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A tutti gli associati
all'Aise.
Ho proposto al Consiglio il 10° dan onorario ('fonte di teoria per il miglior
impiego dell'energia') per Muhammad Yusuf, creatore del micro-credito, presidente
della Grameen-bank e premio Nobel. In attesa della decisione ci tengo che abbiate
la possibilità di leggere un suo scritto.
Cesare Barioli e Ivana Gaio
CNS-Ecologia Politica, nn. 1-2, gennaio-giugno 2004, Anno
XIV, fascicoli 57-58
CRESCITA/DECRESCITA
IL CREDITO COME DIRITTO UMANO
Muhammad Yunus *
Vengo da un paese densamente popolato. Quando si pensa al Bangladesh questa
è la prima cosa che viene in mente: come possono così tante persone
vivere in uno spazio tanto limitato? Il Bangladesh ha una estensione di 150.000
chilometri quadrati e nel 1971 contava una popolazione di 75 milioni di persone.
Oggi siamo 130 milioni, la popolazione quindi è quasi raddoppiata negli
ultimi 30 anni. Come possono 130 milioni di persone vivere in uno spazio tanto
limitato? Una terra peraltro molto piatta, l'altezza media del Bangladesh non
supera il metro sul livello del mare, e ciò implica che terra, acqua
e persone vivono tutti nello stesso spazio. Ecco perché sentite spesso
parlare delle inondazioni in Bangladesh, e infatti se piove un po' più
del solito, tutto il paese viene inondato. In un paese come questo, immaginate
che vita si fa se si è poveri.
Un altro aspetto interessante del Bangladesh consiste nel fatto che, su una
popolazione di 130 milioni, più della metà è al di sotto
dei 18 anni: si tratta quindi di una popolazione molto giovane. Ovunque si vada
si vedono moltissimi giovani, e questo è l'aspetto più promettente
del Bangladesh perché i giovani rappresentano il futuro, i giovani rappresentano
la speranza, specialmente in un'epoca in cui la tecnologia sta cambiando il
mondo ad una velocità straordinaria. Una tecnologia che i giovani devono
imparare e soprattutto possedere molto presto, soprattutto la tecnologia dell'informazione.
Ovunque nel mondo, i ragazzi più piccoli di una famiglia, già
a sette, otto, nove anni, sono i più esperti di computer, di internet
e quant'altro mentre gli adulti hanno problemi con questa tecnologia. I bambini
no; date loro molti giochi, date loro qualsiasi cosa, sanno immediatamente cosa
fare, non debbono nemmeno leggere i manuali; gli adulti al contrario non possono
farne a meno. Credo infatti che, in un'epoca come questa, mettendo in rapporto
i bambini con la tecnologia dell'informazione, essi possano creare un mondo
diverso da quello che noi gli abbiamo lasciato. I giovani rappresentano la speranza
perché hanno la capacità di pensare in modo diverso; io biasimo
la mia generazione per non essere riuscita a farlo, siamo come impacchettati,
troviamo difficile uscire dalle "scatole". Il mondo che ci circonda
è il prodotto di quello che noi pensiamo del mondo: non è solo
quel che osserviamo, ma ciò che noi abbiamo creato. Finché non
penseremo in modo diverso, le cose non andranno diversamente: per questo la
speranza è riposta nei giovani. Le loro menti sono fresche, e spero che
noi adulti ci asterremo dal rinchiuderli nelle scatole, questo è il rischio
che corriamo: amiamo rinchiudere tutti nelle scatole, e più eviteremo
di farlo, più il futuro sarà favorevole.
Ciò che ora chiamiamo micro-credito o l'istituzione che abbiamo creato,
la Grameen Bank, ha avuto inizio proprio con i giovani. Quando insegnavo all'Università,
ed ero io stesso un giovane negli anni '70, tutto ciò che ho fatto per
i villaggi vicini, l'ho fatto con i miei studenti, ora i fondatori della Grameen
Bank. Giravamo per i villaggi in cerca di una soluzione ai problemi che saltavano
agli occhi; non c'erano soluzioni nei libri di testo, così decidemmo
di chiudere i libri, che ci avevano dato occhiali che non ci permettevano di
vedere la realtà così com'era. Osservando la realtà con
gli occhiali dei libri di testo, vedevamo immagini distorte.
Il nostro primo sforzo è stato tornare indietro e gettare via questi
occhiali; cercare di fare ciò che potevamo, al meglio. Il problema era
la fame e la povertà proprio a ridosso del Campus e la domanda che nasceva
era: "Qual'è l'utilità di questa Università che si
presume essere depositaria della conoscenza, se questa conoscenza non arriva
nemmeno alla famiglia della porta accanto, se non può aiutare le persone
di quella famiglia ad uscire dalla miseria nella quale vivono? Era una domanda
molto semplice: a che serve questo sapere se non è utile alla vita della
gente?". Cercavamo di capire questi problemi: "Perché la gente
è così povera? Perché ha fame?"
Eravamo alle prese con diverse domande e diverse risposte. Una di queste riguardava
la grande quantità delle persone che chiedevano prestiti agli usurai,
così i miei studenti ed io andammo in giro per il villaggio per fare
una lista di queste persone, una cosa semplicissima. Non c'era bisogno di essere
dei ricercatori particolarmente acuti per fare ciò, chiunque può
andare in giro e chiedere quanti soldi una persona domanda in prestito e quali
sono le condizioni che gli sono imposte. Così compilammo la lista, e
nella mia c'erano 42 persone e l'ammontare del denaro preso in prestito dagli
usurai era di 27 dollari in totale per le 42 persone. Un'altra differenza fra
l'università dove insegnavo e la realtà dei villaggi, distanti
pochi metri: all'università si discuteva in aula di piani quinquennali
e di piani di sviluppo, per milioni e miliardi di dollari di investimenti, e
a pochi metri da quell'aula la gente possedeva solo pochi spiccioli, ridotta
in condizioni di miseria la più estrema. Questo fu il nostro inizio:
come risolvere questa questione.
La cosa più immediata che feci, fu dargli questi 27 dollari di tasca
mia, in questo modo li liberai per un po' dai creditori.. Mai avrei immaginato
che l'eccitazione di queste 42 famiglie avrebbe potuto coinvolgermi così
rapidamente, pensavano che fosse accaduto un miracolo perché qualcuno
era arrivato e li aveva liberati. Con 27 dollari.
La seconda domanda è stata: "Se puoi rendere felici tante persone
con una somma così esigua di denaro, perché non fare di più?
Questo mi porta al passo successivo.
Andai alla banca del Campus per mettere in contatto diretto le persone con la
banca, ma lì mi attendeva un'altra sorpresa. La banca disse: "Non
possiamo prestare denaro ai poveri perché non offrono garanzie".
Iniziò una battaglia serrata: "Perché pensate che essi non
abbiano garanzie da dare?" La banca non aveva una buona risposta, e alla
fine dopo un negoziato durato mesi, risolvetti la questione offrendo me stesso
come garanzia: "Firmerò tutte le vostre carte, perché siete
sommersi dalla carta e dovete proteggere i vostri fogli, li firmerò tutti,
rispetto le regole ma voi date loro i soldi ", e questo fu l'inizio nel
1976. Naturalmente non sono riuscito a persuadere i banchieri che questo sistema
avrebbe funzionato, nonostante che, ogni volta che davano i soldi in prestito,
la gente restituisse il 100%. Le banche non hanno cambiato opinione perché
la loro mentalità è di pietra e a tutt'oggi non sono riuscito
a convincerle, nel 2003. Le banche continuano a comportarsi nel modo di sempre,
ma nel frattempo il nostro lavoro si è diffuso dal Bangladesh in moltissimi
altri paesi in tutto il mondo.
E adesso quale è il problema? All'inizio dicevano: "Lo si può
fare in un villaggio ma se cerchi di farlo in due, non funzionerà".
Lo abbiamo fatto in due villaggi e ha funzionato. "Prova a farlo in cinque
villaggi, sicuramente non funzionerà". Lo abbiamo fatto in cinque
villaggi ed ha funzionato. "Dovreste farlo in venti villaggi!" Lo
abbiamo fatto in venti villaggi e ha funzionato. Ora lo abbiamo fatto in tutti
gli stati e funziona. Il ritorno del denaro è più del 99%. La
banca incrementa i suoi profitti ogni anno, la gente cambia radicalmente la
propria vita per il solo fatto di avere i soldi e poter sfruttare capacità,
creatività e intelligenza per cambiare la propria vita. Quando parliamo
di persone povere, non parliamo di materiale inerte; le persone non sono cose
inanimate, sono esseri umani, non animali, ma esseri creativi. Tutto ciò
di cui hanno bisogno è un modello istituzionale che permetta loro di
realizzare la loro vita.
Non stanno aspettano nessuno che li prenda in braccio. Sono esseri umani in
carne ed ossa come chiunque altro.
Questo è quanto abbiamo fatto in Bangladesh, ma nulla è cambiato
nelle banche del Bangladesh, che continuano a fare come hanno sempre fatto.
Oggi questo sistema si è diffuso in oltre cento paesi con gli stessi
risultati, ma le banche di tutto il mondo non hanno cambiato opinione. Io continuo
a ripetere che il credito dovrebbe far parte dei diritti umani. La questione
non è tanto se la gente è adatta al credito, ma se le banche sono
adatte alle persone.
Un'altra questione che ci siamo posti fin dagli inizi era: "Perché
le banche non prestano denaro alle donne?" In Bangladesh, meno dell'1%
dei prestiti è concesso alle donne. Non c'erano riposte, così
nel nostro progetto abbiamo fatto in modo che almeno la metà dei destinatari
dei prestiti fossero donne. Alla fine, quando ci siamo riusciti, abbiamo constatato
la differenza nei risultati che si ottengono quando in una famiglia si entra
attraverso la donna o attraverso l'uomo. La differenza è enorme: se si
entra attraverso la donna, si avranno molti più benefici che facendo
lo stesso con la medesima somma, attraverso l'uomo.
Una delle cose peggiori che capitano ai poveri, è di non riuscire a dar
da mangiare ai propri figli. Uno dei modi tradizionali delle famiglie povere
di provvedere ai propri bambini è affidarli ad altre famiglie. Bambini
di 6, 7 anni dati ad altre famiglie. Cosa succede quando arrivano in queste
famiglie? Sono maltrattati e costretti a lavorare giorno e notte in cambio di
cibo. Sono maltrattati e costretti a fare qualsiasi cosa mentre dovrebbero poter
giocare e divertirsi. Quando una donna entra nella Grameen Bank e incomincia
a avere del denaro, la prima cosa che fa è far tornare a casa i bambini,
uno dopo l'altro, perché ora la madre pensa: "Adesso posso nutrire
i miei bambini", e il primo risultato è riportarli a casa, perché
nessuna madre vuole vedere i figli fuori di casa: quando è invece il
padre a ricevere il prestito, questo non succede.
Quando i ragazzi sono tornati a casa, la prima cosa che la madre pensa è:
"Perché non mandare i miei bambini a scuola?" E questo succede
sempre.
I matrimoni infantili sono molto comuni nei villaggi del Bangladesh: le ragazzine
si sposano a 10, 11 anni. Così alla Grameen Bank ci siamo chiesti: "Perché
succede?" Ne abbiamo discusso con le donne affiliate alla Grameen Bank,
e la risposta era sempre la stessa: "Costano denaro e quindi conviene farle
sposare". Allora abbiamo cominciato a ragionare con le donne: "Ora
che guadagni denaro, i tuoi figli vanno a scuola e puoi ottenere il credito
necessario, tutti possono partecipare al mondo nuovo che stai creando. Pensi
pertanto che tua figlia sia un ostacolo o un aiuto per la famiglia?" Tutte
hanno concordato che una figlia femmina è un grande aiuto per la famiglia:
oggi il matrimonio infantile non esiste più e i ragazzi vanno tutti a
scuola. Il 100% dei ragazzi delle famiglie affiliate alla Grameen frequenta
la scuola: ogni sede della Grameen Bank, e le sedi in Bangladesh sono 1200,
offre sei borse di studio, tre riservate alle femmine in modo da incoraggiarle
a continuare gli studi, e le restanti tre sono aperte a maschi e femmine, che
possono competere. Come risultato, abbiamo più femmine che maschi che
godono delle borse di studio della Grameen Bank e questi ragazzi - provenienti
da famiglie di analfabeti - frequentano non solo le scuole primarie, ma anche
le high-schools, il college e l'università, medicina e ingegneria. Come
ho già detto, in Bangladesh oltre la metà della popolazione è
sotto i 18 anni, quindi ci sono moltissimi giovani. La Grameen Bank conta circa
tre milioni di correntisti e in questi tre milioni di famiglie ci sono tanti
ragazzi che ora frequentano la scuola. Non stiamo parlando dunque di piccoli
numeri.
In un secondo tempo abbiamo iniziato a concedere prestiti per la casa, e infatti
la situazione abitativa è terribile. La povertà si vede innanzitutto
dalla casa: il tetto praticamente non esiste, non ci sono i muri. Tutti dicevano
che era impossibile farlo: "Non puoi prestare denaro ai poveri per costruire
la casa". La situazione era così disperata che ci siamo detti. "Azzardiamo,
ce la faremo".Questa è un'altra lezione che abbiamo imparato lungo
il cammino: se sei determinato, puoi fare tutto!
I nostri prestiti sono decennali, da ripagare in rate settimanali, piccole piccole.Abbiamo
inoltre posto una condizione: "Se chiedi il prestito per la casa, devi
dimostrare che il terreno sul quale la casa verrà costruita ti appartiene".
Il 95% dei prestiti è concesso alle donne e loro non possiedono nemmeno
il pezzo di terra su cui costruire, perché la casa in cui vivono è
del marito. Perciò, a causa delle nostre regole, non avevano i requisiti
per richiedere il prestito. Si lamentavano: "Come possiamo ottenere il
prestito se imponete regole come queste?". Noi abbiamo risposto: "Perché
non parlate con i vostri mariti? Persuadeteli a trasferirvi la proprietà!"
La disperazione per la casa era tale e tanta che, marito dopo marito, iniziarono
a cedere. Tuttavia la procedura per trasferire il titolo del terreno a qualcun
altro è molto complicata a causa della farraginosa burocrazia degli uffici
governativi, bisogna aspettare mesi, presentare molti documenti e solo alla
fine si può intestare il pezzo di
terra alla moglie. A questo punto la donna ci porta tutti i documenti e dice:
"Ora la terra mi appartiene, potete darmi il prestito". Noi ci congratuliamo,
le diamo il prestito immediatamente e la casa ora può essere costruita.
Si tratta di case molto piccole ma per loro trasferirsi nella casa nuova è
come entrare in una reggia. Non avrebbero mai immaginato di arrivare a possedere
una casa con tetto e latrina. Nella maggior parte di questi paesi, specialmente
nell'Asia del Sud, i servizi non ci sono; si va fuori, all'aperto, e questo
è molto difficile per le donne. Gli uomini possono andarci quando vogliono,
ma le donne devono aspettare finché non cala il buio. Immaginate come
diventa difficile la vita dovendo aspettare tutto il giorno.
Quando abbiamo introdotto la regola "una latrina in ogni casa", sono
stato inseguito da una donna in un villaggio, che mi ha abbracciato e baciato.
Non è una cosa comune in Bangladesh. Le donne non abbracciano gli uomini,
io ero molto imbarazzato, i miei colleghi erano molto imbarazzati perché
una donna mi stava abbracciando in pubblico strillando qualcosa di incomprensibile
in un dialetto locale.
La gente del luogo mi ha tradotto ciò che stava dicendo: "Tu sei
un salvatore perché hai salvato le donne dai tormenti dell'inferno".
Io non riuscivo a comprendere in che modo le avessi salvate dai tormenti dell'inferno,
non sono un prete, non sono un uomo di religione. Così le ho chiesto,
attraverso gli interpreti, cosa intendesse per "tormenti dell'inferno",
cosa avevo fatto. Lei mi ha condotto immediatamente verso la latrina: "Per
questo!", e io: "Perché?", e lei ha detto: "Adesso
posso andare ogni volta che voglio, non sai quanto sia doloroso aspettare che
cali la notte". E' una cosa elementare, a cui nessuno fa caso, ma fa la
differenza nella qualità della vita.
Il divorzio in Bangladesh è un fenomeno molto comune, molto frequente,
in particolare nelle famiglie più povere. Per due ragioni: la prima è
che, ogni volta che un uomo si sposa, riceve denaro in dote: è dunque
un modo allettante per guadagnare, semplicemente sposandosi un'altra volta.
L'altra ragione è che divorziare è molto facile, tutto ciò
che si deve fare è dire: "Divorzio da te", ripetuto tre volte
ed è fatta, perché non esiste documentazione del matrimonio. Dici
per tre volte "divorzio" e nessuno più può difendere
quel matrimonio. In una famiglia povera, quando il marito si arrabbia per qualche
ragione - i mariti si arrabbiano sempre e comunque - è subito pronto
a divorziare, e la moglie deve tornare dalla famiglia del padre, non può
più stare nella casa del marito. Abbiamo concesso più di 600.000
prestiti per la casa e in queste case il divorzio non esiste più. Per
una semplice ragione: se ora lui divorzia, è lui quello che deve andarsene
di casa. Se fossimo stati un movimento politico forse nessun ci avrebbe votato,
ma noi abbiamo concesso i prestiti in modo così accorto che nessuno ha
osato obiettare.
Sembra tutto logico e ovvio, ma qualcosa di straordinario è invece successo
in queste famiglie. L'insicurezza della donne è acuta in Bangladesh.
Le donne non hanno letteralmente alcun diritto, tutti i diritti sono riservati
agli uomini, ma per la prima volta una donna può sentirsi sicura nella
sua casa perché è di sua proprietà. Le donne non hanno
più l'incubo che, appena sveglie, il marito divorzi. Sanno che il marito
non lo farà perché conosce le conseguenze di quell'atto. Inoltre
devono aprire un conto alla banca, anche questo fa parte delle procedute della
Grameen Bank, e quindi risparmiare denaro. Quando si apre un conto corrente,
quelli sono i tuoi soldi - si può metterne quanti se ne vuole in quel
conto - che appartengono a te, non al marito. Nelle famiglie tradizionali tutto
ciò che è della famiglia, appartiene invece al marito. Per la
prima volta le donne hanno diritti legali sui propri soldi, in quanto proprietarie
del conto corrente. La cosa che le entusiasma di più è poter decidere
a chi andranno quei soldi in caso di morte. La banca richiede infatti che sia
nominata una persona. Decidono loro stesse a chi lasciare l'eredità dei
loro averi in caso di morte. Non credevo che questa fosse una novità
tanto grande per loro: ne sono state addirittura elettrizzate perché
mai nessuno, prima d'ora, aveva posto loro questa domanda. Sapete chi nominano
quasi sempre? La figlia più piccola: ancora una volta cercano di costruire
un futuro per le loro figlie perché sanno - come donne e prima ancora
come bambine - che cosa potrebbe loro accadere.
La Grameen Bank è di proprietà di chi prende a prestito, non di
estranei, e questo ne fa una banca molto speciale. E' una banca di proprietà
dei poveri e delle donne. Se guardate al nostro consiglio di amministrazione,
è una grossa banca, anche le donne dei villaggi siedono nel consiglio
e decidono le politiche di una banca che ha circa 3 milioni di clienti e un
fatturato di quasi mezzo miliardo di dollari all'anno. Tutto è fatto
in un modo che nessuno abbia niente da ridire e questo processo cambia vita,
atteggiamento e visione di tutte le persone che vi prendono parte.
Ai giovani direi dunque: che tipo di istituzioni vorreste costruire? In che
genere di mondo vorreste vivere? Perché se iniziate ad immaginarlo fin
d'ora il genere di mondo che voi vorreste avere, fra 30, 40 anni può
diventare realtà. L'immaginazione è fondamentale. Lasciatela dunque
libera, e create il vostro mondo. Non guardate a noi, noi non ci siamo riusciti.
Questo testo riproduce la conferenza tenuta dall'autore nella "Sala
Cavalcoli" della
Camera di Commercio di Ravenna il 9 0ttobre 2003
* Presidente della Grameen Bank, Bangladesh