Giant Baba & Anton Geesink vs. Stan Hansen & Bobby Jaggers
Il mito 'sportivo'

Mi dispiace mostrar certe cose. Anton Geesink è stato un buon conoscente. In un certo periodo, andando dall'Austria dove aveva un villaggio-vacanze alla Spagna di cui era D.T., passava da Milano in Mercedes per comprare vestiti e scarpe che in Olanda erano fuori misura: non amava prendere aerei e io avevo trovato gli artigiani giusti. Ho praticato con lui, ho cercato di colloquiare (era impossibile, non ascoltava altri che sé), abbiamo fatto gareggiare i nostri allievi-ragazzi (erano superiori i suoi), abbiamo fatto insieme corsi di arbitraggio internazionale, qualche randori (uchi-mata!), ha fatto lezione al BU-SEN prendendo Valter Scolari come uke (il gustoso episodio di hiza-guruma)... Ma eravamo separati dall'ideale (il suo libro 'Il mio judo'; il Geesink-no-kata; la creazione dei judogi colorati con la protesta di Okano...). Lui lo sport (sosteneva che la sua vittoria ai Giochi ha permesso che il Comitato Olimpico Internazionale, I.O.C., accogliesse il judo perché non era predominio di una sola nazione), io l'estetica della Via per dare senso alla vita. Poi è divenuto 10° dan. Infine è comparso sul Corriere della Sera per l'ammonizione ricevuta dallo I.O.C. Lo considero un grande sportivo ma, nonostante la mia simpatia e amicizia, contesto che a uno sportivo possa venir applicata la definizione di 10° dan voluta da Kano Jigoro: 'Fonte di teoria nel Miglior Impiego ell'Energia'. Giudicate voi. (C.B.). Peraltro, buon riposo Anton. Magari incasserò altri uchi-mata su una nuvola rosa al tramonto, dove cadere è leggero...
|
Bu-sen Milano