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Adolescenza - Pietra Spiteri

Con chi lavora l’Educatore Sportivo? La risposta è: con le persone e soprattutto con i giovani. Infatti la maggior parte delle persone che si allenano in palestra sono in età compresa fra i 5 e i 20 anni. Si va in palestra per mantenersi in forma, perché si hanno delle capacità sportive, per volontà dei genitori(nel caso si tratti di bambini), perché fare sport fa bene alla salute, insomma per svariati motivi.
Un buon Educatore Sportivo che sia esso il Mister, il Maestro, il Chooch, non solo deve capire le persone con cui ha a che fare, fargli raggiungere gli obbiettivi desiderati, insegnare le tecniche e i tiri, ma soprattutto deve entrare in confidenza con loro, conoscere a fondo i propri allievi a tal punto di poter dar loro dei consigli di vita e partecipare ai molteplici problemi a cui ognuno di loro può venire incontro; cioè essere un attento osservatore.
Un periodo particolare, molto delicato, che attraversano i giovani è quello compreso tra i 12 e i 18/20 anni, è questo il periodo dell’adolescenza, periodo in cui si forma l’uomo o la donna di domani, e in cui i giovani incontrano o possono incontrare le maggiori difficoltà per una sana crescita.
La prima fase dell’adolescenza, chiamata “pubertà”, è la fase caratterizzata fisicamente, dalla comparsa dei caratteri sessuali secondari, psicologicamente, dalla comparsa di conflitti interni di vario genere; il giovane non è più un bambino ma nemmeno un uomo, sente il bisogno di essere indipendente e soprattutto ha bisogno dell’aiuto dei genitori. I conflitti si accentuano se, come a volte accade, l’attrazione fisica è rivolta verso coetanei dello stesso sesso: questa è l’omosessualità, definita ormai non come una malattia psicologica ma come variante del comportamento sessuale umano.
Le ragazze, in particolare, possono accorgersi o convincersi di essere in soprappeso e quindi decidere di seguire una dieta che se è controllata, bilanciata e comunque necessaria, può rivelarsi utile per la salute, ma se l’ideale del “fisico perfetto” diventa un’ossessione può sfociare in un vera e propria malattia che è l’anoressia, ovvero il quasi rifiuto totale del cibo, di conseguenza all’organismo mancheranno le proteine, le vitamine e i grassi necessari per il suo sostentamento, poi l’uso di lassativi e diuretici completa il quadro e ne consegue uno stato di debolezza fisica che non si avverte subito perché la psiche agisce sul corpo compensando la mancanza muscolare.
La bulimia, invece, è un altro disagio psichico più subdolo dell’anoressia perché più facile da nascondere; la ragazza mangia a dismisura provocandosi poi il vomito per svuotare lo stomaco.
Un altro problema a cui poi vanno incontro gli adolescenti è l’uso della droga; molti fanno uso di droghe leggere, alcuni fumano, altri fanno uso delle cosiddette”droghe pesanti”(cocaina,eroina, LSD,crach,extasi). Perché tutto questo? Perché vogliono sentirsi sempre allegri, pronti, resistenti, attivi e perché pensano di risolvere i loro problemi in questo modo, per non pensare a nulla,cancellare tutto dalla loro mente: pensieri, problemi e tutto ciò che può destare loro preoccupazione e vivere nella serenità più assoluta. Finchè dura l’effetto della droga è proprio così, però poi cominciano gli squilibri fisici, le crisi di astinenza,la depressione, il bisogno di procurarsi a tutti i costi la “roba”che fa passare tutti i mali, ma costa e i soldi in qualche modo bisogna procurarseli.
E’ sempre in questa fase della vita dei giovani che possono verificarsi anche malattie psichiche come isterismo, nevrosi, schizofrenia, forse inevitabili per chi ne è già predisposto, ma che se individuate ai primi segni possono, anche se non passare, essere comunque tenute sottocontrollo con aiuti e cure adeguate.
In ogni caso questi disagi modificano il carattere ed il comportamento dell’adolescente, a volte il disagio è talmente grande che non si vede proprio via d’uscita se non con il suicidio, ma a questo non ci si arriva da un giorno all’altro, ci sono dietro anni e anni di sofferenza, di celate richieste di aiuto. Chi sta accanto a questi ragazzi deve saper coglierne i segnali, anche se ha tante cose da fare, i figli sono la nostra vita e dobbiamo occuparci di loro, non soltanto comprandogli i vestiti o altro, ma ascoltando la loro voce che non proviene soltanto dalla loro bocca, ma soprattutto dall’anima. E’ chiaro che gli allievi non sono figli del maestro ma se questi ha l’animo e la preparazione di un Educatore Sportivo li tratterà come tali, saprà coglierne i disagi, le preoccupazioni, i problemi e capirà se hanno bisogno di parlare, ma soprattutto di essere ascoltati, senza plagiarli nelle loro scelte, ma cercando di stimolarli nell’intraprendere la strada che loro ritengono sia giusta. Questo secondo me è il compito di un Educatore Sportivo, certo non è facile, ma bisogna metterci tutto sé stesso per riuscire nel proprio intento e alla fine ne uscirà sicuramente vincitore.