Ti trovi in: Home page Judo-Educazione --> Judo --> Corso istruttori - testi di studio e tesi finali --> Tesi

Estetica - Giovanna Occhipinti

Nel 1735 fu il filosofo Baumgarten a dare il significato attuale al termine: filosofia del bello e dell’arte.
Il primo a discutere sul problema estetico fu Platone, seguirono Aristotele, Vico, Kant, Croce, Shelling, Goethe, ecc.
Mi trovo d’accordo con la teoria di kant secondo cui il bello è legato al momento, alla cultura del tempo ed è soprattutto soggettivo. L’Occidente ha sempre ritenuto superiore la propria esistenza estetica e, pur ammettendo un estetica orientale per non definirla minore e comunque darle un certo tono, la definisce “etnica”.
Sono concorde con l’esempio di Alain Danielou che nella musica non può esserci senso estetico (arte, pensiero, idee), essendo ormai globalizzata, tutta uguale, su ritmi simili, con le regole ormai stabilite da case discografiche globalizzate, il cui interesse è semplicemente di vendere milioni di cd.
E’ sicuramente più valido l’artista asicatico o africano che crea musica in base agli eventi, all’umore del giorno, musica intesa come espressione di pensiero, improvvisazione.
Non possiamo, come riteneva Gandhi, rifiutare la produzione industriale, ma sicuramente possiamo valorizzare, proteggere e incoraggiare tutti i prodotti artigianali.
Esempio dei valori estetici giapponesi è la geisha, che rappresenta seduzione, bellezza, energia spirituale e rinuncia.
Per quanto riguarda la definizione di amore gigante e amore pigmeo (in Mishima), secondo me, la vera forza stà nel farli diventare un’unica cosa per la crescita sincera e solida di una coppia.
Mi trovo assolutamente d’accordo sul fatto che il judo, quando è stato compreso in corpo, mente e cuore, diventa bellezza e decisione. E, secondo me, è la massima espressione del nostro carattere e della nostra personalità.