La storia di Nala e Damayanti (riassunto) - Mahabharata, III°
I cinque Pandava sono stati esiliati nella foresta per dodici anni, in seguito alla maldestra partita ai dadi in cui Yudhisthira ha perso tutto. In questo libro troviamo moltissime storie che i saggi e gli asceti raccontano per consolarli e distrarli dal lento passare del tempo.
Dopo l'incontro con Amba, Arjuna parte per cercare le armi sacre sull'Hymalaya. I fratelli con Draupadi sono inquieti e Bhima propone di attaccare i Kaurava: quando egli avrà ucciso Duryodhana, Yudhisthira potrà salire sul trono e ogni suo errore precedente verrà dimenticato. Il fratello maggiore gli risponde questo potrà avvenire, ma solo dopo che siano passati i tredici anni d'esilio.
Giunge in visita Brihadasvha, a cui Yudhisthira racconta le sue disgrazie, la partita ai dadi, l'oltraggio fatto a Draupadi e conclude lamentandosi che sulla terra non ci può essere uomo più sfortunato di lui. Allora Brihadhasva racconta la storia di Nala.
Nala è il virtuoso re di Nisada. Bhima, re di Vidarbha non può aver figli e riceve in dono da un asceta tre ragazzi e una splendida ragazza, Damayanti. Nala la corteggia con l'aiuto di un'oca selvatica e nasce un grande amore.
Damayanti deperisce d'amore e suo padre decide di maritarla, convocando per questo tutti i re della terra. I saggi (rishi) Narada e Parvati, in visita da Indra, lo trovano meravigliato che nessuno più entri nel suo paradiso perchè nessuno più fa la guerra, tutti i re essendo in viaggio per Vidarbha a contendersi la scelta della bellissima Damayanti. Indra, Agni, Varuna e Yama decidono di esserci anche loro e per strada incontrano Nala, che incaricano di precederli per essere loro ambasciatore.
Nala chiede cosa dovrà fare. "Avverti Damayanti che dovrà scegliere uno di noi!" Ma Nala rifiuta, in quanto anch'egli è un pretendente. Gli dei gli ricordano che ha già accettato l'incarico prima di sapere di che si trattasse. Così, con la protezione degli dei, Nala si introduce travestito nel sorvegliatissimo quartiere delle donne per portare il suo messaggio alla bella.
Nala si prodiga nel fare le lodi dei quattro dei, ma Damayanti risponde che lei sceglierà Nala e gli dei non possono ostacolare il suo desiderio. Nala torna con questa risposta.
Assemblea dei re. I quattro dei si trasformano in altrettanti Nala e Damayanti si trova davanti cinque personaggi identici, indistinguibili uno dall'altro. Essa invoca la generosità degli dei e questi riprendono il loro aspetto. Damayanti sposa quindi Nala e gli dei offrono doni.
Kali, il demone del gioco arriva in ritardo alla cerimonia. Furioso per quanto è successo, si nasconde nella casa di Nala.
Attende per nove anni un momento di disattenzione di Nala per invasarlo, lanciandolo in una partita a dadi che dura mesi, col fratello Pushkara. Inutilmente Damayanti cerca di interromperla.
Dopo un nuovo tentativo di fermare quell'insensatezza, Damayanti convoca il cocchiere e lo incarica di mettere in salvo i suoi bambini presso il nonno a Vidharba. Varshneya, con il beneplacito dei ministri del regno, compie la missione, lascia in città il carro e i cavalli di Nala e poi entra a servizio di re Vituparna.
Nala perde tutti i suoi beni e il suo regno. Dopo aver girovagato in città, parte per la foresta con Damayanti. Affamato, cerca di catturare qualche uccello usando la veste come rete, ma i volatili gliela involano canzonandolo: noi siamo i dadi! Nala resta senza veste e invita Damayanti a lasciarlo per tornare dal padre, ma Damayanti e vorrebbe raggiungere insieme a lui la capitale del padre, dove sarebbero bene accetti.
Ma Nala non vuole presentarsi a Bhima in quelle miserabili condizioni. Ora si rifugiano per la notte in una capanna ma, mentre Damayanti riposa, Nala si rimprovera di aver portato tante disgrazie alla moglie e, prese alcune delle sue vesti per coprirsi, dopo molte esitazioni, l'abbandona.
Damayanti si risveglia sola. Si dispera più per le sorti del marito che per se stessa. Avvinta da un serpente, viene liberata da un cacciatore, che però vuole violentarla. Lei lo incenerisce con uno sguardo.
Poi erra vagabonda e terrorizzata per la foresta. Ad ogni eco chiede di suo marito. In capo a tre giorni alcuni eremiti le promettono che tutto finirà bene, che riavrà il marito nelle vesti di re. Poi scompaiono. Damayanti continua a vagare, finché si aggrega a una carovana.
Ma durante la sosta notturna questa carovana viene distrutta da un'orda di elefanti selvaggi. Damayanti fugge e giunge nei domini di Subhanu, re di Cedi. La accoglie la regina, a cui racconta la storia, ma spacciandosi per un'ancella. Entra al servizio della regina Sunanda.
Nala invece salva da un incendio il re dei serpenti (naga) Karkotaka. Questi lo morde trasformandolo in nano deforme e col suo veleno rende disagevole il corpo di Nala al demone Kali. Senza essere riconosciuto Nala dovrà studiare la scienza dei dadi dal re Rituparna e, grazie ad essa, riconquistare al gioco il suo regno. Infine il serpente gli dona una veste magica grazie alla quale potrà riprendere le sue sembianze.
Nala raggiunge Rituparna e si fa assumere come cocchiere e cuoco sotto il nome di Bahuka. Una notte che canta di nostalgia per la sua donna, viene interrogato e narra tutta la storia, ma senza farsi identificare.
Bhima manda emissari alla ricerca di Damayanti; il bramano Shudeva arriva a riconoscerla, facendola scoppiare in lacrime quando le dice che è inviato da suo padre. La regina, presente, interroga il bramano.
Shudeva racconta chi è Damayanti e come l'ha riconosciuta. La regina è la zia della principessa. Quest'ultima fa ritorno dal padre a Vidarbha.
Ora è Damayanti che organizza la ricerca di Nala. I suoi incaricati devono recitare ovunque: "Perché mi hai lasciato prendendo metà delle mie vesti e abbandonandomi nella foresta? Allevia la mia pena" e riportare le reazioni degli ascoltatori.
Il bramano Parnada riferisce alla principessa che il cocchiere di re Rituparna, un nano deforme, ha bofonchiato: "Una vera donna, anche se è stata abbandonata, non si lamenta perché suo marito ha perso il regno e ogni ricchezza". All'insaputa del padre, Damayanti manda Sudeva da Rituparna ad informarlo che il giorno seguente Damayanti convoca i re per scegliersi un altro sposo.
Nala dubita delle vere intenzioni di Damayanti, e chiede il permesso di un giorno per recarsi a Vidarbha. Rituparna e il cocchiere Varshneya montano sul carro con Nala, che parte a un'andatura infernale e Varshneya crede di riconoscere nel nano l'abilità con cui Nala conduceva i cavalli.
Strada facendo Rituparna sfoggia la sua scienza dei numeri e predice la quantità delle foglie e dei frutti di un albero. Nala arresta l'equipaggio per verificare e resta meravigliato perché i numeri si rivelano esatti. Rituparna racconta di possedere la scienza dei numeri e di conseguenza quella del gioco dei dadi e Nala gli propone uno scambio con la sua scienza dei cavalli. Avviene questo baratto di conoscenze che ha per effetto di allontanare definitivamente Kali dal corpo di Nala.
Ora il cocchio entra nella capitale di Vidarbha e, vedendo come è condotto, tutti pensano che lo guidi Nala. Invece è Rituparna, che a sua volta si meraviglia per l'assenza dei re che si aspettava fossero convenuti a contendersi la principessa. Bhima è sorpreso della visita, ma l'accoglie con gli onori. Damayanti si accorge del nano Bahuka che accudisce gli animali: potrebbe essere Nala sotto quell'aspetto?
Allora manda la servente Keshini a indagare. Questa ripete a Bahuka la frase del bramano Parnada: "Perché mi hai lasciato..." e riporta alla principessa la risposta ottenuta tra lacrime: "Una vera donna..."
Da questo Damayantiha la certezza che si tratti del marito, lo fa spiare ulteriormente e finalmente gli fa incontrare i figli, davanti ai quali Bahuka non può trattenere la sua emozione.
Finalmente si incontrano e Nala si fa riconoscere. Ma perché mai Damayanti vuole un nuovo marito?
Non è che un sotterfugio per attirare Nala, lei è innocente di qualsiasi infedeltà anche solo pensata. Nala indossa la veste magica per riassumere il vero aspetto. Tutti gioiscono.
Ora Bhima riceve Nala in grande gala e tutta la città festeggia. Nala completa a Rituparna l'insegnamento sulla condotta dei cavalli.
Finalmente Nala ritorna nella sua città di Nishada per proporre al fratello Puskhara di giocarsi il regno: ai dadi o in un duello a morte. Questi sceglie i dadi e Nala vince, ma lascia al fratello la vita e le ricchezze, è una riconciliazione completa, il male era voluto dal demone Kali!
Damayanti torna nella capitale. I sapienti a cui si deve la storia predicono che anche Yudishsthira riavrà il suo regno e che questo racconto gli darà il coraggio necessario a riconquistarlo. Poi Brihadashva dona a Yudhisthira la scienza dei dadi e parte. Altri asceti riferiscono delle austerità a cui Arjuna si dedica sulle montagne.
I Pandava sono in pena per Arjuna così lontano e Draupadi in particolare rimpiange la sua presenza. Bhima, Sahadeva e Nakula non sopportano più la sua assenza.
Il lamento di Damayanti abbandonata nella foresta (traduzione)
Orsù, eroe senza pari, tu che mi ami! Perché non mi rispondi dal folto degli alberi?
Già il leone affamato, spaventoso e terribile, mi minaccia con la grande bocca spalancata.
Perché non giungi? Dicevi
"Ti amo". Mantieni la tua parola, nobile re.La tua diletta sposa impazzisce, piangendo. Io ti amo e tu mi ami. Perché non rispondi?
Sono stremata, disperata, debole, sporca, nobile re. Sono sola, vestita appena di un panno e mi lamento come un'orfana.
Piango come una gazzella abbandonata dal branco. Guerriero impareggiabile, non mi merito questo!
Sono sola nell'immensità della foresta e ti chiamo, grande re, marito mio. Mi rispondi?
Anche oggi non ti vedrò, re nobile e bello, tra queste cime, in questa spaventosa foresta, regno di belve e di leoni?
Non potrò vegliare il tuo sonno, vederti risvegliare, vederti alzare e passeggiare? Tu vuoi farmi disperare.
Per causa tua sono così disgraziata. Ah se potessi chiedere:
"Avete visto il re Nala, qui attorno, nella foresta?"Chi può dirmi che ti ha visto? Chiunque riconoscerebbe questo potente guerriero per la sua bellezza, per il suo coraggio.
Quando ascolterò le meravigliose parole
: "Ecco colui che cerchi, il re Nala dagli occhi splendenti come il loto".Incontrando la belva maestosa, re di questi boschi, dalla cui possente mascella spuntano quattro zanne, non temo di chiedere:
"Re degli animali, padrone di questi luoghi, sappi che sono Damayanti, figlia del re Vidarbha,
sposa del valoroso Nala, re di Nishadha. Ora sono abbandonata, miserabile e desolata, alla ricerca di mio marito. Se hai visto Nala, dammi la consolazione di dirmelo, signor leone.
Ma se non ne sai nulla, tu che regni sulla foresta e sui suoi abitanti, allora sbranami e poni termine alla sofferenza di una disgraziata".
Il leone che ha ascoltato il mio lamento, fugge verso il fiume dalle acque pure.
Ma Damayanti incontra una carovana e la segue. Sfortuna! Nella notte essa viene distrutta da elefanti selvaggi!
A notte avanzata l'attività s'era arrestata e tutti riposavano dalle fatiche del viaggio.
Quando una torma di elefanti schiumanti di furore venne all'acqua per l'abbeverata.
E raggiungendo lo stagno calpesta selvaggiamente tutti gli uomini che si dibattono a terra.
Grida di terrore ovunque! Fuga disperata alla ricerca di un rifugio nel folto!
Terrore di chi si risveglia nel pericolo! Alcuni vengono uccisi a colpi di zanne e di proboscidi, altri muoiono calpestati.
E questo finimondo di persone e di vacche, d'asini, di cammelli, di cavalli si calpesta e si uccide nella sua corsa disperata.
Cadono lanciando urla disumane, vengono schiacciati contro gli alberi a cui si aggrappano per rifugiarsi, oppure cadono nei dirupi. E tutto viene distrutto, carovana e averi.
L'indomani i sopravvissuti emergono dai cespugli per piangere la morte di padri, di fratelli, di figli e di amici.