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SEI-RYOKU-ZEN’YO-KOKUMIN-TAIKU-NO-KATA’ GINNASTICA NAZIONALE DEL MIGLIOR IMPIEGO DELL’ENERGIA - Maurizio Pelligra
Per presentare questo kata, introduco prima il pensiero del
Sig. Kano (fondatore del Judo e di questo kata) sull’argomento. In poche
parole verrei dire che il sig. Kano sentiva l’esperienza di fare entrare
in tute le cose (e quindi anche nell’educazione fisica) i due principi,
“il Miglior Impiego dell’Energia “ e “ Tutti insieme
per Crescere e progredire”. Dicendo che il primo è fondamentale
al progresso, allo sviluppo e al miglioramento, qualunque sia l’obbiettivo
da raggiungere; mentre il secondo costituisce il modo d’agire che risiede
nell’armonia e nella collaborazione. Quindi ha elaborato un metodo che
fosse accessibile a tutti, praticamente senza bisogno di attrezzature, impianti,
ecc., cioè un’educazione fisica basata sul principio del Miglior
Impiego dell’Energia.
Criticavo la ginnastica e l’atletica considerandoli come i prototipi di
tutti gli sport, diceva della prima che fa sviluppare il culto del corpo, per
la meccanicità e monotonia nei movimenti senza senso; poi perché
non produce benefici collaterali; infine perché non si presta a competizione.
La seconda e gli altri sport guardano essenzialmente a risultati competitivi
spingendo al mito del record all’effetto “campionite”, ma
la mancanza più rilevante risiede nel fatto che gli esercizi di molte
discipline sono incentrate su movimenti parziali del corpo e quindi non sviluppano
il fisico in modo armonioso ed equilibrato.
Diceva che per essere perfetta l’educazione fisica deve contenere i segmenti
presupposti:
- deve sviluppare tanto gli organi che la struttura dinamica in modo armonioso
ed equilibrato, contenendo al massimo i danni fisici, gli esercizi devono far
acquistare capacità utilizzabili nella vita pratica;
- sia facile da praticare per tutti al di la di età, sesso;
- sia esercitatile in spazio ristretto senza bisogno di costumi specifici in
modo da poter essere esercitata in qualsiasi condizione e circostanza.
Poiché questi sono i requisiti di una vera educazione fisica la sua proposta
era di introdurre un nuovo metodo di educazione fisica basata sul Judo. Perchè
nel Judo si da importanza anzitutto all’acquisizione della VIA e la tecnica
viene concepita unicamente come il mezzo per raggiungere l’obbiettivo.
L’EDUCAZIONE FISICA DEL MIGLIOR IMPIEGO DELL’ENERGIA.
Questa forma è costituita da due movimenti, di cui uno da eseguirsi individualmente
e l’altro in coppia.
Il primo (Tandoku-renshu) comprende tecniche basate sull’atemi, ma selezionate
secondo un criterio gimnico, con l’aggiunta di un movimento riguardante
lo stile di espressione (hyogen-shiki), che è Kyo-ma (lustrare lo specchio,
ovvero rasserenare l’animo).
Il secondo si esercita in due e si suddivide in una prima fase che applica azioni
di combattimento reale (kime-shiki) e l’altra che si espira alla logica
dell’adattabilità (ju-shiki).
In questo allenamento bisogna prendere in considerazione l’età
e l’esperienza degli allievi, per stabilire il numero di ripetizioni,
la forza e la velocità da impiegare, prendendo come base di valutazione
che una seduta di allenamento può comprendere da tre a dieci ripetizioni
per gli esercizi individuale e da cinque a dieci per quelli a coppia.
Per entrambe le categorie la posizione di base è shizen-hon-tai (posizione
naturale del corpo).
Si apprende la sequenza del tandoku-renshu curando da posizione sopra indicata,
cioè che in questa fase si insiste sulla posizione fino a mettere in
funzione, nell’allievo un meccanismo di ricerca; si prosegue facendolo
eseguire con forza, suggerendo l’immagine di spaccare qualcosa di robusto,
questa è la fase della formazione delle articolazioni e si prosegue suggerendo
l’impiego dell’energia (ki) sommato a quello della forza, con l’immagine
di proiettare l’energia del corpo più lontano del bersaglio immaginato
dalla mente.
Si apprende la sequenza del kime-shiki curando la posizione;
si prosegue richiamando l’attenzione sulla forza dell’attacco, che
richiede un preciso gesto di contrattacco per conservare l’armonia del
movimento;
poi si suggerisce un ritmo continuo.
Si apprende la sequenza del ju-shiki curando la posizione e l’armonia
del movimento;
si prosegue con la cadenza respiratoria con forme alla teoria dell’attacco-difesa;
si completa con la ricerca dell’armonia o dell’alternanza Inn-Yo.
Per concludere bisogna dire:
· che la definizione di educazione fisica per il sig. Kano è “essere
sani per essere utili”.
· Che la questo esercizio rappresenta un dono del judo al mondo. Il dono
di questo kata al mondo consiste nel raccontare col corpo: 1° che nell’educazione
fisica l’attenzione va posta sui tendini e i legamenti e non sui muscoli;
2° che l’efficacia del corpo, l’economizzazione dell’energia
e anche lo sviluppo della personalità nei suoi aspetti fisici dipende
da una coordinazione tra centro e periferia del corpo.
Il Sei-ryoku non è:
- atemi-waza;
- difesa personale, anche se ancora una volta esso può porre le basi
per la difesa personale;
- una cultura fisica, e qui dobbiamo specificare che intendiamo per educazione
fisica, “essere sani per essere utili”, in contrapposizione al narcisismo
esempio il body-building, gli istituti di bellezza ecc.