Relazione sulla lezione della professoressa Bandini del 31 Luglio 2004 nell’ambito del Corso per Educatori Sportivi tenutosi a Predappio dal 25 Luglio al 1 Agosto.

Titolo della relazione:

INTELLIGENZE ARTIFICIALI

Dalle definizioni alle esperienze comuni

Parlare di Pedagogia, tema trattato in questa lezione, è possibile partendo da una prospettiva che si allontana dalla consueta esposizione di teorie pedagogiche vecchie e nuove, ma che prende spunto invece dall’esperienza personale della relatrice, la Professoressa Bandini, docente all’Università La Bicocca di Milano.

La materia insegnata tratta di Intelligenze Artificiali: programmi per i calcolatori che hanno analogie con l’esperienza umana. Tali programmi sono utili a risolvere problemi in vari ambiti delle attività umane dove si sostituiscono efficacemente a processi intellettivi semplici e complessi dell’uomo.

Coloro che lavorano in questo campo richiedono un certo tipo di addestramento perché si trovano a progettare programmi complessi finalizzati ad applicazioni reali in settori diversificati dell’industria e in stretta collaborazione con chi lavora con loro e con coloro per cui lavorano.

I corsi universitari che trattano di questa materia vengono strutturati in modo da effettuare una selezione tra gli studenti in modo da indirizzare solo i più meritevoli all’approfondimento ed allo sviluppo della materia nell’ambito di progetti di ricerca. 

La prima qualità considerata nell’individuare soggetti meritevoli è la passione che essi dimostrano verso la materia. E come si misura la passione? Attraverso l’assiduità di frequenza delle lezioni, l’attenzione e le osservazioni fatte nel corso delle stesse.

In questo senso vale la pena di mettere energia, da parte del docente, nell’operare un'accurata selezione da cui dipenderà un buon esito della fase successiva: la ricerca.

La ricerca si svolge in laboratorio.

Il laboratorio è:

a)     Spazio per la formazione e l’addestramento di esperti nell’analisi e nell’organizzazione computazionale e di strutture concettuali ad alto impatto intellettuale. Tali esperti devono inoltre entrare in contatto e capire persone di mentalità diverse provenienti da società diverse.

b)     Spazio per la creazione di modelli computazionali originali e scientificamente fondati per il trattamento di problemi complessi. Chi se ne occupa deve fare ricerca ed elaborare soluzioni originali.

c)      Spazio per la sperimentazione, l’applicazione sul campo e il trasferimento di metodi, tecniche e soluzioni computazionali. Gli operatori devono portare fuori (applicazione industriale) ciò che hanno fatto; i progetti che essi affrontano sono di alta responsabilità perché vanno applicati all’industria.

Ritornando al tema della pedagogia ci si pone una domanda: prendendo in considerazione la situazione analizzata sopra, chi si occupa dell’addestramento e della selezione di persone qualificate in un determinato ambito, deve avvalersi di teorie pedagogiche per avere suggerimenti o è egli stesso un caso che la pedagogia deve studiare?

Analizzando le problematiche che quotidianamente vengono affrontate in una esperienza pedagogica di questo tipo è possibile evidenziare nove aspetti pedagogici fondamentali:

1)     AMBIENTE EDUCATIVO

2)     PERCEZIONE, ATTENZIONE, FOCALIZZAZIONE E VISIONE LATERALE

3)     CAPACITA’ RELAZIONALE

4)     DIREZIONE DELL’AZIONE (la consapevolezza della quale guida l’azione stessa)

5)     VOCAZIONE ALLA LEADERSHIP

6)     GESTIONE DELLE ENERGIE

7)     COMPETITIVITA’

8)     REAZIONE AL SUCCESSO E ALL’INSUCCESSO

9)     TRASFERIMENTO DI CONOSCENZE

In questa sede viene analizzato il primo dei nove punti considerati e ne viene eviscerato ogni aspetto. Tale analisi può essere estesa a tutti gli altri punti.

AMBIENTE EDUCATIVO

E’ educativo un ambiente favorevole alla trasmissione di qualcosa. Ciò significa che nell’intento di progettare ed attivare un così detto “setting di apprendimento”  sia fondamentale considerare un insieme di aspetti come lo spazio fisico, le cerimonie e le procedure istituzionalizzate che favoriscano i processi di apprendimento. Il setting di apprendimento è quindi uno spazio dentro cui si può svolgere una determinata attività e al di fuori del quale questo non è possibile.

Gli aspetti che definiscono un setting di apprendimento sono:

In conclusione l’ambiente educativo è un luogo in cui la collaborazione tra chi è coinvolto in un progetto scontorna spesso le barriere istituzionali e rende possibile l’esistenza di una vera e propria Comunità di Apprendimento.

La coniugazione dell’insegnamento con la ricerca scientifica e il trasferimento tecnologico all’industria fa sì che la demarcazione fra docente e studente non sia così netta.

Un simile luogo, un setting di apprendimento ideale, non è facilmente progettabile, ma lo stile di lavoro che vi si applica si rispecchia nella dinamica del suo gruppo.

Coloro che aderiscono a un tale tipo di comunità liberamente, scelgono questa forma di apprendimento con l’obbiettivo finale di raggiungere la crescita personale.

PERCEZIONE, ATTENZIONE, FOCALIZZAZIONE E VISIONE LATERALE

Queste qualità permettono una comprensione della dimensione ambientale e politica del mondo. Ciò è reso possibile dal fatto che l’insegnante all’interno del setting dà elementi per confrontarsi con l’esterno.

CAPACITA’ RELAZIONALE

Capacità di essere in grado di porsi in relazione sincera sia all’interno del gruppo che all’esterno. Capacità di portare le capacità sviluppate sul setting formativo nella vita.

Bisogna saper mettere in relazione il fatto di far crescere una persona sapendo che la crescita è in relazione col gruppo e viceversa.

DIREZIONE DELL’AZIONE (la consapevolezza della quale guida l’azione stessa)

Direzione dell’azione alla ricerca di un bersaglio. In un gruppo esistono scopi diversi per cui le persone sono lì, è necessario  dare un’unica direzione a tale gruppo.

VOCAZIONE ALLA LEADERSHIP

E’ necessario riconoscere chi ha il carisma del leader e in certi casi sacrificarlo perché elemento destabilizzante il gruppo, soprattutto se si tratta di un gruppo in cui è necessaria la collaborazione per portare avanti progetti comuni. E’ compito dell’insegnante valutare di rinunciare alla collaborazione di individui che sono destinati ad allontanarsi e a fondare un proprio gruppo.

GESTIONE DELLE ENERGIE

Un docente deve avere la capacità di delegare questioni di fiducia a dei collaboratori per evitare sprechi di energia. Si deve quindi far crescere gli allievi e delegare a loro alcuni compiti.

COMPETITIVITA’

Competitività fra l’interno del gruppo e gruppi esterni.

REAZIONE AL SUCCESSO E ALL’INSUCCESSO

E’ una conseguenza della competitività, cavalcare il successo è molto più difficile che gestire un insuccesso.

TRASFERIMENTO DI CONOSCENZE

Responsabilità della formazione dei più giovani.

Spunti per una riflessione sui temi trattati

Per affrontare una discussione in gruppo dei temi affrontati in materia di pedagogia (tale metodo può essere esteso a qualsiasi tipo di materia) si propone di dividere il gruppo in insiemi minori di 6-8 persone, ciascuna delle quali ha il compito di trattare uno dei nove punti presentati durante la relazione.

Il gruppo ha tempo un’ora per scegliere l’argomento, scegliere due esperienze che siano esemplari rispetto all’argomento trattato ed elaborarle in modo da esporli a tutto il gruppo.

Una esperienza va esposta in forma narrativa, mentre dell’altra bisogna elaborare una drammatizzazione.

Nel complesso l’esposizione non deve superare i venti minuti.