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Il Confucianesimo nel Judo di Jigoro Kano e possibile applicazione... - Gabriella Argalia
Contenuti
Breve storia del Confucianesimo come corrente filosofica.
Approfondimento dei "I classici confuciani" dove sono chiariti i prìncipi
e viene indicata la struttura dello stato ideale.
Confronto con i prìncipi enunciati da Jigoro Kano (nei riquadri).
"Universalità" del modello confuciano comprovato dal fatto
che tale struttura può essere la base su cui fondare le associazioni
moderne.
Bibliografia
I Classici Confuciani, (AVallardi)
Confucio, La Grande Dottrina, Il Giusto Mezzo, SuperBur Classici
Confucio, I Dialoghi, Classici della Bur
Le grandi dottrine del Mondo - Il Confucianesimo, Rizzoli
Vari articoli da Internet
Confucianesimo - breve storia
Confucio nasce nello
stato di Lu nel 551 a.c. e viene istruito nelle tradizionali "sei arti"
riti religiosi e civili, musica, tiro con l'arco, guida dei carri, storiografia
e matematica.
Visse la prima metà della sua vita la nello stato natale dedicandosi
a cariche pubbliche. Nel 496, dopo aver rassegnato le dimissioni dai sui incarichi
politici, si dedicò all'insegnamento (itinerante) fondano una scuola
di pensiero non legata a un centro politico.
Dal 483 di dedicò per ragioni didattiche alla revisione e all'edizione
dei testi letterari dell'antichità.
Morì nel 479 a.c.
Con Confucio nacque la 'scuola dei letterati' (rujia) conosciuta in Occidente
con il termine di Confucianesimo (da Kong Qui ovvero Kong Zhong Ni, meglio conosciuto
come Kong Fuzi - maestro Kong). Il movimento culturale di Confucio conquistò
in tutta la Cina molti seguaci tra cui spicca la figura di Mengzi (maestro Meng)
conosciuto in Italia come Mencio. Sulla scia del fondatore, i nuovi maestri
si dedicarono allo studio dei testi antichi e intorno al 200 a.c. presero forma
I Classici come sono arrivati fino ad oggi.
I Classici furono materia d'esame per l'accesso alle cariche di funzionari dello
stato dal 200 a.c. fino al 1905. Dopo essere stati oggetto di critica e di condanna
specialmente durante la Rivoluzione Culturale degli anni '70, I Classici sono
ricomparsi nei libri di testo degli studenti cinesi.
Ora che in Cina lo sviluppo incontrollato del capitalismo sembra portare alla
disgregazione sociale, i Classici confuciani tornano ad essere un punto di riferimento
a cui la società in trasformazione può guardare come ad un fattore
di unificazione ideale.
La situazione politica
in cui nasce il confucianesimo e diverse altre scuole di pensiero (le 'cento
scuole' tra cui le più importanti il Taoismo, la scuola legista, e quella
di Monzi) è quella degli stati combattenti (475-221 a.c.): nove stati
feudali cinesi si disputarono con guerre continue la supremazia. Prevalse lo
stato di Qin e Shi Huang Di divenne primo imperatore (259-210 a.c.) della Cina
unificata. Shi Huang che appoggiava ideologicamente la scuola legista, condannò
al rogo tutti i libri che non trattassero argomenti scientifici o pratici (quali
la matematica, l'agronomia, l'astronomia, la medicina e la scienza militare)
e mise al bando i letterati confuciani, custodi della tradizione umanista, in
quanto confidava solo nelle armi e nel rigore delle sue leggi. Ma ovunque nel
paese covava l'opposizione al nuovo regime e quindi la dinastia Han, che andò
al potere nel 206 a.c. dopo il breve regno del figlio di Shi Huang Di, revocò
il decreto di distruzione di tutte le opere letterarie e con il sesto sovrano
Wu (141-87 a.c.) proclamò la dottrina confuciana ideologia ufficiale
dell'Impero Cinese. Venne costituito uno speciale Ufficio imperiale (ru) incaricato
di fissare i testi definitivi delle opere confuciane. I testi definitivi dei
"Cinque Classici" vennero stabiliti negli anni 172-178 a.c. Nel 124
a.c. venne fondata la prima università nel mondo, la Grande Accademia
Imperiale. Confucio divenne oggetto di culto - è considerato il Maestro
"che sa che non serve, eppure fa".
Fu tracciata "la via dei re" (contrapposta a quella dei tiranni),
insegnamento morale e politico che si legge nei "Quattro Libri". Questi,
dal X secolo, sostituirono i "Cinque Classici" nella formazione dei
funzionari (venne formulato infatti un programma più agile e meno irto
di difficoltà per i candidati).
Confucianesimo - pensiero e classici
Confucio, in un periodo
di degrado (periodo degli stati combattenti), ricerca nel passato "la società
ideale" da dove derivare i modelli per la nascita di uno stato moderno.
Non ha quindi fondato una nuova religione ma ha rivalutato antiche credenze
in cui vi era una stretta dipendenza tra mondo divino, natura e società
umana.
Jigoro Kano dal Ju-jutsu sviluppa il Judo e il principio di "Tutti insieme
per crescere e progredire attraverso amicizia e muta prosperità"
Nel confucianesimo chiunque si può elevare a stato di uomo superiore per contribuire al miglioramento della società e al bene pubblico attraverso il perfezionamento individuale. La condizione di "signore" non è basata sulla nascita (aristocrazia) ma sull'istruzione e sul possesso per predisposizione e per acquisizione di determinate qualità interiori.
"Egli non manifesta la sua virtù, eppure tutti i principi lo prendono a modello". Ecco perché, quando l'uomo superiore è sinceramente rispettoso tutto il mondo è in pace.
Anche popolo è
attribuita la pienezza della qualità umana, non però la capacità
ne il compito di governare, né di occuparsi di politica. Ma a chi governerà
senza virtù potrà rifiutare il suo consenso.
In questo modello di società si riscontra la cedevolezza senza cedimento,
il controllo estremo che parte dal controllo di sé, con il minimo possibile
uso della forza.
Fino al VII secolo,
alla base dell'istruzione confuciana vi erano i "Cinque Classici"
(Wujing)
I Ching o Yijing - Il Libro dei Mutamenti
Shijing - Il libro della Poesia
Shujing - Il libro della Storia
Chunqui - Annali "Primavere e Autunni"
Liji - Memorie e Riti
Ma durante la dinastia
Song (960-1279 d.c.) i pensatori neoconfuciani ritennero che il nucleo della
dottrina fosse nei "Quattro Libri" (Sishu) - compilazione ufficiale
dell'imperatore Gao Zong.
I Quattro Libri sono considerati la 'Bibbia' cinese e hanno costituito fino
ai primi anni del XX secolo la base dell'educazione di ogni cinese che sapesse
leggere. I Cinque Classici furono riservati ai lettori dotti e aspiranti alla
carriera burocratica.
Lunyu - Dialoghi
Zhongyong* - Il Giusto Mezzo
Da Xue* - Grande Conoscenza
Mengzi - Mencio
estratti del "Liji" (Memorie e Riti)
Oltre ai Cinque Classici
e ai Quattro Libri esistono dei testi minori:
Xiaojing - Classico dell'obbedienza filiale
Zhouli - Riti degli Zhou
Yili - Cerimoniale
Gongyangzhuan - Commento di Gu Lian a Primavere e Autunni
Eyra - Dizionario dei sinonimi e dei termini
I Ching o Yijing - Il Libro dei Mutamenti - è un manuale sull'arte della
divinazione ossia la capacità di prevedere il futuro e conoscere la volontà
divina attraverso i segni. E' composto da due parti il testo vero e proprio
e i commenti. Secondo la tradizione leggendaria l'autore del testo è
l'imperatore Fuxi 'progenitore dell'umanità' e creatore della scrittura.
Secondo la tradizione scientifica il "Classico dei mutamenti" è
frutto dell'accumulo progressivo di esperienze di funzionari di corte. E' importante
per il legame con il divino: attraverso la lettura dei segni si mette in pratica
il volere del cielo. Per Confucio era lo strumento necessario per confermare
il legame tra i propri insegnamenti etico-politici e un più alto ordine
cosmico.
Shijing - Il libro della Poesia. Confucio selezionò 305 testi poetici che riteneva utili per l'insegnamento della virtù. E andato perduto il 'Classico della Musica' in cui Confucio tratto dei ritmi che accompagnavano le poesie.
Shujing - Il libro
della Storia - Confucio selezionò documenti storici conservati nella
biblioteca reale che avessero un particolare valore morale ed educativo. Comprendono
colloqui, discorsi, esortazioni di re e ministri, narrazioni di avvenimenti
storici, trattati di teoria politico-filisofica e di economia, descrizioni geografiche.
Praticamente con "Shu", 'documenti', si designa qualsiasi testimonianza
dell'antichità che non rientri tra le poesie, le preghiere, le cerimonie
del culto o della divinazione.
E' considerato il prototipo della storiografia cinese, ma il moderno concetto
di "storia" come narrazione organica e interpretazione dei fatti umani
ha poco a che vedere con lo Shujing che è solo un'antologia di fonti,
non collegate tra loro e spesso non originali.
Chunqui - Annali
"Primavere e Autunni" è la cronaca concisa dello stato di Lu
dal 722 al 481 a.c. L'opera è composta da 12 libri che prendono il nome
del Duca regnante in quegli anni. La sua stesura è attribuita a Confucio.
Lo completa il "Commentario di Zuo", il cui autore, Zuo Qui Ming,
si propose di dare maggiori particolari sugli avvenimenti indicati dal maestro.
Il Chunqui non è una semplice opera di storiografia, ma ancora un mezzo
attraverso il quale Confucio vuole indicare la "via degli antichi"
(e degli antichi ideali) e per lasciare ai sui discepoli un insegnamento di
carattere etico-politico. La critica di Confucio espressa nel Chinqui è
molto sottile: parlando dei Prinicipi di Wu e Chu per esempio, che si erano
arrogati il titolo di re, li designa come "visconti", cioè
con un titolo inferiore a quello effettivo; descrive episodi come avrebbero
dovuto avvenire e non come in realtà si sono svolti. E non per errore,
ma per esprimere la sua condanna morale.
Nello stesso momento propone la figura del filosofo come modello da seguire.
Anche Zhuang Zhou, importante esponente del taoismo, afferma a proposito del
Chunqui "Primavere e Autunni mostra i nomi e i doveri".
Quando il confucianesimo divenne ideologia dell'impero venne attribuita al Chinqui
una maggiore importanza sostenendo che Confucio avesse voluto indicare la strada
a quel ritorno alla tradizione, successivamente incarnato dalla dinastia Han
(interpretazione metaforica delle 3 età del Chinqui: da una prima età
di disordini si passa un'età positiva di transizione per giungere alla
terza di pace universale).
Liji - Memorie e
Riti
Il termine cinese Li, tradotto come 'riti', in realtà ha un significato
più ampio. Indica infatti le norme del giusto comportamento morale, sia
personale che sociale, e insieme il rispetto per le norme stesse. Il codice
d'onore Li regolava anche il modo di condurre la guerra.
In un periodo dove i feudatari miravano ad ottenere il potere con qualsiasi
mezzo, Confucio si opponeva con l'arma dell'insegnamento e nella sua dottrina
i riti hanno un'importanza fondamentale. La grande novità del suo insegnamento
(e il carattere di natura pedagogico-morale del classico dei riti) fu quelle
di riproporre il li non solo alla nobiltà ma a qualunque persona intendesse
perfezionarsi ed elevarsi fino a diventare uno junzi (uomo superiore).
Il Judo è la via (Do) più efficace per utilizzare la forza fisica
e mentale. …. Il perfezionamento dell'io cosi ottenuto dovrà essere
indirizzato al servizio sociale, che costituisce l'obiettivo ultimo del Judo
Per Confucio è inoltre importante il coinvolgimento intellettuale ed
emotivo nell'applicazione dei riti. L'uomo superiore deve trovare l'armonia
tra questi due aspetti fondamentali. Attribuendo ad ogni sentimento una sua
espressione prestabilita e misurata, il li purifica i sentimenti dalla passione
incontrollata pur permettendo loro di manifestarsi (per esempio le cerimonie
funebri in cui trovano posto la speranza che l'anima del defunto possa continuare
a vivere in un'altra forma e una regolata espressione del dolore che però
non deve essere eccessiva). L'individuo impara cosi a controllare e a sviluppare
i proprio sentimenti in modo equilibrato.
Nonostante che, con la proclamazione della Repubblica Popolare (1949), la dottrina
di Confucio sia stata ampiamente contestata il rispetto del Li rimane una delle
virtù confuciane più radicate nella coscienza del popolo cinese.
Il libro dei riti parte con il rispetto:
"Non si deve mancare di rispetto. Bisogna comportarsi in maniera solenne
come se si stesse riflettendo…"
Si prosegue con il distacco dalle cose materiali:
"… occorre avere disponibilità a distribuire ciò che
si è accumulato; essere pronti a trasferirsi anche quando ci si è
già stabiliti in un posto con la pace nel cuore; …."
Vi vengono definiti gli oggetti rituali, la figura dell'imperatore (figlio del
cielo), i funzionari (Sovrintendenti, Ministri, e Prefetture e le categorie
dei lavoratori). La sezione dei funzionari si chiude con la frase:
"Se i 5 ministri danno portano tutti il loro contributo, c'è la
fortuna"
Vengono poi trattate le 'udienze', 'la critica di un ministro', 'le rimostranze
del figlio', 'se il sovrano è ammalato', etc.
Si parla dell'uomo superiore:
"L'uomo superiore vuole bene a una persona per indurla alla virtù,
mentre l'uomo mediocre vuole bene a una persona per prepararle una vita comoda"
Vengono descritte le gerarchie nobiliari e la struttura delle varie regioni
(9) e degli stati (1773).
Ci sono le istruzioni per i vari mesi e le cerimonie per i cambi di stagione
"In questo mese ricorre l'Inizio della Primavera. Tre giorni prima il sovrintendente
alla Storia avvisa il figlio del Cielo comunicandogli il giorno esatto. La suprema
virtù di questo periodo si manifesta nel legno….. Il giorno dell'Inizio
della Primavera, il Figlio del Cielo, guidando di persona i suoi tre consiglieri,
i nove ministri, i vari nobili e dignitari, organizza la cerimonia di benvenuto
alla primavera, alla periferia orientale…"
Si parla di musica
"I tre re (Yu, Tang, e Wen Wang) senza eccezione insegnavano al primogenito
i riti e la musica: la musica per la perfezione del mondo interiore, i riti
per la perfezione degli aspetti esteriori. I riti e la musica s'incontrano all'interno
e si manifestano all'esterno, contribuendo alla formazione di un uomo perfetto,
rispettoso, gentile e colto."
I riti possono insegnare a controllare i sette stati d'animo (gioia, rabbia,
tristezza, paura, amore, avversione e desiderio). Descrive i dieci modi in cui
si manifesta il senso di giustizia (il padre deve essere amabile, il figlio
obbediente, il fratello maggiore gentile, il fratello minore rispettoso, il
marito onesto, la moglie docile, l'anziano protettivo, il giovane ossequioso,
il sovrano benevolo, il ministro fedele) e come deve utilizzarlo il sovrano
"Un sovrano saggio ricorre al senso della giustizia e al sistema dei riti
per tenere sotto controllo lo stato d'animo del popolo. Lo stato d'animo è
paragonabile a un campo coltivato dal sovrano saggio, il quale lo ara con i
riti, lo semina con la giustizia, elimina le erbacce con l'insegnamento e lo
studio, raccoglie il grano con la benevolenza, e lo conserva con la musica…."
Lunyu - Dialoghi
E' diviso in 20 libri e strutturato in 499 brani di diversa lunghezza, ma generalmente
brevi o brevissimi.
Raccoglie in maniera sistematica i detti del maestro e i vari aneddoti sulla
sua vita.
Il contenuto slegato o disorganico risulta spesso oscuro e anche i commenti
non riescono a chiarire ogni aspetto del testo, riflettono però il modo
cinese di fare filosofia, più vicino alla poesia che ai procedimenti
logico-sistematici del pensiero orientale. Utilizza un metodo più allusivo
che dimostrativo, suggerendo delle idee.
Gli autori materiali furono i discepoli del maestro (al massimo di seconda generazione)
che impararono a memoria i suoi insegnamenti e li misero in forma scritta. Risalgono
al IV sec. a.c..
Delle due versioni scampate alla distruzione ordinata da Shi Huang nel 213 a.c.
venne scelta quella di "Lu" (paese natale di Confucio).
Attraverso i 'Dialoghi' è stata trasmessa un'immagine del maestro nella
sua opera di insegnamento (che dialoga, incontra principi e trascorre la propria
esistenza insieme agli allievi). Appare descritto anche nei momenti di debolezza
e di emotività, gioia e sconforto.
Confucio dopo essere intervenuto personalmente nella vita politica passa all'insegnamento:
insegnerà agli altri a consigliare direttamente i principi. Il suo insegnamento
si rivolge a chiunque voglia perfezionarsi ed elevarsi per la ricostruzione
dell'ordine universale e non per un fine personale. La meta del discepolo è
diventare Junzi (uomo superiore o anche figlio del principe).
Il Judo…ci può condurre al perfezionamento dell'io, al 'progredire
tutti insieme' e alla prosperità della nazione, mirando infine al progresso
e alla prosperità dell'intera umanità.
Una persona diventa Junzi se raggiunge la "virtù" (de). Una
delle virtù più importanti è il
Ren, tradotto con 'sensibilità umana', 'benevolenza'
Per Confucio l'amore per l'umanità si distingue in base al legame che
intercorre tra lo Junzi e l'oggetto della sua benevolenza. Il ren quindi si
esplica in 5 elementi (virtù) specifici che corrispondono ai 5 rapporti
fondamentali della società:
Xiao "obbedienza filiale" = padre/figlio
Ti "sottomissione fraterna" = fratello maggiore/fratello minore
Bie "distinzione" = marito/moglie
Yi "giustizia" = sovrano/ministro
Xin "fedeltà" = amico/amico
Inoltre il Ren deve manifestarsi sotto due aspetti ai quali corrispondono altrettante
virtù:
Zhong "lealtà" o "coscienza", indirizzata generalmente
verso i superiori: aspetto positivo
Shu "altruismo" o "reciprocità" nel senso di non
fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te: aspetto negativo.
L'azione combinata di Zhong e Shu è definiti "il modo di seguire
ren".
L'uomo superiore oltre al ren deve possedere anche:
Yi "giustizia"
Questa qualità morale, oltre a regolare il rapporto tra sovrano e ministro,
distingue il Junzi dall'uomo comune (xiaomin) il quale agisce solo in vista
del suo personale vantaggio. L'uomo superiore compie le proprie azioni solo
in funzione della giustizia. Anche se l'atto morale non gli fa ottenere il successo
esteriore è ugualmente soddisfatto.
Zhi "saggezza"
E' veramente saggio chi ha imparato a conoscere gli uomini e può scegliere
i migliori per realizzare il buon governo dello stato e l'armonia sociale. A
causa della decadenza morale del suo tempo, secondo Confucio tale conoscenza
si poteva ottenere solo attraverso lo studio dei classici oltre ad avere certe
doti naturali necessarie per acquisire la saggezza.
Zheng "correttezza"
Questa virtù consiste nella modestia con cui l'uomo superiore accetta
di buon grado tutte le prescrizioni e i riti che regolano la vita pubblica e
privata, civile e religiosa. Tali norme devono essere comprese e interiorizzate.
Il suo esempio permetterà la diffusione tra il popolo.
Cheng "Sincerità"
Cardine dell'insegnamento di Confucio è la sincerità, intesa come
corrispondenza tra parola e cosa vera. Per il maestro la politica e la vita
comunitaria non possono basarsi che sulla moralità e la verità.
La meta più alta dell'uomo superiore è il raggiungimento di un
equilibrio interiore che sia in sintonia con l'ordine Universale. Per fare questo
bisogna amare sinceramente il Dao, la via che il cielo ha tracciato per l'uomo.
Questi argomenti vengono trattati nelle due opere che fanno parte dei "quattro
libri": il "giusto mezzo" e la "grande conoscenza".
Anche se i proprio obiettivi non vengono realizzati il Junzi non perde la propria
serenità che l'equilibrio interiore dona a chi l'ha raggiunto. L'uomo
superiore compie le sue azioni solo per giustizia (yi): anche se queste non
vanno a buon fine, egli possiede comunque la tranquillità spirituale
di chi sa che ha agito moralmente e senza deviare dalla "via".
L'uomo ha diritto all'azione ma non ai suoi frutti.
Il Junzi conosce Ming, il 'decreto' (Tian Ming - volontà del cielo):
solo con ferma volontà morale, buone disposizioni, lunga disciplina e
grande studio l'uomo può giungere a conoscere Ming.
"Il maestro disse: non preoccupatevi di non avere una carica pubblica,
preoccupatevi piuttosto di non aver ancora realizzato nulla. Non preoccupatevi
di non essere conosciuti, cercate di dare la possibilità agli alti di
conoscervi"
Zhongyong - Il Giusto
Mezzo
Manuale di "etica politica" (parte del Liji - memorie e riti). Attribuito
al nipote di Confucio ma in realtà scritto nel II/I sec. a.c. da letterati
confuciani.
Il titolo chiarisce l'argomento:
zhong "non essere inclinato da nessuna parte" e quindi "stare
nel mezzo";
Yong "non essere mutevole", "costante".
Il trattato illustra l'ideale di equilibrio che deve guidare le azioni di ogni
uomo che voglia comportarsi in maniera moralmente corretta. Per praticare la
via vanno seguite le regole stabilite dagli antichi (memorie sui riti). Il giusto
mezzo è quando emozioni quali piacere e dolore, gioia e ira, si manifestano
nei limiti prescritti dagli antichi saggi. Allora si è nello stato di
armonia contraddistinta in 'individuale' quando si ha il controllo delle passioni
e 'sociale' quando si accetta il proprio ruolo.
Per seguire la via bisogna comportarsi secondo i 5 doveri (rapporti che regolano
la vita sociale) che si possono mettere in pratica se si hanno le 3 virtù:
Saggezza (Zhi) che è indispensabile per conoscere il significato dei
doveri. Si arriva alla saggezza attraverso lo studio dell'antichità.
Sensibilità umana (Ren), benevolenza verso il prossimo. Studiare per
mettere in pratica gli insegnamenti degli antichi saggi (e non per scopi egoistici).
Coraggio di praticare con determinazione i doveri di cui si è avuta conoscenza.
Agire con fermezza e determinazione. Continuo miglioramento.
Chi possiede le 3 virtù e soddisfa i 5 doveri può governare la
famiglia e lo stato, che nel confucianesimo non sono strutture qualitativamente
diverse. Per governare lo stato bisogna seguire le 9 norme:
- perfezionare se stesso
- onorare i meritevoli
- amare i propri familiari
- rispettare i grandi dignitari
- tenere in considerazione i ministri di rango inferiore
- trattare le classi più povere del popolo come dei figli
- incoraggiare gli artigiani
- essere ospitali con gli stranieri
- apprezzare l'operato dei vassalli e mostrare benevolenza nei loro confronti
La condizione essenziale per mettere in pratica i doveri e le 9 norme è
la sincerità 'Cheng' (aspirazione ad aderire alla verità del cielo).
Attraverso la sincerità si trasformano gli altri: seguendo l'esempio
si convinceranno della necessità di seguire la via.
Essere consapevoli dei gesti che si compiono.
Da Xue - Grande Conoscenza
Anche questo trattato fa parte delle Liji - memorie sui riti.
Venne definito "la porta attraverso la quale i principianti entrano nella
virtù".
3 sono gli obiettivi della grande conoscenza:
- far splendere la "virtù luminosa" (Ming De), capacità
di ogni uomo di raggiungere la conoscenza. Fa parte della natura umana ma è
offuscata dagli impulsi e dalle passioni.
- Amare il popolo (rinnovare gli altri partendo da se stessi)
- Raggiungere il massimo grado di bontà (comportarsi adeguatamente in
base al proprio ruolo)
I tre obiettivi possono essere raggiunti attraverso un itinerario spirituale
e morale.
Tenuto conto che l'uomo è alla radice di ogni problema, correggendo i
suoi difetti si può riportare l'armonia universale che deve regnare tra
terra e cielo:
- analizzare a fondo le cose con l'intelletto e ampliare la proprio conoscenza
- rendere sincero il proprio pensiero e volgerlo al bene (ricerca da fare in
solitudine e senza secondi fini)
- correggere il cuore affinché non cada sotto il potere degli istinti
e delle passioni (autocontrollo).
Avendo perfezionato il proprio animo, l'uomo può regolare la sua famiglia
(giudica senza essere offuscato dalla parzialità verso chi ama) e di
conseguenza può influire sullo stato e sull'impero.
Questo trattato si sofferma sull'aspetto politico affrontando la questione dei
doveri del sovrano. L'autorità si ottiene con la virtù e la si
perde con la malvagità. Deve scegliere i suoi collaboratori tra le persone
moralmente migliori: il reclutamento della burocrazia è stato l'asse
portante dell'impero cinese per oltre due millenni.
Mengzi - Mencio
E' il più importante filosofo dopo Confucio. Nasce nel 372 a.c., fu ministro
e consigliere presso quegli stati che volevano seguire i dettami della filosofia
confuciana. Dopo i 60 anni si dedicò completamente all'insegnamento.
Le conversazioni di Mencio con i suoi allievi e altri filosofi e quelle con
i feudatari che gli offrivano ospitalità, formano il Mencio. La sua interpretazione
del pensiero confuciano venne preferita a quella delle altre 7 scuole di letterati
e per questo l'opera che tramanda i suoi insegnamenti venne inserita nei quattro
libri. Sulla questione della natura originale dell'uomo, egli sosteneva che
tutti nasciamo "buoni". Ogni individuo può quindi diventare
un uomo superiore se riesce a sviluppare appieno la sua natura. In tutti gli
uomini esistono 4 semi:
- compassione
- vergogna
- rispetto
- senso del giusto e dell'ingiusto
Attraverso l'educazione, l'introspezione e la meditazione i "semi"
diventano virtù e rispettivamente
- Ren (benevolenza)
- Yi (rettitudine)
- Li (cortesia)
- Zhi (saggezza)
La distinzione tra gli individui nasce in base al grado di sviluppo degli elementi
positivi. Chi attraverso l'insegnamento confuciano raggiunge la saggezza sarà
in grado di governare; chi si farà distrarre dai fattori esterni o dalle
passioni dovrà svolgere lavori manuali e farsi guidare dai saggi.
La teoria di Mencio sulla natura umana si diffuse capillarmente nella cultura
cinese tanto che a chi imparava a leggere veniva dato un sillabario - "il
classico dei 3 caratteri"- la cui prima frase era "la natura dell'uomo
è originariamente buona".
La grande novità del pensiero di Mencio rispetto a Confucio, è
di aver posto l'accento sulla possibilità di "revoca al mandato"
(genming) al re. Quando il re (wang) non governa più in base ai principi
stabiliti e segue il proprio tornaconto diventa un despota e come tale un semplice
capo miliare (ba). Il popolo ha il diritto e insieme il dovere di ribellarsi,
l'uccisione del tiranno non è considerata sacrilegio. Quando i funzionari
di stato si dimettevano, significava che il sovrano non era più degno
di ricoprire tale carica.
Genming (revoca del mandato) in cinese moderno significa "rivoluzione".
Secondo Mencio il re si deve ispirare ai principi di un nobile governo. I 3
doveri principali sono:
- avvalersi di persone capaci e moralmente degne
- diminuire le tasse
- ripristinare il "sistema dei campi a pozzo"(*) nell'agricoltura
(*) ogni li quadrato (corrispondente a 540mq) doveva essere diviso in 9 appezzamenti.
8 andavano alle famiglie dei contadini che si tenevano il raccolto, uno, quello
centrale, doveva essere coltivato da tutti insieme e il raccolto andava allo
stato.
Mencio attribuisce alle questioni economiche più importanza che Confucio.
Il sovrano deve trovare il giusto equilibrio tra imposte e capacità contributiva
se interessato al benessere della popolazione.
Xiaojing - Classico
dell'obbedienza filiale
Scritto dai letterati per la necessità di approfondire alcuni concetti
chiave del pensiero di Confucio.
Il rapporto tra padre e figlio diventa la virtù per eccellenza e l'obbedienza
filiale va riportata nel contesto sociale.
Per comprendere lo spirito di quest'opera bisogna ricordare un principio cardine
della metafisica confuciana, la dottrina delle 3 potenze (san cai): cielo, terra,
uomo. Una perfetta armonia tra il mondo divino e quello naturale si può
instaurare grazie alla virtù dell'unico tra i diecimila esseri e le diecimila
cose dotato di intelletto e volontà, cioè l'uomo. Dove per uomo
non si intende il singolo, ma l'uomo per eccellenza, l'Imperatore, che porta
tra i suoi titoli quello di figlio del cielo.
Comunque (al contrario che in Giappone) l'Imperatore mantiene la sua natura
umana ed è quindi fallibile.
Il testo si occupa della questione inerente al comportamento umano e al perfezionamento
etico.
I riti hanno una valenza pedagogica, sono sempre rivolti a diffondere un insegnamento
morale.
Nel Judo i kata
Zhouli - Riti degli
Zhou
Fa parte dei San Li (tre rituali) insieme a 'memorie sui riti' e 'cerimoniale'.
Il Zhouli raccoglie l'elenco delle istituzioni, delle cariche, delle magistrature
e dei titoli in uso sotto la famiglia Zhou, che per Confucio era punto di riferimento
(XII sec a.c. - 256 a.c.)
La sua stesura risale al 200 a.c. - non è da considerare un classico
ma un modello proposto dai letterati confuciani per la dinastia Han.
E' interessante per la classificazione delle alte cariche dei funzionari di
stato (mostra il legame tipico della mentalità cinese tra mondo naturale
e mondo umano). Le 6 categorie:
- quella celeste governa il regno secondo il mandato del cielo
- quella terrestre si occupa dell'istruzione pubblica e del benessere del popolo
- quella primaverile ha la responsabilità dell'istruzione pubblica e
dell'osservanza dei riti
- quella estiva si occupa delle questioni politiche e militari
- quella autunnale si occupa di far osservare la legge
- quella invernale è responsabile dei lavori pubblici.
Anche i ministri sono 6
- il più importante ha la funzione che si può paragonare a quella
del primo ministro in occidente
- il ministro dell'educazione
- il ministro dei riti
- il ministro della guerra
- il ministro della giustizia
- il ministro dei lavori pubblici
Lo stesso sistema di cariche deve essere adottato dai capi dei vari clan nei
loro territori. Questi capi sono posti in preciso ordine gerarchico: barone
(nan), visconte (zi) conte (bo) marchese (hou) e duca (gong).
Gradi nel judo
Yili - Cerimoniale
Fa anche questo parte del Sanli (tre rituali). Descrive i rituali e le cerimonie
riguardanti la vita religiosa, sociale e politica dell'aristocrazia. Redatto
circa nel III sec. a.c. viene proposto come modello alla vincente dinastia Han.
Eyra - Dizionario
dei sinonimi e dei termini
Fu pubblicato dall'Imperatore Gao Zong della dinastia Tang e è da mettere
in relazione con il sistema degli esami di stato vigente in Cina.
Le prove d'esame erano molto difficili
e la selezione severissima: all'epoca Tang solo uno o due candidati su cento
riuscivano ad ottenere il diploma che permetteva di accedere alle cariche pubbliche.
Al candidato veniva richiesta la conoscenza mnemonica di tutti i classici, la
prova d'esame consisteva nella composizione di poesie e saggi da scrivere usando
il più possibile frasi e forme espressive prese dai "classici".
Da ciò veniva la necessità di avere una conoscenza precisa di
ogni termine utilizzato nei "classici".