Pubblichiamo il primo capitolo del manga intitolato 'Hikaru no Go', molto conosciuto in Giappone e già tradotto in molte lingue (tranne l'italiano, per ora).

La presente versione è in lingua francese, pubblicata dalle 'Editions Tonkam' (sito internet www.tonkam.com) e si intitola 'Resurrezione di un genio del go', disegni di Takeshi Obata, testi di Yumi Hotta, con la supervisione di Yukari Umézawa (professionista giapponese 5° dan di go).

CHE COS'E' IL GO?

Apparso quattromila anni fa nella Cina centrale, il go è più di un semplice gioco. Certo, come per i giochi conosciuti in occidente, come gli scacchi o la dama, i due avversari si affrontano su un terreno definito e cercano di vincere. Ma il gioco del go non è una singola battaglia, un duello, che deve condurre alla distruzione di uno o dell'altro campo: è una filosofia della divisione e della condivisione.

Il gioco comincia su uno spazio vuoto, spazio nel quale occorre creare il proprio universo, cioè i propri territori, impedendo nel frattempo all'avversario di farne altrettanti. Lo scopo non è di "uccidere" l'avversario, ma di fare un po' meglio di lu, suddividendo lo spazio comune a proprio vantaggio. E' il principio dell'accettazione della reciproca esistenza, in quanto si tratta di costruire una realtà comune a due visioni o concezioni differenti delle cose. Ad ogni istante, occorre negoziare lo spazio e il tempo; in ogni momento è anche necessario venire a patti con le proprie emozioni, sapersi controllare. Il giocatore portato agli eccessi, quello che non è in grado di dominare le sue passioni, è sicuro di perdere. Il giocatore di go, se cerca la vittoria, cerca anche di fare una 'bella partita'.

Una mossa estetica è solitamente una buona mossa; una pietra che non è posata in armonia con le altre presto si nota subito, è brutta e si dimostra quasi sempre una cattiva mossa. Ci saranno sempre un vincitore e un vinto, ma ci saranno di solito soprattutto due avversari contenti di aver giocato una 'bella partita'.

Il gioco del go è la scuola della bellezza, dell'equilibrio e della saggezza.