I creatori di favole


Quando tutto il mondo vuol tener segreto qualcosa,
Poichè la Verità di rado è amica della folla,
Gli uomini scrivono favole, come fece il vecchio Esopo,
irridendo ciò che nessuno osa nominare ad alta voce.
E così è necessario che facciano, o accadrà,
Se non piacciono che non siano affatto ascoltati!
Quando la Pazzia scatenata ogni giorno si prodiga
A provocar disordine in tutto quel che abbiamo
Quando lo zelo dell'Ignavia richiede la morte della Libertà,
E la stretta della Paura impone la sepoltura dell'Onore.
Anche nell'ora immancabile che precede la rovina,
Se gli uomini non piaccono, non sono affatto ascoltati.
Bisogna che tutti piacciano, però non tutti per bisogno,
Bisogna che tutti s'affatichino, però non tutti per guadagno,
Ma perchè gli uomini, pur provando piacere, si preoccupino
E la fatica presente li sottragga al dolore futuro.
Così alcuni si sono affaticati, ma scarso è stato il compenso
Perchè, anche se sono piaciuti, non sono stati affatto ascoltati
Questo fu il sigillo che chiuse le nostre labbra,
Questo fu il giogo cui ci siamo sottoposti
Negando a noi stessi ogni piacevole compagnia
secondo la nostra età e generazione.
I piaceri non perseguiti invecchiano irrevocabilmente
E per la nostra pena, non siamo affatto ascoltati
Cosa ascolta l'uomo se non il brontolio del cannone?
Di cosa si cura se non dell'attimo fuggente?
Quando la vita di ciascuno supera ogni immaginazione,
Chi mai proverà piacere a immaginare?
Così è accaduto quello che doveva accadere,
Noi non siamo, nè siamo stati, affatto ascoltati.

(1914-18) R. Kipling