Iniziativa culturale in margine ai Tornei Studenteschi.

Scrive un insegnante:

" Ho letto della nuova proposta culturale in occasione dei tornei studenteschi. Una proposta impegnativa, in primo luogo per gli insegnanti. Per noi nessuna possibilità di affrontarla, se non come interesse personale di qualche adulto, per mancanza di un gruppo di ragazzi della giusta età..."

Precisazione di Barioli:

(In palestra)

Per il problema culturale il punto non è tanto cosa fai con i ragazzi della tua palestra, che può consistere nella lettura di un libro (consigliato o meno) di ambientazione scientifica, discusso poi con l'insegnante di judo, o con altri ragazzi che praticano judo, altre discipline, o che non praticano proprio, sorelle e fratelli... preparando una relazione parlata, ornata da qualche intervento di fantasia: power-point, danza di qualche amico, scenetta burlesca, intermezzi, distribuzione di peperoncini piccanti, invito al pubblico a fare coro o a muovere le gambe...

(Complessità dell'organizzazione)

ma, se organizzi qualcosa, conta cosa fai fare a quelli che partecipano, per evitare l'orgoglio degli ospitanti di essere stati i migliori forse anche coi risultati, ma certamente nel contorno; e entrare nel ruolo di educatori che coinvolgono non solo sul tatami, ma anche fuori.

(Combattenti gentili)

Pertanto, accanto all'invito generale a dimostrare un pensiero riconoscente a chi organizza una fase, che sia interregionale che nazionale, portando il dono di un fiore, di un pensiero gentile, di un salamino o una caciotta, a uno degli organizzatori scelto o preferito; o di mandare (per iniziativa dei partecipanti, non certo dei reponsabili o accompagnatori) una missiva di ringraziamento, un bacio o una viola-del-pensiero...

(Promozione)

proponiamo che nel bando di invito all'avvenimento (allenamento, avvenimento culturale e gara), oltre alla proposta (per quanto riguarda l'intervento Aise limitata alle fasi Nazionali) di portare ad assistere anche un compagno/a di scuola che non fa judo, nostro ospite per la cena e il 'dormire arrangiato' in sacco-letto al fine di promuovere le nostre organizzazioni presso possibili iscrivendi...

(Gente che contribuisce alla serata)

si chieda se qualcuno degli interveniendi, anche aiutato dagli ospiti non-gareggianti e dai compagni di palestra, si produce nella sopradetta relazione parlata, indicando all'atto dell'iscrizione quanto tempo prevede e se gli servono supporti tecnici (proiettore, computer, schermo, altoparlante, canna dell'acqua, maschere di carnevale...

(Scuola di organizzazione)

Naturalmente, nella mia posizione acquisita di presidente, in realtà nella mia condizione reprensibile di insegnante, vorrei sottolineare che organizzare qualcosa per i nostri ragazzi-giovani-universitari è impegnativo. Quanto organizzare Congressi Internazionali o meno sui disabili o sui kata. Si tratta di imparare a dare tutto se stessi a un'organizzazione indipendentemente dall'importanza che le attribuiamo, allenandoci a questo tokui-waza, che domani diventerà - per noi, per gli stretti collaboratori e per altri che trascineremo col nostro entusiasmo - un grande avvenimento.

(Ricordatevi che il futuro comporta crescita)

Lo slogan sotteso ai tre o quattr'anni che ci attendono è la crescita culturale. Vorrei l'orgoglio di sapersi comportare in ogni ambiente (mangiando mortadella coi 'magutt' o scegliendo il bicchiere adatto al vino con la contessa; organizzando qualcosa che reca la nostra impronta, o adeguandoci al giusto comportamento in un Paese straniero; dosando il nostro dare con lo stile del fare. Come i giovani in gara, come l'insegnante che rappresenta tutto il judo, come il dirigente che si confronta con altre organizzazioni.

(Donne)

Il nostro progetto 'Donna e Sport' implica la partecipazione attiva della donna all'organizzazione. Non solo per ricavarne un contributo diverso e certamente più consono ad una realtà umana, ma anche proprio per garantire il pieno successo del nostro fare. Intendo dire che la donna deve aiutarci a guardarci attorno (chi sono i ragazzi, i giovani, gli adulti, nostri e che ospitiamo? come si comportano nei momenti comuni, quando si mangia, quando si dorme in tenda e nelle palestre, quando si scherza?). La donna deve avere cariche e incarichi di fiducia, relativamente ai suoi impegni e capacità, e deve essere messa in condizione di esprimere pareri e divieti. Deve avere l'opportunità di crescere anche e sopratutto invadendo il potere maschile che, a sua volta, deve coordinarsi e accettare la visione femminile. Inutile che vi dica che vorrei allarmare contro possibili episodi che potrebbero screditare il nostro ambiente (qualche errore l'abbiamo già commesso).
Naturalmente vorrei dare l'esempio e sono disposto ad ascoltare...