Il Judo e i suoi Kata - anniversario 1906/2006

Lettera al signor Kano

Shi-han,

è passato un secolo dalla riunione in cui, su invito del presidente Oura, i jujutsuka stabilivano i kata del Butokukai.

La nostra celebrazione è avvenuta tra intimi, perché nessuno degli esterni ha notato la ricorrenza. I potenti erano impegnati a difendere la vecchia concezione, gli umili ad ascoltare proposte alternative; ma tutti convenivano sulla necessità di parlare dei kata.

Abbiamo raccolto giudizi disperati: - Il signor Kano era un politico... le sue esperienze sono superate... - Chi predica concezioni differenti dal Kodokan dovrà assumersene la responsabilità... - Le gare fanno interessare i giovani al kata... - I kata sono la cultura del judo...

A cui, con l'aiuto di qualche giovane, abbiamo contrapposto:
- i tuoi scritti su perché, come e quando hai formulato i kata;
- la proposta di educazione fisica del Sei-ryoku;
- l'illustrazione delle strategie nage che culminano in sen-no-sen;
- perché Shobu-no-kata ha cambiato nome in Kime; la differenza tra le tecniche shobu e quelle randori; l'allenamento alla difesa che i jujutsuka hanno preteso includere nel Kime.
- l'uso del Ju-no-kata nel Corso di Randori del 1936;
- Itsutsu interpretato da una danzatrice per allargare la visione culturale oltre la vittoria in combattimento (Stile di Espressione).

Vi sono altri documenti e studi da portare in discussione; per questo riteniamo necessario ripetere Il Judo e i suoi Kata ancora e ancora, favorendo la presenza e l'intervento dei giovani. Certo non possiamo permetterci un congresso "oceanico", ma cerchiamo collaborazioni, rinnoviamo l'invito a nipponici ed europei, ci rivolgiamo a judoisti di buona volontà, trascurando i caporali di Totò, quelli che prendono ordini e danno ordini.

Shi-han, quaggiù qualcuno ricorda.

Questa lettera è firmata aise.


 

I Maestri di judo al Congresso "Il Judo e i suoi Kata"
(foto di Claudio Sanna)