Ti trovi in: Home page Judo-Educazione --> Judo --> Corso istruttori - testi di studio e tesi finali --> Tesi

Epochè - Giovanni Michele Fontana

Tra gli uomini che uniscono cuore mente e corpo nella dispensa n° 5 si annoverano: Vittorino da Feltre, Robert Baden Powel, Philippe Viannay, Marcello Bernardi.
Ritengo interessante questo stimolo, questo imput a riflettere su uomini e donne che hanno creduto in un ideale e che forse senza volerlo hanno costituito un esempio da imitare, da seguire, quantomeno da conoscere.
In un corso di formazione per educatori sportivi mi sembra interessante quest’invito all’approfondimento, per certi versanti storico, su chi, venendo fuori dalla logica del “sistema”, ci ha lasciato qualcosa che potremmo definire un’eredità.
Ho trovato molto interessante tutto il progetto che articolato in periodici incontri ha dato la possibilità di fare un “giro a 360°” su tematiche a volte apparentemente lontane tra loro.
Ovviamente si rimane colpiti sempre da qualcosa più di qualcun’altra; è il fascino segreto della scelta…
Occupandomi di Salute mentale non potevo non essere attratto dalla dispensa n° 8 dove partendo dall’adolescenza si è arrivati alle problematiche di questa e ad un accenno a quelle sindromi psicopatologiche, substrato fondamentale, di una scienza chiamata PSICHIATRIA.
Ogni scienza, nella necessità di autoaffermarsi, si organizza, si sistematizza, si arroga il diritto di una presunta infallibilità, premessa necessaria ed indispensabile, per autoalimentarsi, più banalmente “per andare avanti”. Si costituiscono roccaforti del pensiero rappresentate dalle ormai celeberrime “Società” cfr. nella fattispecie: S.I.P.( Società Italiana di Psichiatria), A.P.A. (American Psychiatric Association), W.P.A (World Psychiatric Associaton), E.C.N.P. ( European College of Neuropsychopharmacology). S.O.P.S.I ( Società Italiana di Psicopatologia)…chi più ne ha più ne metta!
Il “sistema” è costituito da uomini e donne che crescono, che vivono in questo e molto spesso di questo, che a volte si evolvono e di quest’ ultimo prendono una parte e ne scartano un’altra.
A volte, queste donne e questi uomini, sentono il peso della contraddizione, sentono di tradire qualcosa dentro loro stessi. Stanno male dentro il “sistema”, avvertono la necessità di fare qualcosa, di evolvere.
Questo malessere, questa autentica sofferenza è alla base del gesto antifilosofico di Heideggher, per esempio, che vuole emancipare il pensiero occidentale dalle ipoteche metafisiche che hanno pesato nel corso della sua storia ed è con Husserl che si fa strada il termine “EPOCHE’”, che quest’ultimo riprende dagli stoici e dagli scettici, presso i quali designava la sospensione del giudizio.
Epoché significava interruzione, sospensione, messa tra parentesi, neutralizzazione dei pregiudizi che, sbarrando la strada al ritorno del soggetto “alle cose stesse”, rendono impossibile un’autentica esperienza dell’uomo nel mondo.
Ritornare “alle cose stesse”, abbandonare quelle che più o meno semplicisticamente, potremmo definire le “controintenzioni”, per il soggetto,non significa forse rimanere all’interno del principio di realtà? Non significa forse riunificarsi in cuore, mente corpo?
Mi scuso per queste domande alquanto retoriche ed umilmente tenterò di illustrare che cosa significa EPOCHE’ in Franco Basaglia e quanto forte sia stato il suo, forse inconsapevole, “tutti insieme per crescere e progredire nel migliore impiego dell’energia”.