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Il migliore impiego dell'energia applicato alla scuola - Caterina Niccolai
(Nota dell'amministratore del sito: la tesi comprende alcuni schemi e disegni che non sono riprodotti)
ENERGIA
Yin e Yang
Il famoso simbolo
TAI JI rappresenta l’interazione di yin e yang, resa visivamente come
una zona oscura che gradualmente diventa più chiara e che al centro presenta
una piccola parte chiara, contrapposta all’altra metà del logo
che segue una schema identico e contrario con una piccola zona scura al centro
della parte chiara.
Le fonti cinesi affermano che nella lunga storia del paese, il simbolo yin-yang
apparve per la prima volta durante le dinastie della Primavera, dell’Autunno
e degli Stati Guerrieri (770-221 a.C.). Alcuni testi datano l’origine
della teoria intorno ai 4000 anni fa, in contemporanea alle origini del Taoismo.
In Oriente (in particolare in Giappone che ha diametralmente ribaltato le definizioni
della medicina cinese), yin è il nome dato alla forza che produce espansione.
L’acqua, l’aria, gli alberi, i fiori sono tutti elementi “in
espansione” nella natura, poiché la loro tendenza essenziale è
quella di riempire le dimensione dello spazio. La forza interna che fa crescere
alcuni frutti più rapidamente e più degli altri è lo yin,
e quindi consideriamo prevalentemente yin qualsiasi cosa cresca fino ad assumere
una dimensione relativamente grande in un tempo relativamente breve. Yin, è
la forza che produce l’espansione; le droghe e l’alcool, per esempio,
tendono a farci espandere in tutti i sensi, fisiologicamente e mentalmente.
Gli elementi che ci fanno sentire leggeri o che ci fanno avvertire un senso
di vertigine, assunti sotto forma di cibo o medicine, sono yin.
Yang è la forza che, al contrario, tende a far contrarre gli elementi fino al limite della loro possibilità, a rendere le cose compatte e pesanti. Per esempio i metalli o il sale sono yang, così come lo sono i semi (che sono estremamente piccoli ma hanno dentro tutta l’energia che riesce a trasformare un chicco in una pianta o una ghianda in una quercia). In genere la frutta non è sottoposta alla forza yang, mentre le cereali e legumi radici sono in massima parte dominati da essa.
Prendendo come esempio un albero risulta evidente che le radici sono la parte yang, cioè la parte che sta in basso, a contatto con la terra, la parte più dura e resistente della pianta. Man mano che si sale sul tronco lo yin prende campo, mentre lo yang tende a scemare, fino ai rami e poi alle foglie e ai fiori ed eventualmente i frutti, che rappresentano il momento in cui l’energia yang si è praticamente esaurita e lo yin è quasi assoluto.
Yin Yang
Tendenza Espansione Contrazione
Funzione Diffusione Fusione
Dispersione Assimilazione
Separazione Riunione
Movimento Più lento e inattivo Più rapido e attivo
Direzione Ascendente Discendente
Verticale Orizzontale
Posizione Più esterna Più interna
Periferica Centrale
Peso Più leggero Più pesante
Temperatura Più fredda Più calda
Forma Più dilatata Più piccola
Fragile Resistente
Struttura degli organi Più cavi ed espansi Più compatti e condensati
Consistenza Più tenera Più dura
La vita in movimento – I Cinque Stadi dell’Energia
La teoria dei Cinque Stadi dell’Energia, noti anche come i “Cinque Elementi” o le “Cinque Trasformazioni” è in stretta connessione con yin e yang e cerca di definire e schematizzare cinque momenti fondamentali di trasformazione dell’energia nel corso del ciclo vitale di un fenomeno. Le loro funzioni e relazioni sono state documentate fin dal IV secolo a.C., ma la formulazione della struttura fondamentale risale probabilmente a parecchio tempo prima.
Considerando il cerchio come l’intero svolgersi del ciclo vitale di un
elemento, abbiamo:
a) Energia compatta, compressa, vibrazioni molto corte, al limite dell’immobilismo
(massimo dello yang). Stadio di inizio.
b) Energia che comincia a muoversi, a fluire, vibrazioni a frequenza meno esasperata.
c) Energia che sale, con vigore.
d) Energia espansa, siamo al massimo dello yin, non c’è più
la forte spinta dello yang.
e) Energia che si ricompatta, che tende ad arricchirsi al centro (cioè
lo yang torna a crescere), aumentano la velocità, il calore, la pesantezza.
Fine del ciclo.
Esempi classici sono il clima durante l’anno, l’alternarsi delle stagioni (“a” è l’autunno, “b” l’inverno, “c” la primavera, “d” l’estate ed “e” l’ultima parte dell’estate) o l’esecuzione di una tecnica di judo, dove si parte (a) da una posizione statica ma attiva (attenzione sulla posizione), si passa all’intenzione (anche fisica, non solo mentale) di attaccare, con il corpo che è pronto a muoversi (b); quindi si passa all’azione con l’entrata (c) e successivamente all’esplosione di energia (d) durante la proiezione. Per poi concludere con il ritorno verso la quiete attiva della posizione (e).
I Cinque Stadi sono
stati identificati da altrettanti elementi naturali che hanno caratteristiche
fisiche o “comportamentali” simili. Quindi l’energia compatta
e solida è rappresentata (per analogia) dal METALLO. Questo, inteso come
mondo minerale (nutrimento vitale del vegetale e dell’animale) si scioglie
e acquista dinamismo nell’ACQUA, sua naturale “evoluzione”.
Questa, a sua volta, acquista forza e moto, direzione di crescita e vita nel
mondo vegetale, nel LEGNO. Il legno finisce il suo corso vitale nel FUOCO che
rappresenta l’energia alla massima espansione quando diventa luce e calore,
o se vogliamo, quando diventa movimento e vita del regno animale (che si nutre
appunto del vegetale). La fine del fuoco e della sua combustione sono le ceneri
che rimangono, e che tornano ad essere TERRA, compattandosi poi nei secoli ancora
in minerali.
Riassumendo: Il metallo si scioglie e nutre l’acqua. Questa nutre il legno,
che alimenta il fuoco e diventa terra che a sua volta sedimenta e torna metallo.
Questa relazione semplice è detta alimentazione MADRE/FIGLIO, dove ogni stadio nutre ed alimenta il successivo, ma c’è anche una relazione di “controllo” che impedisce l’iperattività ed il caos. Così il legno spacca (controlla) la terra, il fuoco fonde il metallo, la terra contiene l’acqua, il metallo taglia il legno e l’acqua spenge il fuoco.
UOMO
Lo yin e lo yang nella costituzione dell’uomo.
Come tutte le cose dell’universo, viventi e non, anche l’UOMO non è altro che una combinazione della forza del cielo (yang) e di quella della terra (yin). La sinergia delle due forze, portata dai genitori al concepimento, darà al nascituro una forma fisica compatta (muscolosa o, al contrario asciutta, nevrile), che da un’impressione di forza, solidità e stabilità se prevale lo yang, o viceversa una longilineità o una tendenza a metter su grasso poco compatto se prevale lo yin. Nel primo caso la testa sarà voluminosa e squadrata, con mascella forte, occhi piccoli e vicini, e nei casi più accentuati una fossetta ben evidente sul mento. Altrimenti avremo una struttura più filiforme, con occhi grandi e rotondi, naso pronunciato, orecchie non rotonde mani con dita lunghe tendenza ad una silhouette più longilinea (due esempi perfetti?? Gimli e Legolas). Sotto un punto di vista caratteriale, in linea di massima la persona più yang tenderà ad una buona stabilità emotiva, ad una certa forza. Avrà la capacità di darsi un obiettivo e perseguirlo tenacemente. La persona più yin avrà grandi capacità creative, buona fantasia, starà molto attenta agli altri fino a farsene anche influenzare. Sarà governata da una certa leggerezza, molto compagnona e divertente, tenderà a cercare un’alternativa alle soluzioni dure, drastiche dei problemi.
Lo yin e lo yang nella fisiologia
La medicina cinese divide anche gli organi del corpo umano a seconda delle caratteristiche fisiche e funzionali nelle categorie yin e yang. Gli organi pieni, compatti, con una massa centrale sono quelli yang, e cioè: Polmoni, Reni, Fegato, Cuore, Milza-Pancreas, tutti organi destinati a scopi di rielaborazione e rimessa in circolo dell’energia (filtraggio, pompaggio, trasformazione). Ogni organo yang è abbinato ad uno yin, cioè cavo e destinato perlopiù ad un’azione di contenimento o transito. Quindi avremo: Colon, Vescica urinaria, Vescica biliare o Colecisti, Intestino tenue, Pericardio o Sacca del Cuore, Stomaco. Singolare e significativo il fatto che la medicina cinese abbini anche i meridiani degli organi correlati usati dall’Agopuntura, dallo Shiatsu, e dalla Moxibustione, ponendoli e trattandoli come fisicamente vicini e opposti rispetto ad un arto.
Così abbiamo:
evanescenza/angoscia
CUORE-INTESTINO TENUE gioia/amore
odio
FUOCO Risa
mancanza di concentrazione/distrazione
pazienza/organizzazione
ira/rabbia
LEGNO Grida
FEGATO
VESCICA BILIARE irritabilità/ poco controllo sull’istinto
compassione TERRA Canto
invidia MILZA-PANCREAS
STOMACO
depressione
stabilità/poca azione
fanatismo
ACQUA Gemito METALLO Pianto
paura RENE POLMONI
coraggio VESCICA URINARIA COLON
eccesso di intraprendenza/
voglia continua di sfida
Attitudini fisico-psicologiche degli organi.
L’energia Metallo, massimo dello yang e della condensazione è rappresentata dagli organi Polmoni e Colon. La persona governata dall’energia Metallo è seria, introspettiva, diffidente. Sceglie accuratamente gli amici (pochi), a volte può essere piatta e noiosa, con un timbro di voce assolutamente monotono. E’ brava ad organizzarsi vita e lavoro, creando le sue sicurezze giorno su giorno. Se questo stato energetico è in equilibro si ha una potenzialità d’energia enorme, capacità di autoregolarsi, di conquistare un posto di rilievo nel mondo. Viceversa, in caso di ristagno energetico avrà la tendenza ad essere eccessivamente introversa, l’indecisione comincerà a governare, portando alla letargia, alla paralisi emotiva all’incapacità di prendere decisioni. Il mondo le sembrerà assolutamente cupo, insorgerà la depressione, non riuscirà ad intravedere nessuna via d’uscita. A livello fisico Colon e Polmoni risultano legati dal fatto che il primo drena e rimette in circolo i liquidi del corpo, ma se non funziona correttamente (per esempio se è in uno stato di eccessivo yin, quindi espanso) ne possono passare troppi e i polmoni non riescono più ad eliminare quelli in eccesso e si avrà la formazione di muco e acqua nelle vie respiratorie (il 70% dei liquidi vengono espulsi dal corpo tramite la respirazione). Lo scambio ossigeno – anidride carbonica sarà inibito, con scarso afflusso al cervello dello stesso, si perderà di lucidità, diventando più insicuri titubanti, la mente non riuscirà a trovare possibili vie d’uscita ai problemi, rinchiudendosi fino alla depressione.
Quando si passa dell’energia Metallo a quella Acqua, è avvenuto che si comincia a vedere uno spiraglio di luce nel buio totale, una speranza si accende, e si comincia a vedere una soluzione ai problemi. Le caratteristiche dell’Acqua, governata dai reni e dalla Vescica urinaria sono il senso dell’avventura e l’espressione della creatività attraverso il movimento. Se l’energia è forte c’è un grande impulso a fare, muoversi, ad apportare cambiamenti a tutto ciò che ci circonda. Viceversa la paura prenderà il sopravvento sul coraggio, si arriverà a temere anche gli amici (paranoia). Dal punto di vista psicologico troviamo il collegamento osservando che insieme al rene sono da prendere in considerazione anche le ghiandole surrenali predisposte al controllo dei meccanismi di difesa del corpo. Quando queste non sono attivate bene, l’organismo reagisce con un senso di disagio e di inspiegabile insicurezza, non si riesce a percepire bene quale sia la causa del malessere ma si avverte chiaramente di essere in difficoltà davanti a qualunque ostacolo. Subentra la paura.
Quando il flusso energetico dello stato Acqua comincia a muoversi, a salire, a diventare più yin, sfocia nella sfera dell’energia Legno. Le persone governate da questa energia sono fisicamente “muscolari”, hanno una postura eretta, quasi di sfida e un tono di voce molto alto. Le caratteristiche psicologiche sono calma, pazienza ma anche organizzazione con una tendenza a cercare il controllo su tutte le situazioni. Quando l’energia Fegato ristagna invece, queste persone si lasciano sopraffare da ira, rabbia, impazienza e desiderio di vendetta. I movimenti del corpo si fanno bruschi e si cerca in tutti i modi di nascondere questa rabbia, cadendo spesso in eccessi di self-control che producono frustrazione e incremento di questi sentimenti negativi. A livello fisiologico si abbinano queste considerazioni prendendo in esempio i momenti dove un eccesso di energia nel fegato comporta una secrezione di bile troppo abbondante. Questa, quando va in circolo nel sangue, ha un effetto irritante sulle cellule, soprattutto su quelle del sistema nervoso, creando i presupposti per un’ipersensibilità che sfocia rapidamente in scatti di rabbia. E’ altrettanto vero che il fegato si occupa di reimmettere gli zuccheri nel sangue, ma se incontra ostacoli “importanti” come sedimenti di grasso nelle vene, tende a fornire messaggi di scarso controllo su questa secrezione e quindi nervosismo.
La massima espansione si ha con l’energia Fuoco, che similmente al sole tende ad utilizzare il proprio nucleo (la parte yang, ricca di energia) come combustibile per mantenere calore alla periferia, sulla superficie. Così è la persona che è governata dal fuoco: sempre attenta agli aspetti esteriori, alla superficie, all’immagine di sé che fornisce. Sono persone divertenti, che vogliono e riescono ad animare ogni festa. In condizioni di buona salute sono apertissimi ed entrano in empatia con il prossimo, con l’Universo. In una condizione di eccesso di yin la persona sarà evanescente, troppo formale, perderà il senso della misura ed il contatto con la terra, divenendo inconcludente ed inaffidabile, spesso mancante di motivazioni profonde e volontà propria. In una condizione di troppo yang, l’amore per il prossimo arriva a trasformarsi in odio. Sotto un punto di vista fisiologico, tutto questo si spiega ricordando che il cuore è predisposto alla circolazione sanguigna e al mantenimento del calore nel corpo. Quando il cuore non riesce più ad adattare al mondo il proprio ritmo subentra l’idea di delegare agli altri il controllo delle proprie pulsazioni, della propria vita, e abbandonando la realtà cerca sostegno nell’apparire e nel mantenere l’attenzione sulla superficialità delle situazioni.
Lo stadio in cui l’energia torna a ricompattarsi e rifluisce al centro
è quello della Terra, che forma persone con spiccato senso della compassione,
con grande capacità di adattamento e adeguamento agli altri. Come la
terra queste persone riescono a “digerire” ed assorbire ogni situazione,
“sanificando” anche quelle non positive. Sono persone che per queste
capacità tendono a sovraccaricarsi di problemi e preoccupazioni che il
prossimo non riesce a reggere. Generalmente le persone, caratterialmente ma
anche fisicamente, tendono ad essere “rotonde”, mai spigolose. La
milza ed il pancreas, gli organi associati, sono predisposti rispettivamente
ad immagazzinare e gestire le difese immunitarie del corpo e a controllare,
tramite l’insulina, la glicemia del sangue. Quando tutto questo funziona
bene la persona si sente a posto, forte, in grado di “digerire”
qualsiasi difficoltà, di camminare con le proprie gambe, di essere di
supporto agli altri. Quando però questa situazione di equilibrio viene
meno, insorge l’autocommiserazione, il chiedere aiuto e compassione, non
ci si sente più in grado di andare avanti da soli, il tono di voce si
fa piagnucoloso, la gestualità è spesso “incompleta”,
l’espressione del viso diventa triste
ALIMENTAZIONE
Sotto un punto di
vista alimentare i Cinque Stadi dell’Energia sono stati associati anche
a dei sapori e sono stati loro abbinati i cibi che possono far cambiare questi
flussi.
Pertanto abbiamo:
mais amaro
fragole CUORE-INTESTINO TENUE salato
ceci piccante
FUOCO
Acido Farro
Piccante insalata
Dolce germogli
LEGNO
FEGATO
VESCICA BILIARE miglio dolce
Zucca/carote acido TERRA
Lenticchie rosse salato
STOMACO/MILZA PANCREAS
Piccante riso integrale
Amaro ginger/daikon/rape
Acido frutta secca
ACQUA METALLO
Salato grano saraceno RENE POLMONI
Dolce azuki VESCICA URINARIA COLON
Amaro castagne
Il Metallo nutrito
da PICCANTE
danneggiato da AMARO
tonificato da ACIDO
L’Acqua nutrita da SALATO
danneggiata da DOLCE
tonificata da AMARO
Il Legno nutrito da ACIDO
danneggiato da PICCANTE
tonificato da DOLCE
Il Fuoco nutrito da AMARO
danneggiato da SALATO
tonificato da PICCANTE
La Terra nutrita da DOLCE
danneggiata da ACIDO
tonificata da SALATO
Seguendo questi principi si riesce a far muovere energia in tutti e cinque gli stadi, facendola rigenerare ad ogni compimento di ciclo, utilizzandone le caratteristiche migliori e ottenendo un rinnovamento sempre positivo dell’energia stessa. Viceversa, quando c’è un eccesso, uno squilibrio (sia nello yin che nello yang) in una fase, si ha un trabordare verso l’equivalente disturbo dello stadio successivo. Così, per esempio, se abbiamo una situazione di metallo in eccesso di yang (fanatismo), questa sfocia in un continuo desiderio di sfida (acqua in yang), successivamente nell’ira e nel desiderio di vendetta (legno), quindi nell’odio (fuoco) e nell’invidia (terra). Altrettanto succede in uno squilibrio yin, quando dalla depressione di passa alla paura (che impedisce di essere sereni e concentrati), poi alla superficialità e al non impegnarsi, quindi all’instabilità e poi di nuovo alla depressione.
La scelta dei cibi può essere utile per interrompere i cicli autodistruttivi e avviare un processo di riequilibrio e normalizzazione.
Il cibo più adatto all’energia Metallo consiste innanzitutto nel riso integrale come cereale e nelle verdure piccanti come il ginger, il daikon e le rape. A volte capita che squilibri dell’energia Terra portino le persone all’obesità e a grande ritenzione idrica, e in questi casi una dieta a base di riso integrale e prugna umeboshi (dal sapore acido) può essere utilissima per drenare l’acqua in eccesso. Per polmoni e colon sono particolarmente dannosi latte e latticini e tutti gli alimenti freddi e umidi compresa la frutta, che apportano eccessiva umidità al corpo e inibiscono lo scambio gassoso nei bronchi. La tradizione ha individuato nella frutta secca (prodotto tipico dell’autunno) e in particolare nelle noci degli alimenti molto indicati per l’energia metallo. La scienza moderna sta evidenziando l’importanza degli acidi grassi polinsaturi (di cui la frutta secca è molto ricca) per il funzionamento e la lucidità della mente.
Per l’energia Acqua abbiamo come cibo ideale il grano saraceno, tutti i legumi (in particolare gli azuki) e le castagne. Tenendo conto che i reni lavorano meglio in una condizione di calore, a volte per nutrirli può essere utile anche della carne, meglio se di selvaggina (conserva maggior energia vitale di quella di animali allevati). Tra l’altro i reni e le ghiandole surrenali sono i controllori dell’energia sessuale maschile, e la carne rossa è di grande aiuto per la produzione di testosterone. Di conseguenza si può affermare che il freddo e i cibi che raffreddano (zucchero, birra, gelati, frutta tropicale, solanacee) sono i peggiori nemici dell’energia Acqua.
Il Legno è particolarmente favorito dal farro, dalle verdure a foglia verde (porri e cime di rapa), dalle insalate crude, dai germogli e da un po’ di frutta e risulta danneggiato dal piccante come le spezie ed il peperoncino. Risulta indebolito dalla carne, dai grassi animali, dal sale, da un eccesso di prodotti da forno. L’utilizzo dei cereali integrali ricchi di triptofano (un precursore della serotonina) è stato dimostrato che tende a calmare gli stati di irritazione, e altrettanto si può dire dell’insalata.
Il Fuoco ha come cereale preferito il mais, come frutto le fragole, come legumi i ceci. Deve stare attento ai cibi che hanno influenza sul sistema nervoso come tè, caffè, alcool, cioccolato, ma anche a quelli troppo piccanti , alle sigarette, alle medicine e alle droghe che lo spostano verso la superficialità e l’eccessiva stravaganza.
La Terra è nutrita dal miglio, dalle verdure dolci e rotonde come le zucche e le carote, ha come legumi le lenticchie rosse. E’ importante non farle mancare mai i sali minerali che si trovano nelle alghe. Il nemico numero uno è lo zucchero raffinato che costringe il pancreas ad un super lavoro così come la farina bianca.
Come si può notare ogni sapore, ogni cibo può essere di aiuto
ad un organo e contemporaneamente contrastarne un altro. La logica e la tradizione
insegnano a cercare sempre il massimo equilibrio tra yin e yang, tra gli alimenti,
cercando in linea di massima di ridurre tutti quelli che si pongono alle estremità
della scala che va dallo yin (zucchero, latte caffè, alcool, droghe e
medicine) allo yang (sale, carne, uova), e sfruttando tutti gli altri per le
proprie necessità contingenti.
LO YIN E LO YANG NEL JUDO.
Provando ad analizzare
la pratica del Judo attraverso il metodo Yin-Yang e gli aspetti energetici ed
emotivi illustrati dalla teoria delle 5 trasformazioni, possiamo classificare
tecniche, kata, stati mentali ed obiettivi cercando conferme o disaccordi sul
nostro fare e sul nostro essere, su cosa ci è più congeniale e
cosa proprio non riesce, su pregi e difetti...
Riassumendo:
evanescenza/angoscia
gioia/amore
odio
mais amaro
fragole CUORE-INTESTINO TENUE salato
ceci piccante
FUOCO
Acido Farro mancanza di concentrazione/distrazione
Piccante Insalata pazienza/organizzazione
Dolce germogli ira/rabbia
LEGNO
FEGATO
VESCICA BILIARE miglio dolce
Zucca/carote acido TERRA
Lenticchie rosse salato
STOMACO/MILZA PANCREAS
irritabilità/ poco controllo sull’istinto
compassione
invidia
depressione
stabilità/poca azione
fanatismo
Piccante riso integrale
Amaro ginger/daikon/rape
Acido frutta secca
ACQUA METALLO
Salato grano saraceno RENE POLMONI
Dolce azuki VESCICA URINARIA COLON
Amaro castagne
paura - coraggio - eccesso di intraprendenza/
voglia continua di sfida
Tenendo conto di
tutte le caratteristiche delle energie, proviamo a “definire” la
parola JUDO: il JU, inteso come adattabilità, come espressione e creatività,
come la parte “mobile” ed esterna (yin) si identifica con un’energia
compresa nell’arco che va dal Legno fino alla Terra compresa. In modo
complementare il DO, il centro di diamante, la parte più interna e tenace
si può associare sicuramente alle fasi Metallo ed Acqua (yang), quelle
contraddistinte da tenacia, forza interiore e conservazione nel tempo.
Altrettanto si può dire dei due aspetti estremi e complementari del judo,
il KATA (immutabile, universale...yang) ed il RANDORI (soggettivo, creativo,
adattabile....yin). Provando a scendere più in profondità nell’analisi
dei KATA, si possono associare rispettivamente: Katame (energia forte e che
si muove, ma scarso dinamismo) al Metallo; Kime (energia esplosiva, ricerca
del “senza paura di essere attaccati, senza desiderio di attaccare”)
all’ energia Acqua o alla fase che intercorre tra Acqua e Legno (l’azione
pura, “senza controintenzioni” è fisicamente assimilabile
allo scatto nevrile tipico della Vescica Biliare); il Nage (studio, ricerca
dei principi dell’azione) e il Ju (armonia) vanno sicuramente collocati
tra l’energia Fuoco e quella Terra (maggior dinamismo, adattabilità,
assimilazione). Queste suddivisioni non sono da considerare assolute e perfette
ed è infatti impensabile che possa esistere un elemento che contenga
una sola tipologia di energia e non un insieme delle cinque anche se in quantitativi
variabili. Inoltre è utile comprendere che anche all’interno di
una qualità di energia è possibile individuare delle modalità
più yang ed altre più yin. Così, prendendo per esempio
il Katame, possiamo identificare il gruppo delle immobilizzazioni come quello
dove è espressa un’energia più fisica, più materiale
quasi “grossolana”..più yang. Viceversa, negli strangolamenti
l’uso dell’energia si fa molto “sottile”, completamente
slegato dalla forza fisica, decisamente yin. Le leve, nel terzo gruppo rappresentano
sono una situazione di equilibrio tra i primi due.
Osservando la spiegazione del passaggio da Kata a Randori con le sua suddivisioni
principali possiamo vedere: una fase di apprendimento di base (Terra), lo studio
e la messa a punto di una forma ideale, sublimata dall’esperienza e trasmessa
nel tempo (Metallo), una parte impegnativa per il fisico dove si insegna al
corpo (Acqua), una dove l’energia viene studiata e applicata (Legno),
ed infine il Randori, sintesi, creatività, dinamismo energia (Fuoco).
Per quel che riguarda le singole tecniche e le loro applicazioni valgono le
considerazioni sin qui fatte, e cioè che si possono classificare più
yang quelle dove l’energia tende a tornare verso il centro, quelle dove
è applicata maggiormente con le parti del corpo che stanno più
in basso, quelle che richiedono movimenti più brevi e rapidi (ko-uchi-gari),
e viceversa saranno più yin quelle con il Ki che si allontana dal centro,
fatte magari con gli arti superiori, e con movimenti più ampi (tai-otoshi).
Per affinare ulteriormente l’analisi, si può annotare anche che
la stessa tecnica (per esempio seoi-nage), ha applicazioni più yang (sul
passo indietro, con proiezione praticamente sul posto) ed altre più “espanse”
(sul passo avanti e proiezione più a lancio).
Allo stesso modo si possono cercare similitudini e attinenze tra le situazioni
di degenerazione della Teoria dei Cinque Elementi e i 4 “nemici”
dell’essere umano: l’invidia è come abbiamo già visto
una manifestazione diretta di uno squilibrio yang dell’energia Terra,
così come si può ricondurre l’abitudine ad una sorta di
fanatismo, di un restare in loop in se stessi senza cercare niente di nuovo
(Metallo in eccesso di yang), e la noia e l’ignoranza ad quell’
eccesso di yin nell’Acqua che toglie all’uomo la volontà
e la voglia di scoprire ed esplorare.
Si potrebbe andare avanti a lungo a classificare o addirittura “ordinare”
i fenomeni del mondo tenendo conto delle percentuali di yin e yang nella loro
composizione, ma questa rischia di divenire un’operazione assolutamente
fine a sé stessa, quasi ludica se non la si vede nell’ottica di
allargare le idee e di arricchire il bagaglio di conoscenze dell’essere
umano. Personalmente penso che possa far comodo impratichirsi e fare esperienza
sulle nozioni che ci sono state tramandate sulla Teoria dei Cinque Elementi,
soprattutto per migliorare il nostro “essere sani per essere utili”
(allargando il concetto e implementandolo con nuovi parametri e metodi) e affrettare
il passo nella ricerca del miglior impiego dell’energia.
Bibliografia:
Alimentazione Macrobiotica
Michio e Aveline Kushi
Il nuovo libro della macrobiotica Michio Kushi
Macrobiotica e psicologia William Tara
Il medico di se stesso Naboru Muramoto
Shiatsu integrale Shizuko Yamamoto/ Patrick Mc Carty