Il corso è solo un inizio.
Possiamo proseguire con degli allargamenti. E propongo di riprendere e allargare la tesi della dottoressa Caterina Niccolai, perchè è un argomento attuale.
Cesare Barioli
"IL MIGLIOR IMPIEGO DELL'ENERGIA APPLICATO NELLA SCUOLA" - Tesi del corso per Educatori Sportivi Aise
Dopo un’attenta analisi
degli scritti del fondatore del judo Jigoro Kano riguardanti la scuola e il
miglior impiego dell’energia, sono arrivata alla conclusione che questo principio
del judo poteva essere applicato nella scuola.
Rispettando le linee didattiche suggerite dal Ministero della Pubblica Istruzione,
ho tentato di stendere un programma di educazione motoria nella scuola primaria,
che integri quello vigente con i fondamenti teorici del judo.
Mi propongo in futuro di adattare questo tipo di integrazione anche alle altre
materie scolastiche.
Proposta per l’applicazione del principio del judo nella scuola primaria
Introduzione
L’importanza della
motricità nella persona come strumento educativo ed evolutivo fa parte dei fondamenti
teorici di tutte le discipline educative. La conquista di qualsiasi autonomia
passa attraverso quel delicato filo che lega pensiero ad azione. Il bambino
nasce con molte ed enormi potenzialità che solo attraverso la stimolazione sensoriale
diventeranno capacità effettive. Per produrre motricità infatti il cervello
ha bisogno di sensorialità. Il cervello riceve informazioni sensoriali dall’ambiente
esterno, in un secondo momento risponde agli stimoli esterni con la motricità.
La motricità in uscita diventa lei stessa produttrice di sensorialità. Il senso
del tatto è la parte prioritaria per lo sviluppo del movimento.
Il movimento è in costante rapporto con i fenomeni dello sviluppo mentale (educazione
intellettuale9 e con quelli dello sviluppo affettivo-sociale (educazione morale
e sociale).
Il corpo esprime totalmente la personalità perché rivela l’aspetto morfologico
di ciascun individuo, il suo aspetto morale (temperamento), l’aspetto intellettivo
e l’aspetto affettivo (emotività). Dato il ruolo fondamentale del corpo nella
strutturazione della personalità, è necessaria una visione unitaria dell’essere
umano che colleghi il corpo alle sfere intellettuale e affettivo-sociale.
Il corpo ha un preciso significato intellettivo perché indica la nostra presenza
nel mondo e la nostra identità. La psicologia moderna ha dimostrato la correlazione
tra attività motorie e attività di pensiero. Il movimento secondo la Montessori
è essenziale per la costruzione dell’intelligenza, che si alimenta e vive di
acquisizioni ottenute nell’ambiente, infatti le percezioni sono il punto di
partenza dell’immaginare e del pensare. E’ stato osservato che l’esercizio fisico
aumenta il rendimento intellettuale, in quanto rende i soggetti più agili, più
duttili, anche mentalmente e sviluppa l’intelligenza rendendo i soggetti più
pronti all’azione. La motricità avvia il processo dell’intelligenza e lo sostenta
in quanto ogni apprendimento motorio ripropone le fasi della realizzazione dell’atto
intelligente: la presa di coscienza delle difficoltà da risolvere e degli ostacoli
da superare, la ricerca delle risposte, il controllo. La motricità influisce
anche sulla memoria (ricordiamo infatti ciò che percepiamo) e sull’attenzione,
i giochi e gli esercizi infatti a volte richiedono un’attenzione concentrata,
a volte diffusa.
La motricità è legata anche al fattore affettivo, le attività motorie sono infatti
manifestazioni dell’affettività (emozioni, sentimenti, passioni) sia dei suoi
aspetti interiori, perché originano da pulsioni e bisogni o tendenze personali
e sociali dell’individuo, sia dei suoi aspetti esteriori quali le reazioni motorie
che interessano la respirazione, la circolazione, le reazioni di atteggiamento
e di mimica che riguardano le reazioni muscolari e quelle d’espressione. L’educazione
motoria esercita diverse funzioni rispetto all’affettività: controllo emotivo,
capacità di canalizzazione delle pulsioni, la soddisfazione del bisogno di attività
motoria, l’educazione alla sensibilità.
L’educazione motoria contribuisce quindi da una parte alla formazione dell’autonomia
attraverso la progressiva razionalizzazione del movimento, dall’altra fornisce
un proporzionato ed armonico sviluppo tra educazione intellettiva, affettiva
e motoria. Nella visione unitaria della persona in cui le dimensioni corporee
e psichiche si sviluppano armonicamente e simultaneamente, si ottiene la formazione
della personalità. L’educazione motoria usa il movimento per la realizzazione
della personalità. L’azione formatrice dell’educazione motoria è indirizzata
a stimolare lo sviluppo e l’efficienza del corpo nel suo complesso e conseguentemente
a conservare e potenziare la salute fisica e psichica. L’efficienza fisica è
uno dei fattori fondamentali per la salute.
Nel corpo si deve ricercare il miglior rendimento, cioè usarlo nel modo migliore,
per questo occorre avere un’idea di come lavora. Si deve educare ad un senso
di responsabilità verso il proprio corpo (pulizia, tenuta, prevenzione incidenti,
alimentazione). La buona tenuta del corpo e l’efficienza fisica sono la base
per un utilizzazione del corpo appropriata.
Fondamentale risulta quindi educare ad un impiego appropriato del corpo dando
un impegno sociale: essere sani per essere utili.
Finalità
1) Presa di coscienza
del valore del corpo considerando anche le sfere intellettuale e affettiva.
2) Costruzione ed affinamento dell’autonomia, grazie al controllo del corpo
e all’organizzazione dei movimenti.
3) Sviluppo della personalità in funzione sociale potenziando il senso sociale
del bambino.
Obiettivi e contenuti
a) Presa di coscienza del proprio corpo e del suo impiego
Attraverso esperienze
di esplorazione e scoperta, si favorisce uno sviluppo armonico del corpo, facendo
attenzione a muscoli, tendini, organi interni. Toccando, esaminando, indicando,
usando le varie parti del corpo, giocando e manipolando oggetti, si facilita
la graduale costruzione dello schema corporeo, inteso come rappresentazione
del corpo globale e segmentario, statico e dinamico. In tale rappresentazione
si integrano gli aspetti relazionali, emotivi, affettivi per una completa consapevolezza
corporea.
Si orienterà la conoscenza e la gestione del corpo nel cercare la massima efficienza
possibile. Un’attenzione particolare verrà data anche all’acquisizione di abitudini
alimentari e igieniche corrette per una conservazione della salute fisica e
psichica con uno scopo sociale (essere sani per essere utili).
b) Educazione al movimento come elemento di autonomia
Costruire, consolidare
e affinare gli schemi motori statici e dinamici indispensabili per il controllo
del corpo e dell’organizzazione dei movimenti. Gli schemi dinamici sono camminare,
correre, saltare, afferrare, lanciare, strisciare, rotolare, arrampicarsi; quelli
statici si identificano nel flettere, inclinare, circondurre, piegare, elevare,
estendere, addurre, ruotare, oscillare, ecc. e possono riguardare movimenti
globali o segmentari del corpo.
Rappresentare mentalmente il proprio corpo e rappresentarlo in movimento in
rapporto con l’ambiente. Promozione delle capacità coordinative deputate alla
scelta del movimento, alla sua direzione, al suo controllo. Muoversi controllando
la lateralità.
c) Apprendimento e controllo della mobilità, dell’equilibrio, sviluppo dei riflessi.
Lavorare sulla mobilità articolare, l’elasticità muscolare per arrivare all’agilità. Raggiungere e mantenere condizioni di equilibrio statico, dinamico, in fase di volo, indispensabili per la strutturazione dello schema corporeo. Riconoscere e rispondere adeguatamente a stimoli visivi, acustici, tattili.
d) Educazione all’attenzione, alla memoria, all’orientamento nello spazio, alla gestione del tempo, della materia, dell’energia.
Strutturare e aumentare
l’attenzione concentrata e diffusa e la memoria attraverso giochi ed esercizi.
Favorire l’acquisizione dei concetti di spazio e orientamento e di tempo e strutture
ritmiche, mediante giochi in movimento, con o senza attrezzi, in forma individuale
o collettiva. Portare il bambino da un’impulsività ad una razionalità motoria,
imparando ad usare l’energia nel modo più efficace e con lo spreco minore.
Attraverso l’esplorazione e l’esperienza interagire con l’ambiente circostante.
e) Educare al rispetto per l’altro ponendo un’attenzione particolare all’accettazione e alla complicità tra maschi e femmine.
Sviluppare il senso sociale del bambino nel rispetto degli altri, attraverso giochi di gruppo ed esercizi a coppie. Favorire ed incentivare l’interazione maschio-femmina facendoli cooperare insieme in vista di un obiettivo.
f) Assumere ruoli ed affrontare responsabilità.
Educare i bambini ad assumere punti di vista personali nelle varie situazioni e a farsi carico di responsabilità, giocando ad esempio all’arbitraggio o a fare lezione. Formare i bambini ad affrontare la realtà proposta via via nelle attività motorie.
Indicazioni didattiche
La programmazione
dovrà tener conto delle diverse situazioni di partenza e dei livelli iniziali
di funzionalità senso-percettiva e motoria di ciascun bambino. Le attività motorie
proposte saranno graduate e individualizzate considerando i diversi ritmi di
sviluppo degli alunni, la didattica si articolerà in cicli corrispondenti ai
diversi stadi di sviluppo del bambino.
In una prospettiva formativa acquistano rilevanza le attività polivalenti (percorsi,
circuiti, ecc.), i giochi di squadra e le attività sportive significative (corse,
salti, lanci, ginnastica, agilità, ritmo, ecc.)
Presentare a seconda delle fasce d’età difficoltà sempre superabili ma che richiedano
impegno e sforzo.
In tutte le attività proposte l’insegnante deve porre attenzione a potenziare
il senso sociale degli alunni, tramite la cooperazione, la solidarietà, l’aiuto
reciproco. In presenza di alunni in situazioni di difficoltà motoria, gli interventi
saranno, in relazione ai contenuti, agli strumenti e alla durata, adeguati alle
effettive possibilità e necessità di ogni bambino. Saranno individuati opportuni
momenti di verifica e valutazione attraverso l’osservazione sistematica del
comportamento motorio degli alunni, tenendo sempre presenti i punti di partenza,
le differenti esperienze, i diversi ritmi di sviluppo individuale. La valutazione
deve riferirsi a tutti gli aspetti dell’educazione motoria, quello fisico, psichico
e sociale.
Dott.ssa Caterina Niccolai