Donne e Judo
Una
premessa
di Cesare Barioli
Intendo
la politica Aise nell'ambito di Donna e Sport come un investimento per l'associazione
(come, fin dalla fondazione dell'Aise, è stata l'educazione).
Ogni tanto ascolto voci accusare che riservare "quote rosa" alle donne
è un insulto ad esse. Sono voci sinceramente democratiche, che inviterei
a non generalizzare, specificando che riguardano esclusivamente i, o le, sinceri/e
democratici/e.
Poi c'è
la situazione della donna nel mondo. Un olocausto di proporzioni esagerate:
parliamo di miliardi di donne uccise o mutilate, nell'indifferenza maschile
e nel quieto vivere femminile.
Sapete perché uccise, vero? Nell'Oriente delle Grandi Religioni, nell'India
degli Avatar, nella Cina dei Saggi, nel Sud-est asiatico delle Arti Marziali
esotiche e del turismo sessuale, si uccidono le bambine, o le giovani spose
per convenienza economica. Pro o contro l'aborto, penso che ci possiamo unire
tutti contro l'aborto selettivo.
Sapete perché mutilate, vero? Nei Paesi arabi e nell'Africa nera, a parte
cucirle in caso di assenza temporanea del marito, viene tagliato il clitoride
perché non abbiano il relativo orgasmo, ma siano sempre disponibili ad
avere un figlio ogni volta che fanno l'amore.
Sapete che viene lapidata l'adultera? Mentre il maschio è impegnato al
bar o alla play-station.
La proposta che voglio portare avanti è la sensibilizzazione della donna
al problema della dirigenza (in questo caso sportiva, ma in prospettiva la dirigenza
del mondo; se la donna si sente insultata, amen, ha sopportato di peggio), facendomi
aiutare dagli uomini di buona volontà. Non prendo in considerazione la
democrazia (che forse appartiene al nostro futuro), ma mi rivolgo a una minoranza
(di uomini e di donne), intendendo l'Aise come associazione di minoranza (le
rivoluzioni sono fatte da minoranze e il signor Kano propone la rivoluzione
attraverso l'educazione).
Nel nostro ambito (ristretto e poco importante) possiamo dimostrare che la presenza della donna (quante sono le donne nel judo? il 20%?) può ridimensionare quella maschile, può riequilibrare l'azione, può rendere vivibile e accettabile l'ambiente. Penso che la complicità uomo/donna abbia un valore superiore alla democrazia; propongo che la donna debba assumersi anche la responsabilità di condividere la guida del mondo; ritengo che il maschio (con la prestazione media di 2' per orgasmo) deve considerare stupefatto e riconoscente il ruolo di madre (9 mesi) e di educatrice (18 anni) della donna mettendosi ragionevolmente al suo servizio. Chiedo "dispari opportunità": che alla donna sia concessa una vita degna e un potere decisionale. E se la donna considera questo un insulto, sarò pronto a ricredermi quando avremo risolto li problemi di mortalità e di escissione femminile.
Non conto
sull'adesione plebiscitaria di maschi e femmine, ma solo sull'aiuto di qualcuno/a.
E spero di trovarlo anche nell'Aise.
Con queste frasi spero di aver facilitato il compito e di far risparmiare tempo a chi mi accusa di non essere democratico.
Grazie
per la lettura, Cesare Barioli.