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Sport Handicap sindrome di down - Giacomo Balbo

Le persone disabili hanno trovato nello sport e nella competizione la possibilità di benefici "Le competizioni sono infatti l’ultimo atto molto importante, di completamento del processo di riabilitazione fisica, psicologica e sociale, con l’accesso alle competizioni l’atleta disabile ritrova la totale normalità nel confronto continuo e costante con i normali” (fonte: Benefici derivanti dallo sport agonistico per il disabile - Sport handicap - Massimo Porciani istruttore nazionale FISD).
Penso però che possa essere proposta un’altra modalità dell’attività sportiva per i disabili "Mentali" cioè la competizione non solo come ultimo atto del processo di riabilitazione (definizione di riabilitazione), ma come mezzo in più nel miglioramento di questo processo, dove l’azione sia mirata al recupero (vedi attività compensativa) e valorizzazione delle capacità e risorse dell’individuo. Quindi l’obbiettivo finale deve essere quello che tutta l’attività miri si’ all’autonomia e all’integrazione sociale, ma dove la competizione sia vissuta come un mezzo e non come fine al raggiungimento di tale obbiettivo.
Svilupperei il discorso facendo un confronto tra il libro del prof. Sangalli e uno studio fatto dal Cepim di Genova (raccolta di atti di un convegno sulla sindrome di down) per poter stabilire una strategia di intervento in un possibile corso.