Sospetto che queste iniziative cerchino un pubblico di acquirenti (Cesare Barioli)
Venerdi 4 Marzo 2005 si è tenuto presso il Teatro Dal Verme di Milano il convegno su:
"BAMBINI E COMPUTER: LE NUOVE TECNOLOGIE A SCUOLA E IN FAMIGLIA".
promosso da IBM e dalla Facoltà di Scienze della Formazione di Milano-Bicocca (relazione di Silvia Adorni Fontana).
Scopo del convegno era quello di dimostrare l'utilità dell'uso del computer
nei bambini e di presentare uno studio da loro fatto su come i bambini si accostano
all'uso delle nuove tecnologie nell'ambiente scolastico e familiare.
E' stato presentato un progetto che è stato avviato nel 2000 dalla Fondazione IBM in collaborazione con il Ministero dell'Istruzione e l'Università che si chiama KIDSMART e che si pone come obiettivo l'avvicinamento dei bambini delle scuole dell'infanzia (la "vecchia" scuola materna) ai computer, i quali avrebbero il compito di favorire i processi di apprendimento facendo leva sul gioco e sulla creatività.
Viene portato nella scuola dell'infanzia una postazione multimediale (un computer) disegnata apposta per essere utilizzata con facilità e sicurezza dai bambini fin dalla più tenera età, ma che è a tutti gli effetti un computer come quelli utilizzati dagli adulti. Il computer è colorato, con tastiera più grande e più sensibile al tocco e dotata di un seggiolino a due piazze che, testuali parole, "permette ai piccoli di sedersi in coppia davanti al computer e di utilizzarlo insieme, condividendo giochi e scoperte".
Uno dei relatori presente, Tomas Maldonado (politecnico di Milano), ha messo in evidenza le problematiche legate all'utilizzo del computer in età prescolare: il bambino interagisce col mondo esterno tramite il sensoriale e grazie a ciò conosce, scopre, impara. Cosa accade se il computer diventa il mediatore tra mondo esterno e bambino? Si inibisce lo sviluppo del bambino, si atrofizza la sua sensorialità.
Alcuni insegnanti che erano in platea hanno riportato la loro esperienza fatta con l'utilizzo della postazione multimediale. Facevano disegnare e colorare i bambini al computer (perchè mai utilizzare fogli e matite?) e il computer diceva loro "colora il sole di giallo" oppure "colora il cielo di azzurro". Questo dovrebbe favorire la loro creatività? Questi insegnanti hanno smesso di utilizzare il computer perchè hanno osservato che i bambini non volevano più usare i fogli e le matite o pennarelli durante le ore di scuola ma usufruire solo del computer.
Il relatore Chioccariello (istituto tecnologie didattiche del CNR di Genova) ha fatto delle riflessioni sul gioco e apprendimento, dicendo che il bambino giocando impara più in fretta e che vi è una relazione tra l'apprendimento e gli strumenti utilizzati. Ha portato l'esempio di alcune scuole materne che, grazie all'utilizzo del computer, hanno creato storie interattive, i bambini disegnavano i personaggi a mano e il computer li "animava".
Nel pomeriggio hanno proiettato un filmato realizzato dal gruppo di ricerca dell'Università dove mostravano come bambini di 24 mesi e di 4 anni si avvicinavano ai computer.
Nonostante lo scopo per cui è stato creato e proiettato il filmato quello che si vede è una bambina di 2 anni che sbatacchia più volte il computer e non se ne deduce l'utilità per la sua formazione, tranne forse il suo divertimento nello scoprire la scatola nera! E un padre che insegna al figlio di 4 anni dove va inserito lo spinotto del mouse dietro il computer.
Un'insegnante, sempre dalla platea, che lavora in una scuola speciale, ha raccontato brevemente la sua positiva esperienza utilizzando il computer coi bambini autistici che grazie all'insegnante Clarabella (una mucca) imparano la matematica.
Se scopo del convegno era dimostrare l'utilita dell'uso del computer nella fascia prescolare al fine di favorire i processi di apprendimento a mio avviso ciò non è emerso.