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Il Confucianesimo nel Judo di Jigoro Kano e possibile applicazione... - Gabriella Argalia

Contenuti
Breve storia del Confucianesimo come corrente filosofica.
Approfondimento dei "I classici confuciani" dove sono chiariti i prìncipi e viene indicata la struttura dello stato ideale.
Confronto con i prìncipi enunciati da Jigoro Kano (nei riquadri).
"Universalità" del modello confuciano comprovato dal fatto che tale struttura può essere la base su cui fondare le associazioni moderne.

Bibliografia
I Classici Confuciani, (AVallardi)
Confucio, La Grande Dottrina, Il Giusto Mezzo, SuperBur Classici
Confucio, I Dialoghi, Classici della Bur
Le grandi dottrine del Mondo - Il Confucianesimo, Rizzoli
Vari articoli da Internet


Confucianesimo - breve storia

Confucio nasce nello stato di Lu nel 551 a.c. e viene istruito nelle tradizionali "sei arti" riti religiosi e civili, musica, tiro con l'arco, guida dei carri, storiografia e matematica.
Visse la prima metà della sua vita la nello stato natale dedicandosi a cariche pubbliche. Nel 496, dopo aver rassegnato le dimissioni dai sui incarichi politici, si dedicò all'insegnamento (itinerante) fondano una scuola di pensiero non legata a un centro politico.
Dal 483 di dedicò per ragioni didattiche alla revisione e all'edizione dei testi letterari dell'antichità.
Morì nel 479 a.c.
Con Confucio nacque la 'scuola dei letterati' (rujia) conosciuta in Occidente con il termine di Confucianesimo (da Kong Qui ovvero Kong Zhong Ni, meglio conosciuto come Kong Fuzi - maestro Kong). Il movimento culturale di Confucio conquistò in tutta la Cina molti seguaci tra cui spicca la figura di Mengzi (maestro Meng) conosciuto in Italia come Mencio. Sulla scia del fondatore, i nuovi maestri si dedicarono allo studio dei testi antichi e intorno al 200 a.c. presero forma I Classici come sono arrivati fino ad oggi.
I Classici furono materia d'esame per l'accesso alle cariche di funzionari dello stato dal 200 a.c. fino al 1905. Dopo essere stati oggetto di critica e di condanna specialmente durante la Rivoluzione Culturale degli anni '70, I Classici sono ricomparsi nei libri di testo degli studenti cinesi.
Ora che in Cina lo sviluppo incontrollato del capitalismo sembra portare alla disgregazione sociale, i Classici confuciani tornano ad essere un punto di riferimento a cui la società in trasformazione può guardare come ad un fattore di unificazione ideale.

La situazione politica in cui nasce il confucianesimo e diverse altre scuole di pensiero (le 'cento scuole' tra cui le più importanti il Taoismo, la scuola legista, e quella di Monzi) è quella degli stati combattenti (475-221 a.c.): nove stati feudali cinesi si disputarono con guerre continue la supremazia. Prevalse lo stato di Qin e Shi Huang Di divenne primo imperatore (259-210 a.c.) della Cina unificata. Shi Huang che appoggiava ideologicamente la scuola legista, condannò al rogo tutti i libri che non trattassero argomenti scientifici o pratici (quali la matematica, l'agronomia, l'astronomia, la medicina e la scienza militare) e mise al bando i letterati confuciani, custodi della tradizione umanista, in quanto confidava solo nelle armi e nel rigore delle sue leggi. Ma ovunque nel paese covava l'opposizione al nuovo regime e quindi la dinastia Han, che andò al potere nel 206 a.c. dopo il breve regno del figlio di Shi Huang Di, revocò il decreto di distruzione di tutte le opere letterarie e con il sesto sovrano Wu (141-87 a.c.) proclamò la dottrina confuciana ideologia ufficiale dell'Impero Cinese. Venne costituito uno speciale Ufficio imperiale (ru) incaricato di fissare i testi definitivi delle opere confuciane. I testi definitivi dei "Cinque Classici" vennero stabiliti negli anni 172-178 a.c. Nel 124 a.c. venne fondata la prima università nel mondo, la Grande Accademia Imperiale. Confucio divenne oggetto di culto - è considerato il Maestro "che sa che non serve, eppure fa".
Fu tracciata "la via dei re" (contrapposta a quella dei tiranni), insegnamento morale e politico che si legge nei "Quattro Libri". Questi, dal X secolo, sostituirono i "Cinque Classici" nella formazione dei funzionari (venne formulato infatti un programma più agile e meno irto di difficoltà per i candidati).

Confucianesimo - pensiero e classici

Confucio, in un periodo di degrado (periodo degli stati combattenti), ricerca nel passato "la società ideale" da dove derivare i modelli per la nascita di uno stato moderno. Non ha quindi fondato una nuova religione ma ha rivalutato antiche credenze in cui vi era una stretta dipendenza tra mondo divino, natura e società umana.
Jigoro Kano dal Ju-jutsu sviluppa il Judo e il principio di "Tutti insieme per crescere e progredire attraverso amicizia e muta prosperità"

Nel confucianesimo chiunque si può elevare a stato di uomo superiore per contribuire al miglioramento della società e al bene pubblico attraverso il perfezionamento individuale. La condizione di "signore" non è basata sulla nascita (aristocrazia) ma sull'istruzione e sul possesso per predisposizione e per acquisizione di determinate qualità interiori.

"Egli non manifesta la sua virtù, eppure tutti i principi lo prendono a modello". Ecco perché, quando l'uomo superiore è sinceramente rispettoso tutto il mondo è in pace.

Anche popolo è attribuita la pienezza della qualità umana, non però la capacità ne il compito di governare, né di occuparsi di politica. Ma a chi governerà senza virtù potrà rifiutare il suo consenso.
In questo modello di società si riscontra la cedevolezza senza cedimento, il controllo estremo che parte dal controllo di sé, con il minimo possibile uso della forza.

Fino al VII secolo, alla base dell'istruzione confuciana vi erano i "Cinque Classici" (Wujing)
I Ching o Yijing - Il Libro dei Mutamenti
Shijing - Il libro della Poesia
Shujing - Il libro della Storia
Chunqui - Annali "Primavere e Autunni"
Liji - Memorie e Riti

Ma durante la dinastia Song (960-1279 d.c.) i pensatori neoconfuciani ritennero che il nucleo della dottrina fosse nei "Quattro Libri" (Sishu) - compilazione ufficiale dell'imperatore Gao Zong.
I Quattro Libri sono considerati la 'Bibbia' cinese e hanno costituito fino ai primi anni del XX secolo la base dell'educazione di ogni cinese che sapesse leggere. I Cinque Classici furono riservati ai lettori dotti e aspiranti alla carriera burocratica.
Lunyu - Dialoghi
Zhongyong* - Il Giusto Mezzo
Da Xue* - Grande Conoscenza
Mengzi - Mencio
estratti del "Liji" (Memorie e Riti)

Oltre ai Cinque Classici e ai Quattro Libri esistono dei testi minori:
Xiaojing - Classico dell'obbedienza filiale
Zhouli - Riti degli Zhou
Yili - Cerimoniale
Gongyangzhuan - Commento di Gu Lian a Primavere e Autunni
Eyra - Dizionario dei sinonimi e dei termini


I Ching o Yijing - Il Libro dei Mutamenti - è un manuale sull'arte della divinazione ossia la capacità di prevedere il futuro e conoscere la volontà divina attraverso i segni. E' composto da due parti il testo vero e proprio e i commenti. Secondo la tradizione leggendaria l'autore del testo è l'imperatore Fuxi 'progenitore dell'umanità' e creatore della scrittura. Secondo la tradizione scientifica il "Classico dei mutamenti" è frutto dell'accumulo progressivo di esperienze di funzionari di corte. E' importante per il legame con il divino: attraverso la lettura dei segni si mette in pratica il volere del cielo. Per Confucio era lo strumento necessario per confermare il legame tra i propri insegnamenti etico-politici e un più alto ordine cosmico.

Shijing - Il libro della Poesia. Confucio selezionò 305 testi poetici che riteneva utili per l'insegnamento della virtù. E andato perduto il 'Classico della Musica' in cui Confucio tratto dei ritmi che accompagnavano le poesie.

Shujing - Il libro della Storia - Confucio selezionò documenti storici conservati nella biblioteca reale che avessero un particolare valore morale ed educativo. Comprendono colloqui, discorsi, esortazioni di re e ministri, narrazioni di avvenimenti storici, trattati di teoria politico-filisofica e di economia, descrizioni geografiche. Praticamente con "Shu", 'documenti', si designa qualsiasi testimonianza dell'antichità che non rientri tra le poesie, le preghiere, le cerimonie del culto o della divinazione.
E' considerato il prototipo della storiografia cinese, ma il moderno concetto di "storia" come narrazione organica e interpretazione dei fatti umani ha poco a che vedere con lo Shujing che è solo un'antologia di fonti, non collegate tra loro e spesso non originali.

Chunqui - Annali "Primavere e Autunni" è la cronaca concisa dello stato di Lu dal 722 al 481 a.c. L'opera è composta da 12 libri che prendono il nome del Duca regnante in quegli anni. La sua stesura è attribuita a Confucio. Lo completa il "Commentario di Zuo", il cui autore, Zuo Qui Ming, si propose di dare maggiori particolari sugli avvenimenti indicati dal maestro.
Il Chunqui non è una semplice opera di storiografia, ma ancora un mezzo attraverso il quale Confucio vuole indicare la "via degli antichi" (e degli antichi ideali) e per lasciare ai sui discepoli un insegnamento di carattere etico-politico. La critica di Confucio espressa nel Chinqui è molto sottile: parlando dei Prinicipi di Wu e Chu per esempio, che si erano arrogati il titolo di re, li designa come "visconti", cioè con un titolo inferiore a quello effettivo; descrive episodi come avrebbero dovuto avvenire e non come in realtà si sono svolti. E non per errore, ma per esprimere la sua condanna morale.
Nello stesso momento propone la figura del filosofo come modello da seguire.
Anche Zhuang Zhou, importante esponente del taoismo, afferma a proposito del Chunqui "Primavere e Autunni mostra i nomi e i doveri".
Quando il confucianesimo divenne ideologia dell'impero venne attribuita al Chinqui una maggiore importanza sostenendo che Confucio avesse voluto indicare la strada a quel ritorno alla tradizione, successivamente incarnato dalla dinastia Han (interpretazione metaforica delle 3 età del Chinqui: da una prima età di disordini si passa un'età positiva di transizione per giungere alla terza di pace universale).

Liji - Memorie e Riti
Il termine cinese Li, tradotto come 'riti', in realtà ha un significato più ampio. Indica infatti le norme del giusto comportamento morale, sia personale che sociale, e insieme il rispetto per le norme stesse. Il codice d'onore Li regolava anche il modo di condurre la guerra.
In un periodo dove i feudatari miravano ad ottenere il potere con qualsiasi mezzo, Confucio si opponeva con l'arma dell'insegnamento e nella sua dottrina i riti hanno un'importanza fondamentale. La grande novità del suo insegnamento (e il carattere di natura pedagogico-morale del classico dei riti) fu quelle di riproporre il li non solo alla nobiltà ma a qualunque persona intendesse perfezionarsi ed elevarsi fino a diventare uno junzi (uomo superiore).
Il Judo è la via (Do) più efficace per utilizzare la forza fisica e mentale. …. Il perfezionamento dell'io cosi ottenuto dovrà essere indirizzato al servizio sociale, che costituisce l'obiettivo ultimo del Judo
Per Confucio è inoltre importante il coinvolgimento intellettuale ed emotivo nell'applicazione dei riti. L'uomo superiore deve trovare l'armonia tra questi due aspetti fondamentali. Attribuendo ad ogni sentimento una sua espressione prestabilita e misurata, il li purifica i sentimenti dalla passione incontrollata pur permettendo loro di manifestarsi (per esempio le cerimonie funebri in cui trovano posto la speranza che l'anima del defunto possa continuare a vivere in un'altra forma e una regolata espressione del dolore che però non deve essere eccessiva). L'individuo impara cosi a controllare e a sviluppare i proprio sentimenti in modo equilibrato.
Nonostante che, con la proclamazione della Repubblica Popolare (1949), la dottrina di Confucio sia stata ampiamente contestata il rispetto del Li rimane una delle virtù confuciane più radicate nella coscienza del popolo cinese.
Il libro dei riti parte con il rispetto:
"Non si deve mancare di rispetto. Bisogna comportarsi in maniera solenne come se si stesse riflettendo…"
Si prosegue con il distacco dalle cose materiali:
"… occorre avere disponibilità a distribuire ciò che si è accumulato; essere pronti a trasferirsi anche quando ci si è già stabiliti in un posto con la pace nel cuore; …."
Vi vengono definiti gli oggetti rituali, la figura dell'imperatore (figlio del cielo), i funzionari (Sovrintendenti, Ministri, e Prefetture e le categorie dei lavoratori). La sezione dei funzionari si chiude con la frase:
"Se i 5 ministri danno portano tutti il loro contributo, c'è la fortuna"
Vengono poi trattate le 'udienze', 'la critica di un ministro', 'le rimostranze del figlio', 'se il sovrano è ammalato', etc.
Si parla dell'uomo superiore:
"L'uomo superiore vuole bene a una persona per indurla alla virtù, mentre l'uomo mediocre vuole bene a una persona per prepararle una vita comoda"
Vengono descritte le gerarchie nobiliari e la struttura delle varie regioni (9) e degli stati (1773).
Ci sono le istruzioni per i vari mesi e le cerimonie per i cambi di stagione
"In questo mese ricorre l'Inizio della Primavera. Tre giorni prima il sovrintendente alla Storia avvisa il figlio del Cielo comunicandogli il giorno esatto. La suprema virtù di questo periodo si manifesta nel legno….. Il giorno dell'Inizio della Primavera, il Figlio del Cielo, guidando di persona i suoi tre consiglieri, i nove ministri, i vari nobili e dignitari, organizza la cerimonia di benvenuto alla primavera, alla periferia orientale…"
Si parla di musica
"I tre re (Yu, Tang, e Wen Wang) senza eccezione insegnavano al primogenito i riti e la musica: la musica per la perfezione del mondo interiore, i riti per la perfezione degli aspetti esteriori. I riti e la musica s'incontrano all'interno e si manifestano all'esterno, contribuendo alla formazione di un uomo perfetto, rispettoso, gentile e colto."
I riti possono insegnare a controllare i sette stati d'animo (gioia, rabbia, tristezza, paura, amore, avversione e desiderio). Descrive i dieci modi in cui si manifesta il senso di giustizia (il padre deve essere amabile, il figlio obbediente, il fratello maggiore gentile, il fratello minore rispettoso, il marito onesto, la moglie docile, l'anziano protettivo, il giovane ossequioso, il sovrano benevolo, il ministro fedele) e come deve utilizzarlo il sovrano
"Un sovrano saggio ricorre al senso della giustizia e al sistema dei riti per tenere sotto controllo lo stato d'animo del popolo. Lo stato d'animo è paragonabile a un campo coltivato dal sovrano saggio, il quale lo ara con i riti, lo semina con la giustizia, elimina le erbacce con l'insegnamento e lo studio, raccoglie il grano con la benevolenza, e lo conserva con la musica…."

Lunyu - Dialoghi
E' diviso in 20 libri e strutturato in 499 brani di diversa lunghezza, ma generalmente brevi o brevissimi.
Raccoglie in maniera sistematica i detti del maestro e i vari aneddoti sulla sua vita.
Il contenuto slegato o disorganico risulta spesso oscuro e anche i commenti non riescono a chiarire ogni aspetto del testo, riflettono però il modo cinese di fare filosofia, più vicino alla poesia che ai procedimenti logico-sistematici del pensiero orientale. Utilizza un metodo più allusivo che dimostrativo, suggerendo delle idee.
Gli autori materiali furono i discepoli del maestro (al massimo di seconda generazione) che impararono a memoria i suoi insegnamenti e li misero in forma scritta. Risalgono al IV sec. a.c..
Delle due versioni scampate alla distruzione ordinata da Shi Huang nel 213 a.c. venne scelta quella di "Lu" (paese natale di Confucio).
Attraverso i 'Dialoghi' è stata trasmessa un'immagine del maestro nella sua opera di insegnamento (che dialoga, incontra principi e trascorre la propria esistenza insieme agli allievi). Appare descritto anche nei momenti di debolezza e di emotività, gioia e sconforto.
Confucio dopo essere intervenuto personalmente nella vita politica passa all'insegnamento: insegnerà agli altri a consigliare direttamente i principi. Il suo insegnamento si rivolge a chiunque voglia perfezionarsi ed elevarsi per la ricostruzione dell'ordine universale e non per un fine personale. La meta del discepolo è diventare Junzi (uomo superiore o anche figlio del principe).
Il Judo…ci può condurre al perfezionamento dell'io, al 'progredire tutti insieme' e alla prosperità della nazione, mirando infine al progresso e alla prosperità dell'intera umanità.
Una persona diventa Junzi se raggiunge la "virtù" (de). Una delle virtù più importanti è il
Ren, tradotto con 'sensibilità umana', 'benevolenza'
Per Confucio l'amore per l'umanità si distingue in base al legame che intercorre tra lo Junzi e l'oggetto della sua benevolenza. Il ren quindi si esplica in 5 elementi (virtù) specifici che corrispondono ai 5 rapporti fondamentali della società:
Xiao "obbedienza filiale" = padre/figlio
Ti "sottomissione fraterna" = fratello maggiore/fratello minore
Bie "distinzione" = marito/moglie
Yi "giustizia" = sovrano/ministro
Xin "fedeltà" = amico/amico
Inoltre il Ren deve manifestarsi sotto due aspetti ai quali corrispondono altrettante virtù:
Zhong "lealtà" o "coscienza", indirizzata generalmente verso i superiori: aspetto positivo
Shu "altruismo" o "reciprocità" nel senso di non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te: aspetto negativo.
L'azione combinata di Zhong e Shu è definiti "il modo di seguire ren".
L'uomo superiore oltre al ren deve possedere anche:
Yi "giustizia"
Questa qualità morale, oltre a regolare il rapporto tra sovrano e ministro, distingue il Junzi dall'uomo comune (xiaomin) il quale agisce solo in vista del suo personale vantaggio. L'uomo superiore compie le proprie azioni solo in funzione della giustizia. Anche se l'atto morale non gli fa ottenere il successo esteriore è ugualmente soddisfatto.
Zhi "saggezza"
E' veramente saggio chi ha imparato a conoscere gli uomini e può scegliere i migliori per realizzare il buon governo dello stato e l'armonia sociale. A causa della decadenza morale del suo tempo, secondo Confucio tale conoscenza si poteva ottenere solo attraverso lo studio dei classici oltre ad avere certe doti naturali necessarie per acquisire la saggezza.
Zheng "correttezza"
Questa virtù consiste nella modestia con cui l'uomo superiore accetta di buon grado tutte le prescrizioni e i riti che regolano la vita pubblica e privata, civile e religiosa. Tali norme devono essere comprese e interiorizzate. Il suo esempio permetterà la diffusione tra il popolo.
Cheng "Sincerità"
Cardine dell'insegnamento di Confucio è la sincerità, intesa come corrispondenza tra parola e cosa vera. Per il maestro la politica e la vita comunitaria non possono basarsi che sulla moralità e la verità.
La meta più alta dell'uomo superiore è il raggiungimento di un equilibrio interiore che sia in sintonia con l'ordine Universale. Per fare questo bisogna amare sinceramente il Dao, la via che il cielo ha tracciato per l'uomo. Questi argomenti vengono trattati nelle due opere che fanno parte dei "quattro libri": il "giusto mezzo" e la "grande conoscenza".
Anche se i proprio obiettivi non vengono realizzati il Junzi non perde la propria serenità che l'equilibrio interiore dona a chi l'ha raggiunto. L'uomo superiore compie le sue azioni solo per giustizia (yi): anche se queste non vanno a buon fine, egli possiede comunque la tranquillità spirituale di chi sa che ha agito moralmente e senza deviare dalla "via".
L'uomo ha diritto all'azione ma non ai suoi frutti.
Il Junzi conosce Ming, il 'decreto' (Tian Ming - volontà del cielo): solo con ferma volontà morale, buone disposizioni, lunga disciplina e grande studio l'uomo può giungere a conoscere Ming.
"Il maestro disse: non preoccupatevi di non avere una carica pubblica, preoccupatevi piuttosto di non aver ancora realizzato nulla. Non preoccupatevi di non essere conosciuti, cercate di dare la possibilità agli alti di conoscervi"

Zhongyong - Il Giusto Mezzo
Manuale di "etica politica" (parte del Liji - memorie e riti). Attribuito al nipote di Confucio ma in realtà scritto nel II/I sec. a.c. da letterati confuciani.
Il titolo chiarisce l'argomento:
zhong "non essere inclinato da nessuna parte" e quindi "stare nel mezzo";
Yong "non essere mutevole", "costante".
Il trattato illustra l'ideale di equilibrio che deve guidare le azioni di ogni uomo che voglia comportarsi in maniera moralmente corretta. Per praticare la via vanno seguite le regole stabilite dagli antichi (memorie sui riti). Il giusto mezzo è quando emozioni quali piacere e dolore, gioia e ira, si manifestano nei limiti prescritti dagli antichi saggi. Allora si è nello stato di armonia contraddistinta in 'individuale' quando si ha il controllo delle passioni e 'sociale' quando si accetta il proprio ruolo.
Per seguire la via bisogna comportarsi secondo i 5 doveri (rapporti che regolano la vita sociale) che si possono mettere in pratica se si hanno le 3 virtù:
Saggezza (Zhi) che è indispensabile per conoscere il significato dei doveri. Si arriva alla saggezza attraverso lo studio dell'antichità.
Sensibilità umana (Ren), benevolenza verso il prossimo. Studiare per mettere in pratica gli insegnamenti degli antichi saggi (e non per scopi egoistici).
Coraggio di praticare con determinazione i doveri di cui si è avuta conoscenza. Agire con fermezza e determinazione. Continuo miglioramento.
Chi possiede le 3 virtù e soddisfa i 5 doveri può governare la famiglia e lo stato, che nel confucianesimo non sono strutture qualitativamente diverse. Per governare lo stato bisogna seguire le 9 norme:
- perfezionare se stesso
- onorare i meritevoli
- amare i propri familiari
- rispettare i grandi dignitari
- tenere in considerazione i ministri di rango inferiore
- trattare le classi più povere del popolo come dei figli
- incoraggiare gli artigiani
- essere ospitali con gli stranieri
- apprezzare l'operato dei vassalli e mostrare benevolenza nei loro confronti
La condizione essenziale per mettere in pratica i doveri e le 9 norme è la sincerità 'Cheng' (aspirazione ad aderire alla verità del cielo). Attraverso la sincerità si trasformano gli altri: seguendo l'esempio si convinceranno della necessità di seguire la via.
Essere consapevoli dei gesti che si compiono.

Da Xue - Grande Conoscenza
Anche questo trattato fa parte delle Liji - memorie sui riti.
Venne definito "la porta attraverso la quale i principianti entrano nella virtù".
3 sono gli obiettivi della grande conoscenza:
- far splendere la "virtù luminosa" (Ming De), capacità di ogni uomo di raggiungere la conoscenza. Fa parte della natura umana ma è offuscata dagli impulsi e dalle passioni.
- Amare il popolo (rinnovare gli altri partendo da se stessi)
- Raggiungere il massimo grado di bontà (comportarsi adeguatamente in base al proprio ruolo)
I tre obiettivi possono essere raggiunti attraverso un itinerario spirituale e morale.
Tenuto conto che l'uomo è alla radice di ogni problema, correggendo i suoi difetti si può riportare l'armonia universale che deve regnare tra terra e cielo:
- analizzare a fondo le cose con l'intelletto e ampliare la proprio conoscenza
- rendere sincero il proprio pensiero e volgerlo al bene (ricerca da fare in solitudine e senza secondi fini)
- correggere il cuore affinché non cada sotto il potere degli istinti e delle passioni (autocontrollo).
Avendo perfezionato il proprio animo, l'uomo può regolare la sua famiglia (giudica senza essere offuscato dalla parzialità verso chi ama) e di conseguenza può influire sullo stato e sull'impero.
Questo trattato si sofferma sull'aspetto politico affrontando la questione dei doveri del sovrano. L'autorità si ottiene con la virtù e la si perde con la malvagità. Deve scegliere i suoi collaboratori tra le persone moralmente migliori: il reclutamento della burocrazia è stato l'asse portante dell'impero cinese per oltre due millenni.

Mengzi - Mencio
E' il più importante filosofo dopo Confucio. Nasce nel 372 a.c., fu ministro e consigliere presso quegli stati che volevano seguire i dettami della filosofia confuciana. Dopo i 60 anni si dedicò completamente all'insegnamento.
Le conversazioni di Mencio con i suoi allievi e altri filosofi e quelle con i feudatari che gli offrivano ospitalità, formano il Mencio. La sua interpretazione del pensiero confuciano venne preferita a quella delle altre 7 scuole di letterati e per questo l'opera che tramanda i suoi insegnamenti venne inserita nei quattro libri. Sulla questione della natura originale dell'uomo, egli sosteneva che tutti nasciamo "buoni". Ogni individuo può quindi diventare un uomo superiore se riesce a sviluppare appieno la sua natura. In tutti gli uomini esistono 4 semi:
- compassione
- vergogna
- rispetto
- senso del giusto e dell'ingiusto
Attraverso l'educazione, l'introspezione e la meditazione i "semi" diventano virtù e rispettivamente
- Ren (benevolenza)
- Yi (rettitudine)
- Li (cortesia)
- Zhi (saggezza)
La distinzione tra gli individui nasce in base al grado di sviluppo degli elementi positivi. Chi attraverso l'insegnamento confuciano raggiunge la saggezza sarà in grado di governare; chi si farà distrarre dai fattori esterni o dalle passioni dovrà svolgere lavori manuali e farsi guidare dai saggi.
La teoria di Mencio sulla natura umana si diffuse capillarmente nella cultura cinese tanto che a chi imparava a leggere veniva dato un sillabario - "il classico dei 3 caratteri"- la cui prima frase era "la natura dell'uomo è originariamente buona".
La grande novità del pensiero di Mencio rispetto a Confucio, è di aver posto l'accento sulla possibilità di "revoca al mandato" (genming) al re. Quando il re (wang) non governa più in base ai principi stabiliti e segue il proprio tornaconto diventa un despota e come tale un semplice capo miliare (ba). Il popolo ha il diritto e insieme il dovere di ribellarsi, l'uccisione del tiranno non è considerata sacrilegio. Quando i funzionari di stato si dimettevano, significava che il sovrano non era più degno di ricoprire tale carica.
Genming (revoca del mandato) in cinese moderno significa "rivoluzione".
Secondo Mencio il re si deve ispirare ai principi di un nobile governo. I 3 doveri principali sono:
- avvalersi di persone capaci e moralmente degne
- diminuire le tasse
- ripristinare il "sistema dei campi a pozzo"(*) nell'agricoltura
(*) ogni li quadrato (corrispondente a 540mq) doveva essere diviso in 9 appezzamenti. 8 andavano alle famiglie dei contadini che si tenevano il raccolto, uno, quello centrale, doveva essere coltivato da tutti insieme e il raccolto andava allo stato.
Mencio attribuisce alle questioni economiche più importanza che Confucio.
Il sovrano deve trovare il giusto equilibrio tra imposte e capacità contributiva se interessato al benessere della popolazione.

Xiaojing - Classico dell'obbedienza filiale
Scritto dai letterati per la necessità di approfondire alcuni concetti chiave del pensiero di Confucio.
Il rapporto tra padre e figlio diventa la virtù per eccellenza e l'obbedienza filiale va riportata nel contesto sociale.
Per comprendere lo spirito di quest'opera bisogna ricordare un principio cardine della metafisica confuciana, la dottrina delle 3 potenze (san cai): cielo, terra, uomo. Una perfetta armonia tra il mondo divino e quello naturale si può instaurare grazie alla virtù dell'unico tra i diecimila esseri e le diecimila cose dotato di intelletto e volontà, cioè l'uomo. Dove per uomo non si intende il singolo, ma l'uomo per eccellenza, l'Imperatore, che porta tra i suoi titoli quello di figlio del cielo.
Comunque (al contrario che in Giappone) l'Imperatore mantiene la sua natura umana ed è quindi fallibile.
Il testo si occupa della questione inerente al comportamento umano e al perfezionamento etico.
I riti hanno una valenza pedagogica, sono sempre rivolti a diffondere un insegnamento morale.
Nel Judo i kata

Zhouli - Riti degli Zhou
Fa parte dei San Li (tre rituali) insieme a 'memorie sui riti' e 'cerimoniale'.
Il Zhouli raccoglie l'elenco delle istituzioni, delle cariche, delle magistrature e dei titoli in uso sotto la famiglia Zhou, che per Confucio era punto di riferimento (XII sec a.c. - 256 a.c.)
La sua stesura risale al 200 a.c. - non è da considerare un classico ma un modello proposto dai letterati confuciani per la dinastia Han.
E' interessante per la classificazione delle alte cariche dei funzionari di stato (mostra il legame tipico della mentalità cinese tra mondo naturale e mondo umano). Le 6 categorie:
- quella celeste governa il regno secondo il mandato del cielo
- quella terrestre si occupa dell'istruzione pubblica e del benessere del popolo
- quella primaverile ha la responsabilità dell'istruzione pubblica e dell'osservanza dei riti
- quella estiva si occupa delle questioni politiche e militari
- quella autunnale si occupa di far osservare la legge
- quella invernale è responsabile dei lavori pubblici.
Anche i ministri sono 6
- il più importante ha la funzione che si può paragonare a quella del primo ministro in occidente
- il ministro dell'educazione
- il ministro dei riti
- il ministro della guerra
- il ministro della giustizia
- il ministro dei lavori pubblici
Lo stesso sistema di cariche deve essere adottato dai capi dei vari clan nei loro territori. Questi capi sono posti in preciso ordine gerarchico: barone (nan), visconte (zi) conte (bo) marchese (hou) e duca (gong).
Gradi nel judo

Yili - Cerimoniale
Fa anche questo parte del Sanli (tre rituali). Descrive i rituali e le cerimonie riguardanti la vita religiosa, sociale e politica dell'aristocrazia. Redatto circa nel III sec. a.c. viene proposto come modello alla vincente dinastia Han.

Eyra - Dizionario dei sinonimi e dei termini
Fu pubblicato dall'Imperatore Gao Zong della dinastia Tang e è da mettere in relazione con il sistema degli esami di stato vigente in Cina.

Le prove d'esame erano molto difficili e la selezione severissima: all'epoca Tang solo uno o due candidati su cento riuscivano ad ottenere il diploma che permetteva di accedere alle cariche pubbliche. Al candidato veniva richiesta la conoscenza mnemonica di tutti i classici, la prova d'esame consisteva nella composizione di poesie e saggi da scrivere usando il più possibile frasi e forme espressive prese dai "classici". Da ciò veniva la necessità di avere una conoscenza precisa di ogni termine utilizzato nei "classici".