Vento
Percorri leggero
le mie frustrazioni
e non mormori al cielo le tue difficoltà.
Impetuoso cavalchi le valli e vorrei poterti guidare;
ma sei libero, fiero, un po' arrogante
con le fratte delle rocce.
D'estate, una mano fresca sulla fronte...
alleggerisci il percorso tortuoso delle mie idee.
Giochi con la pioggia e con la neve,
spingi le nuvole guidandole in aggregazioni
di geometrie non euclidee.
Stasera hai fatto visita al dojo.
Fischiando sei entrato dalla porta e sei passato tra noi,
portando due doni: energia ed entusiasmo.
Non abbiamo avuto il tempo di ringraziarti,
birichino sei uscito dalla finestra.
Ti ho visto giocare con le foglie.
Un fischio ed eri già lassù, sui monti,
con le aquile che planavano appoggiandosi alle tue spalle.
Ti chiamo. Non rispondi.
So che verrai ancora e non ti aspetto. Così ti farò felice.
Chiuderò la porta e come al solito accetterai la sfida.
Probabilmente ti sentirò entrare dalla grata,
filiforme amico mio.
Ma sei già qui?
Lasecondadelquintomese
Il cielo si tinge di azzurro.
Il sole, con i suoi raggi infuocati,
taglia la nostra solitudine.
...e noi, come i fiori,
ci svegliamo allo splendore
di una nuova estate.
Stelle luminose osservano il nostro fare,
bisbigliando parole di scherno.
...E noi, beduini del deserto,
sorridiamo al nuovo calore.
Giappone
Ti sono debitore
di qualcosa che ha cambiato il mio
essere uomo.
L'ennesimo terremoto ti ha scosso.
Ripagherò il debito scuotendo
l'indifferenza loro,
come il terremoto a gennaio.
In un pomeriggio di dicembre
Chiesi al vento perché
soffiava;
ma lui, impetuoso, asciugò il mio pianto.
Rivolsi al sole i miei perché;
ma lui, abbagliante, scaldò la mia pelle.
Mormorai all'acqua la mia tristezza:
ma lei lavò via le miei delusioni.
Al fuoco lanciai le mie imprecazioni;
lui, ardente, m'insegnò la gioia selvaggia.
Un giorno al Maestro chiesi d'indicarmi la Via.
Alzando l'indice indicò la Strada:
da allora sono libero e cammino in armonia.
Perché
Perché chiedi perché?
Il lupo non può più stare nel branco.
Là dietro alla collina
da solo
caccerà i daini.
Ego? ùh!
Fai e ancora una volta fai.
L'energia ti abbandona
e scopri che non sei più solo.
Loro cantano con te, fieri del tuo operato.
Passa inesorabile il tempo
e si cambia sempre di più.
Kamiza
Oggi sono venuto solo.
Osservo i ritratti degli Uomini del Dare del passato
che ispirano il nostro presente.
Ammiro la loro dinamica immobilità,
il loro benevolo eloquente silenzio.
Cerco di comunicare la mia difficoltà.
Aspetto la loro saggezza in sussurri.
Uomini che hanno vissuto in maniera esemplare
il loro tempo presente.
Tanto esemplare che si estende al nostro oggi.
Adesso sono arrivati e la sala si riempie di un senso di appartenenza al passato.
Mi lascio cullare da questa sensazione.
Sapevo che mi avreste sgridato per il mio fare maldestro. L'ultima lezione non vi soddisfaceva.
M'inchino alla vostra conoscenza.
Fate a gara nell'aiutarmi. Siete gioiosi come bambini. E' bello stare in vostra compagnia.
Giocate con la mia ignoranza, mettendomi in difficoltà. Vago nella confusione.
Poi, tornando ad essere solenni, sussurrate l'ispirazione che ambivo e, senza darmi il tempo di
ringraziarvi , siete già lontani.
Ma forse il ritratto del sig. Kano sorride?
... E lascia in me una gioia infinita.
Arrivano gli allievi ed io ho già chiaro e sereno il mio essere.
Sorrido agli occhi dei giovani.