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Insegnare ai giovani - Alfredo Nocera
·Cultura: prendere dall’esperienza le cose buone
e scartare quelle cattive.
Ogni persona ha con sé un bagaglio di esperienze derivate dalla famiglia,
dalla scuola, dalla strada, dal lavoro; è chiaro che non tutto ciò
che ci viene proposto è positivo.
Penso che molto, nella nostra società , deve essere scartato, come ad
esempio: gli elementi che recano danno alla salute, la violenza, l’autoritarismo,
le ingiustizie, le costrizioni e le persecuzioni.
La cultura ha i suoi valori positivi che l’individuo deve saper scegliere,
come la moralità, l’impegno, l’amicizia, il senso di responsabilità.
· Educazione: insegnare ad affrontare la realtà,
responsabilità, stima di sé, decisione, fiducia.
Il compito educativo non può essere affidato solo alle materie verbali,
ma va anche attuato con l’esercizio fisico.
Nel Judo, gli esercizi gioco, a coppie, di gruppo, aiutano ad avere rispetto
per i propri compagni. Certamente con le raccomandazioni non si può rafforzare
l’attenzione, invece stando attenti ai movimenti per non fare e farsi
male, alle regole del gioco, i bambini dispersivi migliorano gradualmente.
· Tecnica: sviluppo fisico e motorio, emozione, coordinamento.
L’attività Judoistica è formata da un insieme di tecniche
le quali mirano al coordinamento del corpo, allo sviluppo fisico e al potenziamento
muscolare.Nella mia attività inizio dal facile al complesso, per favorirne
la capacità di comprensione, e anche indispensabile la ripetizione dei
movimenti. Rilevo nei ragazzi molta emozione nei momenti di buona riuscita della
tecnica e nelle competizioni.
· Attività miste: rapporti con i disabili.
Durante la mia esperienza ho conosciuto bambini affetti da ipertrofia muscolare,
sindrome di down, caratteriali, li ho inseriti nel gruppo proponendo loro esercizi
specifici e percorsi organizzati con attrezzi, ottenendo risultati positivi
e i bambini con difficoltà sono stati accettati ed aiutati dai compagni.
· Attività complementari e culturali: conferenze,
stage, dimostrazioni, collaborazione con l’ente locale e la Parrocchia.
Con le conferenze non ho ottenuto grandi risultati per il numero limitato dei
partecipanti, invece ho ottenuto buoni risultati nelle manifestazioni fatte
nelle feste locali con esposizione di libri, foto e materiale costruito dai
ragazzi.
Partecipo con i bambini e i ragazzi allo stage estivo dove vengono effettuate
escursioni e lavori manuali. Ho dato la mia disponibilità al Parroco
del paese per svolgere corsi di cucina, giochi organizzati, tiro con l’arco
per i ragazzi e a fine settimana si montavano le tende, si accendeva il fuoco
, si cenava, si suonava e cantava e alla fine si dormiva nelle tende. A conclusione
dell’anno sportivo organizzo la gara sociale che viene patrocinata dall’Ente
locale, con il quale ho buoni rapporti, ed accoglie le esigenze dei giovani.