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L’attività motoria nella scuola primaria: l’esperienza del judo-educazione - Danilo Giacomin

Nella scuola italiana, dell’infanzia e primaria ora come in passato, viene troppo poco praticata l’attività che riguarda l’uso del corpo come componente fondamentale per lo sviluppo del bambino.
La maggior parte dei bambini di oggi, sia per la mancanza di spazi all’aperto, sia perché spesso i genitori delegano la funzione educativa alle istituzioni, (scuola, parrocchia, gruppi sportivi), passano sempre troppo tempo davanti alla TV o ai videogiochi con conseguente aumento di difficoltà nello svolgimento di semplici atti motori che in passato erano comuni ai loro coetanei.
L’attività con l’uso del corpo anche nella scuola è relegata, a materia secondaria, perché ci sono i programmi delle altre discipline considerate più importanti da realizzare e troppe volte a farne le “spese” è l’ora di attività motoria praticata solo se i bambini sono stati buoni o se i programmi delle altre materie sono a buon punto.
L’assenza di espressione motoria, può portare il minore a dimostrare un disagio, con conseguente comportamento non corretto con insegnanti e compagni, difficoltà di attenzione, (aumento di disgrafie e dislessie), incapacità di mettersi in relazione con gli altri se non attraverso comportamenti violenti.
Ma cosa chiedono questi bambini? Non chiedono forse di muoversi di più, di uscire dal banco?
L’avvio di alcuni corsi di judo-educazione in una scuola primaria ha portato dei benefici in particolare agli alunni considerati “difficili” aumentando la loro attenzione, maggiore impegno nel loro agire quotidiano, disponibilità verso i più piccoli, fiducia in se stesso e nell’altro…………