alessio Lisi
Queste note hanno origine dalla linea di trasmissione
che da Kano Jigoro va a Nagaoka Suichi,
a Ushijima Tatsukuma, e Abbe Kenshiro,
a Cesare Barioli.
Kano Jigoro - Yuko-no-katsudo, Novembre 1921.
“Il Koshiki-no-kata, che eredita le forme del ramo Takenaka della scuola di Kito, l'avevamo adottato una volta nella scuola in ragione di migliorare la comprensione sia del tema della nobiltà attinente al combattimento judo in generale, sia su ciò che riguarda il processo di trasformazione dal judo al jiu-jutsu”.
“Nobiltà del combattimento-judo”. Uno degli spunti etici del budo era distinguere tra un pazzo assassino e chi metteva la sua forza al servizio di una causa nobile; così è nata la proposta di “la spada che da la vita”, di cui un esempio è quello di Tsukahara Bokuden che dileggia un bullo abbandonandolo su un isola deserta del fiume, piuttosto che ucciderlo in duello. Il signor Kano si era proposto di promuovere questa nobiltà attraverso i programmi scolastici, poi ha preferito che gli alti gradi dovessero comunicarla attraverso “l'insegnamento silenzioso” e ha raccomandato la pratica di Koshiki-no-kata attraverso il kata dopo aver completato la formazione di base.
Da Toka Mondo (Domande e Risposte sotto il Candeliere) :
“Kito-ryu-no-kata comprende 14 forme omote e 7 ura. Queste forme sono state create per migliorare e potenziare la nostra forza interiore e non per battere i nemici."
“Per migliorare la forza interiore e non per battere i nemici” Nel judo, che si basa sulle Tre Culture, gli argomenti di Koshiki-no-kata subentrano dopo shobu-judo: il judo da combattimento, e dopo rentai-judo: essere sani per essere utili, e fanno parte di suishin-judo: il principio morale. Koshiki-no-kata esprime la morale del jiu-jutsu (la spada che da la vita), come Itsutsu-no-kata quella del judo (l'armonia nell'Universo).
Domanda. Come mai attraverso la pratica d'altri stili è difficile staccarsi dal desiderio di vittoria che é in noi?
Risposta . Perché insegnano tante tecniche con il solo scopo di vincere, però se togliete queste tecniche non rimane niente. Quindi il problema di queste scuole é di non avere nessun maestro che insegni lo spirito del judo invece di curarne solo l'aspetto materiale dando impulso solo allo spirito di competizione.
In certi libri Kito-ryu usa esclusivamente la parola ‘judo' anziché ‘jiu-jutsu
Domanda . La Kito ryu invece riesce ad eliminare questi desideri?
Risposta. Il fondatore, Terada Masashige ha creato le 14 forme omote per insegnare a superare la voglia e la preoccupazione di vincere. Mantenere la pace interiore per arrivare ad unirsi allo spirito dell'Universo, sempre guardando sé stessi. Possiamo affermare che il nostro Maestro è l'onestà. Il momento della vittoria è l'attimo della fusione di due energie vitali. Chi possiede lo spirito puro, liberato da desideri materiali, può arrivare alla conclusione di un'azione più velocemente, così vince.
Domanda. Nella scuola Kito non c'è un metodo tecnico chiaro, resta che lo scopo del combattimento è vincere. Come possiamo senza un metodo proiettare i nostri nemici?
Risposta. Come ho già spiegato, usufruire della tecnica di un metodo per ottenere la vittoria è cosa d'arti marziali, non vi è nulla da discutere o da spiegare. La scuola Kito insegna come vivere bene la vita senza avere paura della morte. Si tratta d'accordare l'energia vitale e il corpo, con questo spirito combattiamo lo spirito dei nemico”.
Nage-no-kata, Katame-no-kata, Kime-no-kata e Ju-no-kata vogliono tori alla destra del Kamiza (‘alla destra del kamiza', che è il lato dei Kami, vuol dire sul joseki, che è il lato degli esperti); Koshiki-no-kata e Itsutsu-no-kata invertono la posizione. In queste due forme, che riflettono la cultura morale rispettivamente del judo e del jiu-jutsu, tori, protagonista principale, ritorna sul lato dei mu-dan (allievi) , nello stesso spirito della Cintura Bianca che caratterizza il 12° dan.
Kito-ryu fonda le sue radici didattiche sul concetto di inn e yo (in e yang cinesi). Nel libro intitolato Ten-no-Kan (Libro del cielo) si trova scritto:
"Il termine Kito si legge anche Oki Taoru (alzarsi sdraiarsi, salire-scendere). Il termine Ki é di natura Yang, To di natura Yin. Possiamo vincere con il metodo Yang e Yin".
Il metodo di agire yo si rifà ad una strategia che definiamo ‘imporre il nostro ritmo'. L'aspetto inn governa i modi di agire definiti ‘addattarsi al ritmo dell'altro'. In tutta la parte omote del Koshiki coppie di attacchi simili vengono risolte alternando ‘imporre il nostro ritmo' (ki) e ‘adattarsi al ritmo dell'altro' (to).
Tuttavia, al di là di ‘imporre il nostro ritmo' e ‘addattarsi al ritmo dell'altro', inizialmente le prime due tecniche del Koshiki-no-kata (tai e yume-no-uchi), mostrano muyoshi, che può essere interpretato come la versione a mani nude di ‘la spada che da la vita' del ken-jutsu.
Nel Chi no kan (Libro della terra) si trova scritto:
"Muyoshi é un elemento molto importante nella scuola di Kito. Oggi negli stili di yawara o torite utilizzano metodi per portare alla vittoria i loro praticanti che dipendono esclusivamente da yoshi (ritmo).
Muyoshi é completamente diverso. Quando un nemico ha un suo ritmo, dobbiamo rimanere concentrati noi stessi mantenendo shinki. Con questo spirito noi possiamo vincere tutti i tipi di nemici (forti, deboli, veloci, lenti, ecc.). Alcuni maestri insegnano ad usare il ritmo come metodo d'allenamento per vincere, ma la scuola Kito insegna muyoshi. Quando prendiamo un ritmo che non é giusto perdiamo con noi stessi e anche il giusto spirito. Si può affermare che il ritmo esiste prima del respiro; dopo il respiro esiste muyoshi".
Il Ten no Kan (Libro del cielo) dice:
"Quando avviene il momento importante nell'azione, l'atteggiamento dei corpo influenza l'azione del nemico, se noi manteniamo Fudo (lo spirito calmo, concentrato) possiamo vincere; Kito é il corpo unificato con lo spirito del Dio (l'Universo). Se durante il combattimento ci s'accorge che lo spirito del Dio ci é nemico (non unificato), verremo colti dall'emozione e saremo sconfitti; in quel momento il corpo è come se fosse inutile. Se invece riusciamo a mantenere lo stato di fudo e shinki (l'unione con l'energia vitale), ci muoveremo con lo spirito dell'Universo, il massimo dell'energia vitale”.
Muyoshi è mantenere l'attenzione (fudo), restare concentrati nel tanden (shinki), e trovarsi nella condizione di spirito vuoto. In questo modo si può agire in maniera etica. Muyoshi è il ‘ritmo vuoto' o ‘il ritmo del vuoto', quello che anima l'Universo. Nel Koshiki-no-kata questo concetto è contenuto nella prima parte delle prime due tecniche. Tori avverte perfettamente l'attacco (fudo) e al momento giusto, con un gesto lo neutralizza, dimostrando la sua superiorità (muyoshi); all'insistenza ripetuta di uke allora lo proietta.
Riassumendo. Nel judo del signor Kano il Koshiki-no-kata è il kata praticato nel ramo Takenaka della scuola di Kito. Esso dimostra l'applicazione di inn e yo al combattimento, ma si apre con muyoshi, punto culminante della ricerca spirituale che porta al di là del combattimento stesso, alla dimostrazione che è inutile combattere.
La strategia di Sun-Tsu suggerisce che prima la nazione forte cerchi di convincere quella debole a evitare il conflitto, anche a costo di indebolirla ulteriormente corrompendo i generali; e solo dopo il fallimento di questa iniziativa si ricorra all'azione di forza.
L'Arte della Guerra del Maestro Sun è stato un libro popolare tra i bushi.