Ti trovi in: Home page Judo-Educazione --> Judo -->Judo, Università, Artigianato: per i ragazzi che non vogliono andare in vacanza l'estate
Malga Saldole
di Tommaso Isidori
Tommaso Isidori
Facemmo cena in compagnia dei nostri nuovi (coraggiosi) "datori di lavoro",
la famiglia Vinante. Iniziava l'avventura montana.
La mattina seguente sveglia alle 5, la nostra mente si sforzava di ricordare
quando era stata l'ultima volta che avevamo dovuto lavorare a quest'ora, il
corpo era rallentato e impacciato dal sonno e i movimenti non certo scattanti!
Subito un primo ostacolo si pose ai nostri occhi: le mucche!! Istaurare un rapporto,
anche di supremazia, con questi animali non è stato semplice, raggrupparle e
riportarle nella stalla per la mungitura (da effettuare con apposite macchine)
difficile! La soddisfazione di vedere il latte appena munto, caricarlo sulla
macchina di Fabio, il capofamiglia, e portarlo in paese è stata grande. Finalmente
la colazione! Cibo che ci eravamo, nel vero senso della parola, guadagnato...
lo stavamo bevendo in una tazza... incominciammo ad apprezzare i frutti del
nostro lavoro!!!
Il corpo ormai sveglio non aveva più problemi, quindi Omar, figlio di Fabio
ci scritturò subito, me e Tommaso per portare insieme a Luca (aiutante fisso
nella malga, judoista di Predazzo e nostra guida al lavoro) le mucche al pascolo
mentre Emma con Stefano pulivano la stalla e facevano uscire le capre.
Tutte queste azioni, che nella nostra vita cittadina di tutti i giorni non avremmo
mai pensato di riuscire a fare (con piacere) iniziavano ad insinuarsi dentro
di noi, occupando la nostra mente, il nostro corpo e tutte le ore del giorno
procurandoci sollievo e soddisfazione. Scoprimmo subito che il pranzo è una
cosa sacra e molto gioiosa, un momento di rilassamento generale per tutti. La
famiglia e i loro aiutanti si riuniscono nella sala della malga, si sprecano
battute, scherzi e risate creando un'atmosfera bella e gioiosa, facendoci sentire
parte della famiglia...e ritornare al faticoso mestiere era più piacevole.
Giorno dopo giorno ci siamo abituati al ritmo mattutino e giornaliero, ebbene
sì: anche Emma malgrado a volte si addormentasse accarezzando qualche mucca.
Il nostro ricovero notturno era una tenda da campo militare, spaziosa ma piena
di buchi dai quali entrava una bella arietta frizzante. Una mattina le capre
hanno deciso di ispezionare la tenda, si sono mangiate la cioccolata che Stefano
aveva portato dalla Sicilia ed hanno riposato sul materassino di Tommaso.
Abbiamo legato molto con Omar, è il figlio di Fabio un ragazzo della nostra
età, al contrario di noi che siamo andati a fare "un'esperienza" e poi torniamo
a casa a fare le nostre cose da ragazzi viziati, lui 365 giorni all'anno si
alza alle 5, munge, trattore nei campi, ecc...è molto responsabile, sereno e
felice. Le giornate si susseguivano e noi imparavamo sempre di più da queste
magnifiche persone e ne conoscevamo altre interessanti come non citare le nostre
due cameriere preferite: Martina e Valeria, Norma, sorella di Omar o Ettorina,
sua madre, nonché colei che ci ha nutrito per tutto il tempo. Sottolineo per
chi non lo sapesse la difficoltà di una simile impresa. Alla fine delle due
settimane trascorse nei monti, ormai sapevamo, all'incirca, come trattare gli
animali della malga: mucche, capre, cavalli, vitelli e asini. Abbiamo imparato
a comportarci come "veri montanari", ad apprezzare le cose semplici e questa
gente disponibile ed autentica.
Grazie dell'opportunità!



