Chugairi di Giancarlo Manenti

Il recupero di una vecchia tecnica, uno studio di rilevanza mondiale

Velocità reale

Rallentato

Un judoista ha recuperato la vecchia tecnica del jiu-jutsu.

Nel corso degli esami di grado Aise del 16 Maggio a Poasco (Milano) il 5° dan senese Giancarlo Manenti ha esibito in randori una vecchia tecnica di ‘rottura di caduta' del jiu-jutsu, chiamata ‘chugairi.

Al BU-SEN di Milano l'abbiamo sempre praticata come esercizio di ‘conquista spaziale' (vedi il filmato di allenamento), con la raccomandazione ai judoisti di non tentare di applicarla perché era una tecnica riservata ai professionisti del jiu-jutsu, che può causare incidenti ai judoisti poco abili.

Giancarlo Manenti, diventato shodan a Siena, ha studiato per 5 anni al BU-SEN di Milano. Al rientro nella sua città ha messo a punto chugairi in randori, come contrattacco a o-soto-gari, concludendola con un waki-gatame, o con kesa-gatame (vedi il filmato di randori).

Per questo exploit dimostrato in randori, come responsabile della giornata d'esame, mi sono permesso di proporlo per il 6° dan, in quanto unico judoista dell'Aise che abbia portato a termine uno studio sul judo di rilevanza (ritengo) mondiale.

Aggiungo alcuni dati. Il termine ‘ukemi' significa ‘rottura di caduta' e comprendeva tutte le tecniche che permettevano di assorbire una caduta sfuggendo al controllo di tori. Saigo Shiro, soprannominato ‘il Gatto' era noto per questo. Tra di esse: chugairi, dai-sharin e mae-ukemi.

Con la diffusione del judo, queste tecniche vennero considerate pericolose e abbandonate, accettando nella categoria ukemi solo le tecniche che permettono di subire ippon senza danni al corpo.

Cesare Barioli

Bu-sen Milano