Zen e Arti Marziali

(ed. Il Cerchio, Rimini, 1990)

di Cesare Barioli

 

Parole, parole, parole: la luna sull’acqua, la riva in movimento…

Leggendo questo saggio il campione sportivo non trova appiglio per accrescere il bagaglio di astuzia che lo porterà sul podio.

La vita pone il koan della Sincerità per aprire il senso segreto della Via. La sincerità è il rispetto di se stessi, scrutare nel profondo per trovare l’armonia con l’universo; coordinare il corpo, controllare la mente, per liberare lo spirito e avvertire i campanellini d’argento che ci chiamano, il sottile profumo che tutto pervade.

La chiave di questo libro è la poesia, che è il dito del Maestro per indicare l’Assoluto: chi non capisce vede solo il dito, forte e grossolano, da contadino.

Ma cominciamo dall’inizio. Gli anni fecondi del ’68 stimolavano lo “stato nascente”, il furore della ricerca, la dolorosa esigenza di un parto creativo. Al Bu-sen, dojo di Judo, ci interrogavamo sul significato della vittoria sportiva.

Giunse il monaco dal buffo basco nero e dalla voce profonda, che parlava di un eterno presente, del vero combattimento e dell’intuizione. Ricordo che dopo la frenetica attività a cucire cuscini, un’isterica risata collettiva, creata da Zaini, ci colse in capo al primo quarto d’ora a gambe incrociate. Sensei la controllò, considerandola un buon inizio. Poi qualcuno entrò nella serenità e nell’attenzione, legando questi stati al Judo.

Deshimaru era specialista di contrattacchi: sortiva all’improvviso dalla bonarietà e dall’humour per colpire con una frase che l’interlocutore avrebbe portato con sé tutta la vita.

Misteri dello Zen. Mi diede il kesa, ma non lo firmò come faceva per gli altri, forse prevedendo che sarei rimasto nel Judo; ebbe subito un particolare riguardo per Guareschi come se già sapesse che sarebbe stato il suo successore. Io e il Maestro restammo amici anche quando fu chiaro che la mia strada era un’altra (…). So che il Maestro ha dato a Fausto la shiho e lui deve cercare nella memoria, perché la vera shiho non è un certificato che tutti controllano, ma si nasconde in una frase: i shin den shin, da-me-a-te. E solo Fausto la può conoscere.

Misteri dello Zen. Questo libro non dice nulla che sia praticamente applicabile al Budo che facciamo; il suo messaggio è profumo di Zen, è il riflesso di un amore infinito riservato a chi è sincero. Chi non capisce deve prima risolvere il koan della sincerità e per quelli che capiscono il libro è inutile.

Tutto è mushotoku, nel Budo come nello Zen e il grande satori è percepire l’inesprimibile ku. Ci si arriva passo a passo, guidati da ku-sen, il profumo universale.

Che uomo profumato era Deshimaru!

Milano, Dicembre ’89.