Torneo studentesco di Meolo

10/11 marzo 2007


CONSIDERAZIONI
di Claudio Sanna
(N.b. i commenti in corsivo sono di Cesare Barioli)

Stiamo facendo un percorso. L’abbiamo scelto impegnativo e non m’illudo certo di agire senza errori e sbavature. La complessità organizzativa è ormai ben conosciuta e non va sottostimato lo sforzo che (tutti dell’AISE) facciamo volendo offrire un’impostazione veramente alternativa a quella dei Campionati Studenteschi del MPI-CONI.

Cos'è MPI-CONI? Non lo so io, può darsi che non lo sappia qualcun altro.
[MPI è il Ministero della Pubblica Istruzione che organizza i Campionati Studenteschi in collaborazione con il CONI]

L’anno scorso a Verona la gara fu organizzata per tutte le tre fasce d’età e, nell’intento di contenere la spesa a carico degli studenti, abbiamo impiegato un’ora e mezza per riuscire a trasferire tutti in quattro diversi luoghi di pernottamento. Probabilmente non furono due scelte ottimali.

Prego di prendere visione di quanto ho scritto in merito alla gara di Sassuolo. Anzi, mi ripeto per essere più chiaro.
Il costume judoistico diffuso nel mondo sportivo è di suddividere i partecipanti in 7 categorie di peso, nelle quali è costume di rientrare anche facendo sacrifici alimentari e cose peggiori. Noi preferiamo invece che sul posto, all'improvviso, e non a conoscenza dell'interessato si formulino delle poules di pesi simili (evitando che ci sia una premeditazione per rientrare nella categoria).
La possibilità di affrontare un avversario, magari un amico con cui si desidera confrontarsi, è offerta talvolta dai combattimenti supplementari tra vincitori di poules, ma sopratutto dalle 'sfide' a fine gara.
Però gli organizzatori devono prendere visione che una gara deve comprendere almeno 7 poules di 5 partecipanti; oppure 8 - 9 poules, di cui alcune di 4 o di 3 partecipanti, in modo che la poules comprenda l'intervallo ragionevole di peso tra un combattente e l'altro.
Faccio un esempio. Gli organizzatori, pensando chissà a cosa, organizzano due gare: una per il 2° e 3° anno della fascia bassa e l'altra per il 1° e 2° della fascia media. Poi fissano anche che complessivamente nelle due gare non possono accettare più di 50 persone.
Bene, chissà a cosa pensano gli organizzatori. Per il 2° e 3° anno della fascia bassa si presentano in 17. Che però vanno da 27 kg (di 26 e 27 ne aveva portato un paio Pino Tesini alla gara dell'Umanitaria, per chi c'era) a 60 kg. divisi in 4 poules di 4, 5, 4, e 4, magari la ragazzina di 27 si trova con maschi di 33, 35, 38. E per una ragazzina di 27 il randori arbitrato con un maschio di 38 non va bene (il divario di peso deve essere ragionevolmente in proporzione al peso dei partecipanti; un avversario di 35 kg per un ragazzo di 30 kg., basta; un avversario di 85 kg per uno di 80 quasi non si avverte).

Se invece gli organizzatori fanno una gara di 50 persone della fascia bassa, presumibilmente le dividono in 10 poules di 5, oppure, per circostanze particolari, in 11 poules di cui 8 sono di 5, una tra i più leggeri di 3 (ma con pesi distanti al massimo 4 o 5 kg), un'altra di 3 (ma essendo a metà lista questi ragazzi sono separati da 5 o 6 kg) e infine un'altra di 4 in cima alla lista, tra i più pesanti i cui partecipanti sono separati da 6 o 7 kg.
Morale: per organizzare una gara si valuta se abbiamo la partecipazione minima necessaria. Naturalmente possiamo sbagliare e allora la nostra iniziativa fallisce. Tutto questo, per evitare polemiche, naturalmente prendendo il peso scontato per le ragazzine. Poi, quelli bravi, i campioncini, con l'autorizzazione dell'insegnante, partecipano alle sfide dove si verificano ben altre differenze di peso e, quando capitava al BU-SEN, a sfidare Galimberti (80 kg) ci si mettevano anche ragazze di 48 come la Davico.

Quando alludo a cosa pensano gli organizzatori, vorrei suggerire di mandare il loro figlioletto di 27 kg 4° kyu contro sconosciuti avversari di 36 kg che è la prima volta che praticano il regolamento di non cadere addosso (qualcuno ha visto i film che abbiamo proiettato all'inizio).

Quest’anno abbiamo unito le forze dello Yudansha Kai Triveneto per far meglio.


A Meolo abbiamo deciso di contenere la partecipazione in massimo 50 ragazzi. Se avessimo individuato solo la fascia bassa rischiavamo di fare il pieno solo con l’iscrizione dei fiorentini e di un altro paio di società.

Se viene fatta una gara della fascia bassa e si teme che la presenza di poche Società saturino i posti a disposizione, valutando in linea di massima le possibili Società partecipanti, si fissa un limite massimo di elementi: 'non più di 4 partecipanti per Società', collaborando a formare la mentalità che non tutti i ragazzi che rientrano...

Da qui la scelta di escludere la prima media e il grado di cintura arancione. Volevamo offrire anche un’opportunità di gara omogenea per i ragazzi dei primi due anni della fascia media ritenendo troppo estesa la fascia dai 15 ai 19 anni. Sul piano numerico della partecipazione pensavamo che tale scelta avrebbe parzialmente compensato l’assenza dei nati ’95. Su questo aspetto abbiamo credo centrato l’obiettivo perchè a fronte di 41 partecipanti effettivi segnalo che gli iscritti sono stati 49 (otto ritiri per malattia).

Bu-sen Meolo ha retto bene al superamento del limite che ci eravamo dati, in relazione alla struttura a disposizione, anche sul numero totale dei presenti (insegnanti, ragazzi non in gara e altri accompagnatori, disabili, ospiti). Buono il coinvolgimento di genitori, judoisti, autorità locali e buona l’efficienza organizzativa di Danilo.

Credo che nei prossimi anni si potrà decidere di limitare ad una fascia d’età tutti i tornei e non solo le gare nazionali.

Resto dell'opinione che le fasi nazionali avvengono per fasce (a Rignano quella bassa; a Siena quella media; a Bologna quella alta - nei prossimi anni, naturalmente vi saranno cambiamenti nelle località). Ma localmente si può agire in base alla situazione particolare. E così si può organizzare la gara, ad esempio:
- per il 2° e 3° anno della fascia bassa e il 1° della fascia media; regolam. fascia bassa);
- per il 3° anno della fascia bassa e 1° e 2° fascia media; regolam. fascia bassa;
- per 2° e 3° anno fascia bassa e 1° e 2° fascia media (sempre regolam. fascia bassa),
e così via agendo sulle altre fasce, garantendo che ci sia abbastanza gente per formulare delle poules interessanti, anche giocando sul buon senso della giuria. Per le ragazze, per attuare delle gare interessanti e formative, nelle fasce media e alta, allarghiamo un poco i limiti di età, che ci sono ragazze di 16 anni che possono benissimo praticare con ragazze di 21.
Tutto questo viene pensato in ragione di dare ai ragazzi un'esperienza ragionevole, con l'aiuto degli insegnanti (che lasciano a guardare i ragazzi poco preparati, che chiedono il passaggio alla fascia superiore dei ragazzi troppo dotati, che pensano prima ai valori educativi della gara e poi a giocare a Go...), valutando secondo l'esperienza che ci ha permesso fin'ora di non avere incidenti.

Attenzione che non è l'età che pone dei limiti a fare insieme, ma il buon senso dell'insegnante che iscrive gli allievi. Sappiate che in Italia sono sempre stati fatti i Campionati Assoluti, una volta comprendenti anche le speranze, ma, credo, ancor oggi comprendente juniores e seniores (o come caspita si chiamano adesso le classi sportive): da 16 a 35 anni.

Renderebbe forse più agevole il coinvolgimento delle scuole e degli Uffici Scolastici che, in questa occasione, ci hanno quasi ignorato. Anche per questo motivo penso che si debba battere la strada del coinvolgimento dei disabili nei tornei. Sarebbe utile per loro e per la notiziabilità e visibilità dei tornei stessi. A Meolo erano presenti solamente in due.. e nelle altre gare? Mi auguro che gli altri organizzatori abbiano saputo far meglio e vorrei che riferissero in proposito.

Per i disabili, che tra pochi giorni dovremmo valutare come mettere in gara insieme ai normodotati, distinguere tra l'allenamento e il randori arbitrato; tra un avvenimento di gara in cui non è giusto lasciarsi proiettare e quello che abbiamo visto a Meolo, della ragazzina che si faceva proiettare. Evidentemente se gara deve essere, nessuno si fa proiettare, salvo squalifica. A Usmate cercheremo proprio di censire quanti disabili abbiamo per partecipare ai tornei.

Sulla rivoluzione del bando di gara all’ultimo momento posso dire che l’ho accettata solo per l’abilità rassicurante di Gaetano al computer. Poi c’è il JU, adattarsi. Mi sono sentito a disagio ma ho evitato di discuterne per non far respirare ai ragazzi volontà discordanti.

Visto che non ho partecipato alla decisione vorrei dire:
· che fin dal giovedì le poules erano state formate e modificate molte volte in seguito ad aggiunte e a ritiri;
· che i problemi, come quello posto da Cuscini o quello della presenza di più persone della stessa società in una poule, erano stati affrontati e risolti;
· che c’erano alcune poules da tre persone ma non l’ho ritenuto un grosso problema dato che lo scorso anno perfino a Siena la poule dei più pesanti era composta da due sole persone (poi c’era sempre la possibilità di effettuare altri combattimenti con la poule della sfida)

Prima la sicurezza (possibile e immaginabile), quindi a Siena poules anche di due, ma in questo caso possiamo riconoscere di aver fallito, o di essere stati costretti a fallire per le circostanze, nel dare a quei ragazzi la possibilità di crescere. Quindi non prendiamo il fallimento come esempio da seguire. Cerchiamo di formare insegnanti che, a una gara della fascia media i cui partecipanti vanno magari da 40 kg. a 65, non portano un gorilla atletico di 95, ma chiedono la possibilità di includerlo nella fascia alta, dove è più facile che trovi avversari del suo peso, o di peso minore, ma più preparati.

· che rimaneva il problema di una delle poule da quattro persone in cui il massimo scarto di peso era 10 kg. L’avevo visto e tollerato considerando che, in definitiva, avrebbe riguardato solo un combattimento in tutta la gara.

Il cambiamento ha eliminato quel problema ma ne ha creato qualche altro sulla differenza d’età e di conformazione fisica. A posteriori mi chiedo come avremmo potuto giustificare sul piano assicurativo un incidente occorso ad un ’94 in combattimento con un ’91 in deroga al bando? (il problema assicurativo era stato sollevato anche nella discussione precedente sull’ammissione dei bolognesi del’95).

Faccio quest'ennesima considerazione. L'assemblea è sovrana. Se in gara si riunisce l'assemblea dei responsabili di Società (e chi è assente all'assemblea ha torto) e decide a maggioranza, lasciando la possibilità alla minoranza che non accetta la decisione di ritirarsi, è come se il bando di gara fosse stato ufficialmente modificato in base a circostanze peculiari (se si prevede che le strade del ritorno siano intasate per il termine della partita, l'assemblea può decidere di modificare gli orari). Circa la partecipazione dei bolognesi la situazione è diversa perché si chiedeva un'eccezione.
L'eccezione può sempre essere concessa, se l'assemblea è d'accordo, ma vorrei suggerire che non la deve chiedere l'interessato. In questo caso è per lo meno singolare che l'eccezione venga fatta solo per una Società e a un giudice bisogna giustificare questo. Attenzione, non sono sicuro che in un eventuale processo l'assicurazione avrebbe sollevato il quesito, non sono abbastanza esperto, ma nella mia logica di gara e di prassi sportiva giustifico di unire le due gare e vorrei che il Yudansha-kai Triveneto magari fornisse la formazione delle poules relativa alle due gare, contrapposta a quella della gara sola, perché il vantaggio di quest'ultima modifica, secondo me, riguardava più di una poule. Ma forse diventa pesante e è un argomento che possiamo affrontare nelle riunioni degli esperti.

In ogni caso sono contento che le cose siano andate bene, la gara è stata piacevole e della giusta durata. Vorrei perciò ringraziare tutti i ragazzi che hanno partecipato, i loro insegnanti e tutti i volontari dell’AISE per il prezioso contributo. Un apprezzamento particolare sento di dover rivolgere al lavoro svolto dal gruppo di ragazzi del Judo Avisio di Predazzo. Grazie davvero.

Perseguendo lo scopo di rompere l’ abitudine gara-premiazione-tuttiacasa e di segnalarsi come innovazione profonda nel panorama dello sport (non solo studentesco), rilancio l’idea di programmare un momento di commento e riflessione “a caldo”, subito dopo la gara, alla presenza e col contributo dei protagonisti e dei loro accompagnatori e insegnanti. Con lo scopo di migliorare. Qualche parere?

Personalmente dopo la gara ero su altri problemi. Non avevo da fare riflessioni: avevo accettato il regolamento, avevo accettato gli arbitri, avevo subito una scarica di adrenalina (nelle nostre gare questo fenomeno si farà di volta in volta più evidente, per ora è minimo) e non avrei avuto voglia di commenti e riflessioni a caldo. Che magari possono emergere nei giorni successivi, o parlando con altri, o confrontando altri avvenimenti. A questo scopo, Sanna, ti chiedo i nominativi di tutti i partecipanti, perché vorrei invitarli proprio nome per nome, sul Forum, a parlarne.
C.B.

Claudio Sanna


Dati sul Torneo Interregionale (formato pdf 54 kb)

L'attività serale: storia della scienza

LA GARA DI JUDO-EDUCAZIONE (formato pdf 21kb)

Articolo pubblicato su 'La Nuova Venezia' il 16 marzo 2007 (formato pdf 363kb)